… dunque l’uomo può essere definito un Essere Celeste…
Interessante vero?
Parte7
La sera ti accorgi di questa stanchezza, ti avvedi del processo distruttivo che hai portato dentro la tua fisiologia e la coscienza tende a devastarsi, non hai più questa grande capacità di concentrazione.
Ti poni in posizione orizzontale, e poi improvvisamente in un modo che quasi sfugge di mano, che non si riesce bene a cogliere, improvvisamente la coscienza scompare.
Il mondo degli oggetti, il letto, la casa il tuo corpo tutto rimane così com’é.
L’unica cosa che si eclissa, che scompare è la tua coscienza
Ma dove se ne va!? Dove vai!? ![]()
E con essa scompare anche tutto quello che ti ha turbato che si è mosso nella vita, i pensieri, i ricordi, i rimorsi, le preoccupazioni, le ansie. Dal momento che ti addormenti, improvvisamente anche tutto il tumulto della tua vita interire scompare.
Il corpo con tutta la sua fisiologia continua a lavorare, anzi questo è uno degli obiettivi del sonno: far lavorare i processi rigenerativi del corpo più intensamente che di giorno, senza il disturbo della coscienza.
Ecco perché quando siamo ammalati il sonno é un’ottima cura: spegne la coscienza e lascia libero il corpo di “ripararsi” senza le interferenze di tutto quel sistema pensieri/parole/emozioni che invece, da svegli, condiziona e guida la fisiologia del corpo.
Quindi c’è una rigenerazione fisica, e se il sonno é stato profondo, la mattina ti svegli con quel senso di freschezza e forza.
Non so se ho evidenziato bene il doppio mistero della rigenerazione notturna…
-la rigenerazione fisica, andiamo a letto stanchi se dormiamo bene ci alziamo rinvigoriti.
La mattina c’è un turgore dei tessuti, siamo gonfi, perché il processo vitale di notte è così intenso che c’è un turgore. Pensate che il mattino il corpo è più alto di un centimetro che la sera. Per cui ci alziamo e ci rimpiccioliamo di una piccola quantità.
- la rigenerazione interiore, tutti facciamo l’esperienza di andare a letto gravati da una preoccupazione da un’ansietà, magari dovuta a qualcosa di pesante successa il giorno prima, un lutto, un dispiacere, un contrasto. Magari questo ti impedisce di dormire, ti addormenti, la mattina ti alzi, il problema c’è come il giorno prima, però non ti turba più così profondamente, come se avessi preso anche lì una certa distanza.





