Orgoglio ereditario ed Altri Demoni Familiari
Mi piacerebbe avere un approfondimento sul tuo punto di vista in base
al quale se hai problemi con una persona magari un familiare
è perchè tu non hai ancora imparato o capito un qualcosa
e per quel motivo il problema si ripresenta
Si certo.
Se é vero che veniamo in questa vita per affrontare una serie di prove che rappresentano veri e propri insegnamenti, insegnamenti che abbiamo per altro scelto di ricevere proprio noi, é altrettanto vero che i nostri principali insegnanti provengono proprio dal tessuto familiare.
La cosa interessante, spiritualmente parlando, sta nell’aspetto evolutivo delle dinamiche tra parenti.
Ma procediamo con ordine.
Innanzitutto: perché dobbiamo imparare delle lezioni?
Semplicemente perché in qualità di esseri divini quali siamo, ignoriamo la nostra grandezza. E’ come essere Dio e non sapere esattamente in cosa consiste questo Essere… é veramente un PECCATO
.
Non a caso il peccato originale nasce proprio dal desiderio di conoscenza…
Quindi… molto strategicamente scendiamo nel mondo della polarità, qui sulla nostra bella terra che fatta di materia (energia con polo maschile e femminile) per fare pratica ed imparare.
Prima sperimentiamo un aspetto della famosa lezione che vogliamo imparare e poi sperimentiamo il suo aspetto opposto. Studiamo il lato A, e poi il lato B. Finché non troviamo l’equilibrio. A quel punto, passiamo all’insegnamento successivo.
Cosa succede se siamo “duri” ad imparare la nostra lezione?
Niente di particolare… semplicemente stiamo in quella classe finché non veniamo promossi. Di “bello” c’é che siccome siamo studenti molto motivati, le proviamo tutte per capirla sta lezione.
Mi spiego con un esempio. Supponiamo io sia qui, per fare esperienza del tema che riguarda l‘orgoglio. Facilmente da bambino vengo messo al mondo grazie al contributo di un padre molto orgoglioso. Durante la mia infanzia tipicamente soffro per i suoi atteggiamenti prepotenti, un tantino anaffettivi e distratti. Il mio caro papà dell’esempio in questione, pur consapevole delle sue carenze, siccome é molto orgoglioso non l’ammette, e preferisce accusare me, figlio, di essere incapace, carente e difettoso, non tanto in generale quanto proprio nei confronti delle sue aspettative che naturalmente… rimangono deluse…
SE IO NON CAPISCO, CHE LUI PER PRIMO E’ VITTIMA DEL SUO ORGOGLIO, CHE NE E’ PRIGIONIERO E CHE TALE MASCHERA DI FERRO ALTRO NON CELA CHE UNA PROFONDA QUANTO INCONSAPEVOLE PAURA MISTA AD INSICUREZZA E SENSO DI INDEGNITA’…
Se non lo capisco mentre ne sono vittima… Non c’é problema, lo capirò da carnefice. Avrò sicuramente un figlio che gentilmente si offrirà di farmi da vittima mentre, io farò il mio giro sulla giostra del carnefice
sembra una cosa un pò dura, ed in effetti lo é.
In ogni famiglia, c’é almeno un nipote che si rende conto degli “errori del padre che ricadono sul figlio e sul figlio del figlio”.
Ora io l’ho raccontata usando termini come “vittima” e “carnefice” perché delle volte per svegliare la gente c’é bisogno di qualche schiaffettino. Voglio anche dirti una cosa che, per quanto mi riguarda, é tra le più salvifiche e benedette che si possano sapere.
Le Anime con le quali ci incarniamo, di volta in volta, sono Anime con le quali abbiamo fatto un patto.
La ricerca dell’Amore e della Conoscenza sono alla base di questo Patto.
Ammetterlo é scomodo, se penso all’olocausto é anche peggio che scomodo, tuttavia, da ricercatrice spirituale non posso fare a meno di constatare che l’uomo incontra fuori ciò che ha dentro.
===> A volte ha dentro cose che gli piacciono e che vive a livello di coscienza.
===> Altre volte ha dentro cose che NON gli piacciono ed allora, le caccia nell’inconscio.
Nel primo caso, si compiace di realizzare i propri sogni e di vivere una realtà che gradisce perché in linea con le cose che apprezza.
Nel secondo caso, si incasina la vita imbattendosi in tutte quelle disgrazie che sono in misura direttamente proporzionale a quella che in psicanalisi si chiama “OMBRA”
Nel prossimo articolo, tutto quello che dobbiamo fare per imparare le nostre lezioni il prima possibile, ed evitare di trasformarci in carnefice, nel nostro stesso interesse ed in quello di chi amiamo…
A presto
Rebecca
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Risorse per Approfondire il tema dell’Orgoglio: AlcheMicamente, nel 7° Modulo







“…Se non lo capisco mentre ne sono vittima… Non c’é problema, lo capirò da carnefice. Avrò sicuramente un figlio che gentilmente si offrirà di farmi da vittima mentre, io farò il mio giro sulla giostra del carnefice…”
Io lo capisco, l’ho capito sin da piccola, ma questo non è bastato a salvarmi, perch+ un padre così ti infelicita l’esistenza, quindi, rendendomi conto che già faccio il “carnefice” con fidanzato e amici, ho solo potuto decidere di non avere figli, per non essere a mia volta carnefice, ho deciso di “interrompere la catena”, di spezzarla. Ma così ha vinto lui, ed è in pezzi non solo la catena, ma anche la mia vita.
Insomma, nonostante la lucidità, capire non equivale a salvarsi. Perdonare, sì, ma se il torto di viene fatto nuovamente, e poi ancora, e ancore, 24 ore su 24 nella tua vita? Se quell’orgoglio, e paure, e insicurezza altrui hanno minato dalle fondamenta le sicurezza di una bambina che non riesce mai a diventare donna perchè non è mai all’altezza delle aspettative, come ci si salva, pur capendo?
Un abbraccio
@V A L E N T I N A
hai mai provato a fare una COSTELLAZIONE FAMIGLIARE con un costellatore ‘serio’?????
aloha morgana
@Andrea: sarà l’articolo della prossima settimana
Ciao Rebecca, forse ho capito o forse non voglio capire perchè la lezione è davvero troppo dura. Crediamo che ci manchino le forze per accettarla e rimaniamo fermi facendo finta di niente ma le cose si ripetono all’infinito e ogni volta siamo, per quanto mi riguarda, sono sempre al punto di prima. Attendo quanto hai promesso e cioè “tutto quello che dobbiamo fare per imparare le nostre lezioni il prima possibile…” affinchè le cose non si ripetano più, andare oltre e sentirsi se stessi, fino alla prossima lezione. Grazie. Rosanna
@Rosanna: mi riferisco alla tua frase: “forse ho capito o forse non voglio capire perchè la lezione è davvero troppo dura. Crediamo che ci manchino le forze per accettarla e rimaniamo fermi facendo finta di niente ma le cose si ripetono all’infinito e ogni volta siamo, per quanto mi riguarda, sono sempre al punto di prima” per dire: QUANTO E’ VERO!!!! E’ COSI’ PER TUTTI NOI, DA SEMPRE. Ogni tanto improvvisamente però capiamo, sterziamo un attimo ed un chilometro dopo siamo su tutt’altra strada, e più avanziamo più ci allontaniamo da quel binario del “problema che si ripete”.
Sei cosciente e consapevole.
Il timore che ti accompagna é bypassabile con non chalance, se sterzi anche solo un pochino verso ciò che ti piacerebbe fare da subito.
Con stima ed affetto,
Rebecca
Ciao Rebecca!
)
Intanto ti ringrazio di cuore per l’articolo, perche’ fondamentalmente forse anch’io sono (prima molto sicuramente lo sono stato) orgoglioso…
Ora piano piano sto imparando a rilassarmi un pochino di piu’ e lasciar andare il mio ego e la voglia d’esser dalla parte della ragione che ha un grande lato negativo: ti fa perdere le relazioni a te piu’ care.
Comunque, vorrei aprire un argomento a cui hai appena accennato, ovvero delle lezioni della vita, le quali non sono altro che le regole in cui viviamo…
Come si fa a trovare il punto d’equilibrio fra queste?
Ovvero se seguiamo una regola che qualcuno dei nostri familiari ci ha indicato, dopo qualche tempo sentiamo dallo stesso parente suggerirci l’esatto opposto.
A volte sentiamo dei suggerimenti tipo: “si’ te stesso”, ma quando poi ci troviamo ad essere noi stessi sentiamo suggerirci l’opposto, ovvero che se vogliamo progredire nella societa’ dobbiamo a volte ignorare totalmente quelli che sono i nostri valori piu’ intimi.
Quindi il dilemma e’ appunto questo: seguire la nostra guida spirituale essendo noi stessi o piegarci a cio’ che la societa’ c’impone per essere “ok”.
Quindi, in sintesi, come si fa a superare la lezione data da questo grande dilemma?
Qualche giorno fa leggevo qualcosa riguardo la realizzazione dei propri sogni (oltre che naturalmente al mitico suggerimento di Jobs “essere affamati e folli”), ed in particolare che se vogliamo raggiungere i nostri sognin dobbiamo entrare a contatto con la giusta spinta energica che si trova al di fuori del nostro ambiente…
Cosa suggerisci per chi prima di andare dove potrebbe trovare quella giusta energia neccessaria a realizzare i propri sogni deve finire un percorso di crescita, dove si trova mantenendosi sempre motivato, nonostante l’ambiente in cui si trova gli suggerisce di essere “ragionevole”?
Per quanto mi riguarda credo sia ottimo tenersi per se i propri sogni, anche se alla lunga diventa veramente difficile trattenersi…
Forse sono andato fuori tema ma credo che in qualche modo questo argomento si collega, non tanto al tema dell’orgoglio, quanto al tema delle lezioni (o delle regole) della vita (che al contrario dei giochi dove le regole sono fisse, nella vita esse cambiano con estrema facilita’). Grazie,
Andrea
Leonardo: non capisco come fai a commuoverti… non ti sei ancora abituato? Io ci sono sempre, e adoro esserci in modo puntuale.
mi fa piacere che ti abbia fatto piacere
@Cristina: decenni fa ci voleva tempo. Oggi ne basta molto meno. Maturiamo e comprendiamo ad una velocità supersonica se paragonata ai tempi passati.
Per affrancare certi popoli dal complesso di inferiorità ci sono volute generazioni dopo generazioni.
In altri casi, per recepire un messaggio é sufficiente che ci muoia una persona cara che amavamo molto.
Se siamo pronti impariamo ORA. Diversamente impariamo quando é ora…
Va tutto bene
, dipende da quello che scegliamo di fare con il nostro libero arbitrio
@Valentina: forse sei ancora nella fase “vittima”.
Una cosa é certa…
Tutti dicono: “Quando sarò genitore, non farò mai come ha fatto il mio”.
Invece, nonostante ci metta tutto l’impegno possibile, fa esattamente uguale se non peggio.
Sei sicura che nessuno tra i tuoi amici e le tua amiche non si sia mai sentito abbandonato da te?
Forse tu non hai mai abbandonato nessuno, e nonostante ciò c’é qualcuno che ha quel vissuto nei tuoi confronti…
Dimmi
Rebecca
@Marco, *relativamente giusto* e *relativamente sbagliato* sono

tentativi gentili ed anche evoluti per ammorbidire una sentenza.
Hai già capito che dove voglio arrivare: evoluzione per evoluzione, tanto vale, rinunciare a sentenziare.
Prima impari… prima ne godi. Non c’é altro di cui preoccuparsi. Le lezioni successive vengono se ti interessa impararle…
Sopratutto non c’é nulla da temere perché la vita, ci piace solo se é intensa di emozioni legate a nuova (auto) conoscenza.
Credo che ognuno di noi abbia tutto il diritto di prendersi tutto il tempo che gli serve per conoscere le proprie lezioni.
Possiamo essere “duri” per tutto il tempo che ci pare e piace
.
Grazie anche a te, Marco, per continuare ad esserci
@Tiziano: diciamo che anche il Vastu di cui sei esperto non é male per “risvegliarsi”. Portare l’armonia nella propria casa come insegni tu é un metodo molto efficace, per prendersi cura di se e dei propri cari.
Ci riflettevo l’altro giorno…
E’ una “strategia” molto valida anche per il lato maschile dell’umanità.
Concreta, risolutiva, protettiva…
Grazie anche a Tiziano…una lacrima!
Sono commosso che mi hai risposto pubblicandolo anche nel sito….
Grazie …. soprattutto come riesci a mettere ordine nel disordine ….
Leonardo
Ottimo articolo Rebecca, grazie.
Se mi permetti sono anche un pò gli insegnamenti della grande Louise Hay, certo trovare il bandolo della matassa non è semplice anche perchè abbiamo vissuto per anni (parlo ora per me) in queste convinzioni. Credo ci voglia anche del tempo, tu che ne pensi?
Un abbraccio
Cristina
PS mica sono brutte le foto!!!!!!!
tutto il mondo è uno specchio! ;-D
io ho capito molto bene questo concetto di cui parli, ma non ho capito come guardare la cosa all’interno della mia vita.
io per esempio sono stata spesso abbandonata, ma non ho mai abbandonato nessuno. e non credo neanche che avrò dei figli da abbandonare (per una serie di motivi che non sto a spiegare).
io sono piena zeppa di nodi da sciogliere, ma dovrei parlarne con qualcuno meglio per capire il caso specifico della mia vita. se c’è qualcuno che ha voglia/può aiutarmi, mi faccia sapere.. grazie
Concordo pienamente con quanto hai scritto Rebecca; ciò che mi è piaciuto di più è stato notare una certa “sincronicità” dei nostri pensieri.
Proprio negli ultimi giorni stavo pensando “quasi” parola per parola al tuo artiolo…a quest’argomento complesso che è ormai da 2 anni, per me, fonte di studio accurato.
Penso ad un collegamento col “famoso” discorso di Steve Jobs, quando parla dei “puntini”, di “unire i puntini”: credo che, ESATTAMENTE come a posteriori si possono collegare “avvenimenti”, ALLO STESSO MODO si possano collegare “esperienze” (lo metto tra virgolette per intendere di tipo interiore).
Non c’è dubbio che per ottenere “grandi risultati” attraverso l’applicazione di questa pratica è necessario aver raggiunto un già discreto “livello personale”, perchèèè…ne sono sicuro: collegare “il fuori” segue LE STESSE DINAMICHE del collegare “il dentro”.
E così come quanto più si fa “fuori” tanto più si capisce il “fuori”, allo stesso modo quanto più si fa “dentro” tanto più si capisce il “dentro”: è la propria “maturità generale” l’indicatore di “quanto” si possa comprendere OBIETTIVAMENTE.
A me risulta molto chiaro il tuo linguaggio; probabilmente perchè mi alleno OGNI GIORNO a smontare le mie “infrastrutture mentali”. Ma mi rendo anche conto che non può essere semplice per tutti.
Ma alla fine, tutto ciò che si fa non è nè “giusto” nè “sbagliato”, per cui anche il discorso del “facile” o “difficile” è relativo, no?
Però una cosa! Questa sì: nell’articolo parli dell’esser duri ad imparare la lezione; la domanda che credo la maggior parte dei tuoi lettori potrebbe rivolgerti è: “ma se imparo prima vuol dire che posso fare più cose poi?
In pratica, è importante imparare il prima possibile o è del tutto relativo?
E se è relativo a che cosa?”.
Ti saluto con questo quesito, ringraziandoti, come ogni volta, per il tuo “Esserci”.
A presto.
Marco.
Rebecca, se non ci fossi bisognerebbe inventarti!!!
Se tutti quelli che si sistemano la casa col Vastu prendessero un po’ di tempo per interiorizzare questo articolo, avrebbero fatto veramente Bingo!!!
Grazie, come al solito un’ottima riflessione!
Ringrazio anche Leonardo che con la sua domanda dimostra grande sincerità e impegno nel cammino della conoscenza.
Un saluto a tutti!