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Aiutati che Dio Ti Aiuta

Qualche tempo fa uno dei miei maestri disse a proposito del coaching:

il prossimo non va aiutato se riteniamo questo è perchè noi abbiamo bisogno di aiuto”.

Mi dispiace, per il mio maestro,  ma non sono affatto d’accordo con questo principio, la mia missione, la mia vocazione è invece quella di aiutare ove possibile le persone in difficoltà, ed in senso più ampio allargare gli orizzonti, offrire nuove prospettive e risorse agli altri esseri umani al fine di avere una vita piena, realizzata e felice.

Non credo che io faccia questo poiché ho bisogno di aiuto, io faccio questo semplicemente perché è la mia vocazione ed ho scoperto nel profondo del mio cuore che il mio posto su questa terra ha un senso ed è questo. Questa mia vocazione da un senso pieno ed appagante alla mia esistenza, mi rende realmente felice, punto!

Infine ho una profonda fiducia nell’essere umano e credo che tutto sia possibile in ogni esistenza umana.

Sono riconoscente alla vita per questo mio percorso di consapevolezza e la mia riconoscenza la riverso sugli altri con amore.

Questo è il senso dell’aiuto per me…e questo è solo il primo livello della mia missione, è solo il primo gradino…

Il problema nasce quando vado a rispondere a due quesiti molto complessi che mi ronzano in testa ultimamente: “si può intervenire anche quando le persone non sono disponibili a ricevere una mano?”, “cosa posso fare quando vedo persone, anche vicino a me, che sono infelici, che anziché crescere tornano indietro e che rifiutano sdegnate ogni tipo di aiuto?”.

Lo chiedo anche a te che stai leggendo, non solo a me stesso. Ti chiedo di fornirmi la tua versione al fine di allargare la mia prospettiva.

Questo è quello che sta capitando a me, ed ammetto che la cosa mi causa un lacerante conflitto frutto di una fortissima frustrazione. Lo ammetto non ho una soluzione in questi casi anche perché temo di creare ulteriori fratture nella relazione tra me e loro. Ci sono persone , ed è questo il caso, che sono talmente fragili al punto di non voler sentir parlare di cambiamenti e di reagire in maniera molto risentita a questi argomenti. Ho ricevuto dei rifiuti personali (per lunghi periodi) a causa della mia iniziativa per cui sono molto attento e mi muovo con cautela. Ho compreso che alcune persone  SI RIFUGIANO NEL LORO MONDO FATTO ANCHE DI DOLORE O INSODDISFAZIONE POICHE’ ESSO RAPPRESENTA UNA SICUREZZA.

La sicurezza nell’infelicità? Si anche nell’infelicità…ci sono molte persone che temono di toccare gli ingranaggi dei loro equilibri precari per paura di far crollare il loro castello di illusioni.

Cosa posso fare? Credo poco poiché non ho ricevuto alcun segnale di apertura da parte loro…o forse mi sto solo sbagliando?

Vale ancora il detto aiutati che Dio ti aiuta?

A tal proposito mi viene in mente una storia:

una famiglia a causa di una alluvione, pensa a qualcosa tipo New Orleans,  è costretta a rifugiarsi sul tetto della propria abitazione. Il capo famiglia è particolarmente religioso e si affida completamente a Dio e gli chiede di mettere in salvo la sua famiglia ed un segno che provvederà.

Dopo poco tempo arriva una imbarcazione, un gommone che invita la famiglia a mettersi in salvo e l’uomo: “No grazie Dio mi ha promesso che mi salverà”.

Il livello della piena sale ed ormai l’acqua è arrivata al tetto…arriva un altro gommone che prega calorosamente la famiglia di mettersi in salvo e l’uomo tenace: “No grazie Dio mi ha promesso che mi salverà”.

La famiglia inesorabilmente annega. L’uomo finisce davanti a Dio, nell’alto dei cieli,  e gli chiede risentito: “Dio perché non hai fatto nulla per salvare me e la mia famiglia, io ho creduto a Te fino alla fine…”.

E Dio “ Figliolo più di così! Ti ho mandato per ben due volte il mio segno di aiuto, tu non l’hai proprio voluto vedere.. aiutati che Dio ti aiuta!”.

In pratica funziona proprio così, io do il massimo segnale di apertura all’aiuto e se dall’altra parte chi dovrebbe cogliere non coglie…o peggio mi nega il saluto ( quello che è successo a me) cosa posso fare di più io?

Questo non  toglie che la mia “pena” , la mia angoscia rimanga e che mi senta in dovere di trovare altre strade per poter assolvere alla mia missione e sai ci penso spesso.

Sono molto interessato ad avere il tuo parere, il tuo racconto, la tua versione…perché la mia è soltanto la mia!

Con il cuore e grazie in anticipo

Luigi

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L’altro, lo specchio di noi stessi

A CURA DI LUIGI MIANO

Bentrovato amico di Quasifacile,

voglio porti alcune domande e ti chiedo di essere quanto più possibile sincero.

Ti fidi degli altri? Sei attratto dal conoscere persone nuove e sentire nuove storie? Cosa  pensi nel profondo del tuo cuore degli altri esseri umani?

Se hai risposto negativamente a queste domande stai vivendo dietro la paura e questo può  creare dolore e solitudine.

Dal 2001 i proventi delle case farmaceutiche sono aumentati del 100% ogni anno, puoi  immaginare perché.

La paura non fa crescere, la paura ci blocca, la paura ci può far ammalare.

Voglio che tu tenga sempre a mente due importanti principi:

1 . ragiona in termini di comportamento, non etichettare il prossimo dicendo è cattivo,  è avido, è presuntuoso piuttosto si sta comportando in questo modo, in maniera  ingiusta, avida etc….

Noi non siamo i nostri comportamenti

Quando qualcuno commette delle azioni turpi, negative, condannabili tieni conto che  viaggia con un cartello appeso al collo con su scritto “lavori in corso”.

C’è del buono in ogni persona anche il peggior criminale, solo che non riesce ad esserne  consapevole a ritrovare le parti “buone” di sé. E’ questione di consapevolezza e di ricerca  del nostro sé autentico.

2 . quando incontri qualcuno che non ti convince, che non ti piace ragiona su quale  parte di te corrispondente non ti piace…

C’è ancora qualcosa di te che non riesci ad integrare, che non conosci o eviti e che non  vuoi accettare e la vedi riflessa negli altri, in particolare in quelle persone che detesti e  stai allontanando. E’ una grande occasione di crescita che ti sta capitando approfittane!

Si tratta di praticare i principi della tolleranza, perdono, comprensione, compassione   etc…Che parolone vero? Sembra qualcosa di così lontano dal nostro mondo reale.

Lo so che non è facile, lo so bene ed ogni tanto ci casco anche io e ti garantisco che sono  stato messo duramente alla prova anche piuttosto di recente.

Ma quando mi prende quella voglia di condannare, di non perdonare e divenire  intollerante mi fermo e mi chiedo come faccio a superare questi sentimenti?

Cosa posso fare per conoscermi meglio ed integrare quelle parti di me stesso che non mi   piacciono?

Queste domande sono difficili e potentissime e spingono verso una conoscenza  sempre più profonda di noi stessi.

Nella nostra società così belligerante, aggressiva e competitiva una logica del perdono e  della tolleranza può sembrare utopistica eppure è una strada rivoluzionaria.

Ripeto, non è facile perché si sono sedimentati dentro di noi secoli di intolleranza e  divisioni ma è possibile.

La nostra società sta attraversando un momento difficilissimo, non si tratta solo di una  crisi di carattere economico ma forse più sociale. Siamo sulle soglie di un cambiamento

dell’uomo che da rettile e predatore si sta trasformando in mammifero. Oggi siamo in  un’epoca di transizione cruciale in cui non ci possiamo permettere di non avere fiducia.

Occorre uscire dai bunker, abbattere i muri, uscire fuori dalle prigioni che ci siamo creati.

Ti invito a ricordare che ciascuno di noi è legato agli altri da un sottile filo invisibile che  lega le nostre sorti. Il dolore, la sofferenza degli atri esseri umani non è mai solo la sua.

Voglio invitarti al Seminario

LE TUE CREDENZE: LAVORI IN CORSO

E libera il tuo potenziale nelle relazioni, nella comunicazione con gli altri  ed in pubblico, nel rapporto con te stesso

Relatori: Luigi Miano e Fabrizio Boschetti

2 e 3 Ottobre a Roma

Il corso si propone come laboratorio esperienziale dove prendere  consapevolezza delle proprie convinzioni, metterle in discussione,   trovare alternative..l’esperienza può essere semplicemente sbalorditiva,   entusiasmante..

Associazione per il benessere del corpo e della mente Via Nomentana 248 – 00162

Roma tel. 06.86391867 – 349.8702672 •

www.manipuraram.com email:info@manipuraram.it

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PUNTA ALLE STELLE

Qualche tempo fa una persona mi chiedeva un parere circa il fatto che nella ricerca di un progetto di vita abbia numerose pause in cui il suo stato d’animo non è dei migliori. Delle fasi in cui sembra che non la accompagnino dei pensieri positivi, contrassegnate da attimi di sconforto, momenti in cui si dimentica la forza e si è deboli rispetto alle influenze esterne.

Mi sento di pubblicare la ma risposta poichè penso possa essere utile anche ad altre persone estremamente coraggiose, che si sono messe in cammino verso i propri obiettivi ma possono incontrare ostacoli molto duri lungo il tragitto. La mia lettera è frutto della mia esperienza e conoscenza,  vuole soltanto essere motivo di ispirazione qualora vogliate trovarlo. Ciascuno di voi sa cercare dentro se stesso/a.

Sempre con il cuore

 

Cara..,

tu hai già degli obiettivi determinati da te (almeno credo d’aver capito che siano tuoi obiettivi). Hai una direzione ma serve qualcosa di più!

Serve il sogno, comincia a cercare nel tuo cuore cosa c’è oltre gli studi, quale possa essere la tua vera missione, qual’è lo scopo che ti è stato assegnato su questa terra. E’ una ricerca importantissima in cui non devi avere fretta perchè è un momento determinante per la tua esistenza.

Chiediti questo, scrivi, immagina e quando sentirai il tuo cuore gonfio di amore fine alle lacrime ed avrai una certezza interiore, un senso di pace e serenità vuol dire che stai sul sogno.

Il sogno è quella direzione che permette a noi esseri umani di essere totalmente certi che stiamo impegnando le nostre risorse,  i nostri valori, che sappiamo che stiamo fornendo un servizio alla  collettività.

Tu … sei stata creata per questo..

Quando avrai capito questo ti metterai in cammino senza nessuna paura. I tuoi cattivi pensieri pian piano svaniranno e comincerai a sentirti felice per il semplice fatto di esserci.
 Il fine forza i mezzi.

L’antidoto più forte alla depressione, ai pensieri cattivi, al senso di angoscia è questo: sapere che stai assolvendo la missione che Dio ti ha assegnato.

Questo non significa che non avrai momenti difficili, di sconforto o difficoltà ma saprai affrontarli con uno spirito completamente diverso.

Vedrai la tua vita sotto un’altra luce, sarai completamente diversa, amerai te stessa e gli altri come non hai mai fatto. I tuoi dubbi si scioglieranno come neve al sole. Ti accorgerai di essere felice durante il tragitto anche se il tuo sogno sembra ancora lontano.

E non aver paura di puntare in alto, il mondo appartiene a chi ha il coraggio di osare, come dicono gli americani shoot on the stars, punta alle stelle.

Cerca un obiettivo sempre più alto, anche che possa impegnare la tua intera esistenza…e conquisterai la pace interiore.

Ti mando una affettuoso abbraccio

Luigi

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A PROPOSITO DI TALENTO..

Leggendo “la trappola del talento” di Geoff Colvin a proposito di allenamento consapevole mi è venuto alla memoria un episodio che non ricordavo. Credo fosse uno dei primi anni liceali venne una supplente di religione stranamente laureata in psicologia. Ed udite un po’ invece che di bibbia ci parlò di Freud. Io rimasi letteralmente folgorato da quella lezione. Mi si accese dentro una curiosità morbosa di conoscere quelle tematiche.

Mio padre è stato da sempre un cultore di psicologia e filosofia, casa nostra era invasa di libri di Freud, Jung, Adler, Scopenhauer etc…

Ed io spinto dalla mia curiosità iniziai prestissimo ad avvicinarmi a questi testi: Non sempre comprendevo il significato di quei testi, però mi stavo inconsapevolmente allenando ad una certa forma di pensiero. C’era una sorta di attrazione fatale inconscia verso quelle letture. Leggevo è vero anche romanzi ma alla fine tornavo sempre sulla psicologia.

L’altra materia che adoravo letteralmente a scuola era filosofia. Molti miei compagni la consideravano una materia che lasciava il tempo che trovava. Io la consideravo invece una palestra eccezionale per la mente. Anche in questo caso, non comprendevo tutto però stavo allenandomi a sviluppare una forma di pensiero che mi avrebbe aiutato in futuro.

Poi per uno strano destino o meglio per mancanza di chiarezza di vedute scelsi una facoltà universitaria lontanissima dalle mie passioni. Furono anni durissimi.

Non mollai mai le mie letture, il mio angolo di riflessione psicologica e filosofica. Anche se non ho mai fatto un percorso di studi strutturato ho allenato continuamente la mia attitudine di pensiero verso questi campi. I miei amici scherzosamente mi chiamavano lo psicologo ed a me faceva estremamente piacere. Anche oggi qualcuno mi chiama psicologo pur non avendo mai acquisito il titolo.

E’ ormai appurato che il talento non sia qualcosa di genetico o un dono ricevuto dalla grazia o dallo Spirito Santo. Il talento è frutto di un allenamento continuo, martellante e consapevole. Il talento è legato ad una sana ossessione. Esso è un filo che ci lega a sé per anni o meglio per decenni.

Oggi ho quasi 40 anni e se penso che ho iniziato a leggere i miei primi libri di psicologia/filosofia a circa 15-16 anni, sono ormai 24 anni che alleno il mio pensiero. Sono 24 anni che cerco risposte sul funzionamento del più grande mistero: come funziona la mente dell’uomo. Negli ultimi 2 anni sulla spinta della realizzazione di un progetto professionale e di vita ho intensificato tantissimo il mio allenamento. Oggi sono veramente sui ritmi di una ossessione incalzante che non lascia tregua. Ci tengo a specificare che la mia ossessione è si un sacrificio ma è anche un profondo piacere.

Oggi sono su ritmi che mai avrei immaginato in passato: 2-3 libri specialistici a settimana, una media di un seminario o corso di specializzazione ogni 2 mesi almeno, decine di migliaia di pagine lette su internet, centinaia di articoli scritti da me, decine e decine di pagine di appunti personali, creazione di 4 seminari, ascolto audio book, video etc…

Non è questo che spiega il potenziale sviluppo di un mio talento. Non basta come sottolinea Colvin. Il talento ha origini sempre molto indietro nel tempo.

Questo mi ha indotto a ritornare indietro nel tempo, al tempo delle scuole superiori. Il mio percorso non inizia due anni fa ma circa 24 anni fa!

Con il cuore

Luigi Miano

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BUONA CURA DI TE

Ho scritto tantissimo su Quasi Facile di comunicazione interpersonale, ho sviscerato moltissimi aspetti della stessa che hanno un impatto pratico sulla nostra vita quotidiana. Mi sono soffermato poco su un aspetto fondamentale per il nostro benessere e la nostra felicità: la qualità della comunicazione con noi stessi.


Hai mai riflettuto su questo? Ti fermi mai a pensare “come” stai parlando a te stesso, che tipo di domande ti poni e qual è il tuo dialogo interno?

Diversi anni fa non mi sarei mai sognato di pormi questo problema. Nelle fasi della mia vita in cui avevo scarsa attenzione e consapevolezza, ho sempre dato per scontato che la comunicazione da “curare” fosse esclusivamente quella con gli altri. A quei tempi ero molto preoccupato delle reazioni degli altri, di quanto potessi incidere sulle relazioni.

Le cose sono radicalmente cambiate quando ho scoperto alcune cose sensazionali.

In primo luogo che l’efficacia di una comunicazione interpersonale era la diretta conseguenza di una comunicazione efficace con me stesso.

In secondo luogo avevo trascurato la mole di pensieri, dialoghi interiori, domande molto intralcianti, dannosi ma di cui non avevo affatto consapevolezza.

Il pormi al mondo esterno in un determinato modo era l’effetto proprio di questo mondo di pensieri spazzatura o nella migliore delle ipotesi poco produttivi.

Come è iniziato questo viaggio interiore alla scoperta dei miei pensieri?

Attraverso le letture, le riflessioni, le meditazioni, i corsi, i confronti con gli altri ossia tutto quello che i filosofi antichi definivano “la cura del sé”.

L’aspetto che ancora oggi mi da giovamento è quello di raccogliere tutte le mie idee, riflessioni e pensieri e metterli per iscritto. Sono momenti di solitudine e assoluta quiete dell’anima in cui emergono delle cose molto intime che aiutano questo processo di attenzione e profonda consapevolezza. La scrittura aiuta molto perché crea un dialogo diretto con il nostro sé istintivo ed aiuta a fissare nuove idee maggiormente produttive rispetto a quelle del passato.

Inizialmente mi occupavo di mettere per iscritto solo i miei pensieri e le mie domande e sai vederli così, su carta, mi impressionava.

E’ probabile che la prima reazione sia di stupore, perché sai a volte pensiamo delle cose orribili di noi stessi, e ci diciamo delle cose altamente svalutanti.

Ti invito a porti questa domanda quando vedrai i tuoi pensieri, i tuoi dialoghi messi nero su bianco: “direi mai queste cose al mio migliore amico, ai miei genitori, alla persona amata?”. Ma se tu non le diresti mai al tuo migliore amico(lo do per scontato altrimenti che amico sarebbe..) perché le dici a te stesso tutti i giorni?

E pensare certe cose costantemente di te stesso/a produce una realtà esterna che è consona a quei pensieri, dialoghi, domande.

Ti invito a girare sempre con un block notes (ne ho consumati a decine) e cominciare questo importante percorso di “consapevolezza”, di prestare attenzione a ciò che lasciamo fluire in maniera automatica e ci danneggia costantemente. Fissa sulla carta i tuoi pensieri, elaborali, ragionaci su.

Razionalizza, organizzali e poi nella profonda quiete della tua anima, in solitudine vai a fondo in te stesso. E’ una pratica che diventerà abituale per te e porterà dei giovamenti incredibili.

Buona cura di te

Con il cuore

Luigi Miano

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Non Fermarti alle Apparenze

Uno dei vizi più diffusi è quello di formarsi un giudizio delle persone basandosi sulle apparenze.

Tendiamo cioè a creare una idea definitiva basandoci su elementi molte volte superficiali, estetici, apparenti. Mi spiego meglio secondo voi una persona che veste bene che status sociale potrebbe avere? Oppure una persona che gira con una determinata automobile?

Questi segni distintivi non possono essere determinanti nello strutturare una nostra opinione rispetto ad una determinata persona. Non sono pienamente d’accordo con il principio per cui ci formiamo una idea della persona che abbiamo davanti nei primi 30 secondi. La prima impressione è molte volte foriera di suggerimenti infondati. Quante volte mi sono dovuto ricredere. E’ anche vero che il nostro sé istintivo( il subconscio), ossia la nostra parte animalesca, ha una capacità di intuito molto forte ed anche estremamente veloce.

Ma io non mi baserei solo su questo è molto rischioso.

Quando facevo il venditore immobiliare la prima cosa che ho imparato sul campo è stata quella di non basarmi su impressioni estetiche. Succedeva a volte che arrivasse una persona con uno scassone di macchina, vestito praticamente di stracci e poi prenotasse tre appartamenti.

E così ho imparato la lezione.

La mia prima impressione per essere ritenuta valida deve essere ripetutamente confermata altrimenti rimane esclusivamente una impressione.

Voglio raccontarti una storia che a me piace molto e che racconto spesso a mia figlia.

Ci sono due angeli, uno anziano esperto e l’altro giovane ed apprendista, che girano da diversi giorni senza trovare un punto di ristoro. Giunti finalmente dopo ore di cammino innanzi ad una bellissima villa bussano alla porta. Apre il ricchissimo padrone di casa a cui gli angeli chiedono ospitalità e cibo perché stremati dalla fatica. Il padrone di casa rifiuta il cibo ed offre loro solo una dormitorio nella cantina dell’immensa villa, nonostante avesse almeno 5 stanze da letto libere.

Mentre si apprestavano a sistemare i letti l’angelo anziano vede un buco nella parete e lo ottura.

L’angelo giovane gli chiede poiché l’avesse fatto e l’altro replica: “nulla è ciò che appare”.

Il giorno dopo i due angeli si rimettono in cammino e dopo ore si imbattono in un’altra casa, questa volta molto povera, tutta di legno e piccolissima.

Bussano alla porta ed aprono due persone anziane che si offrono di dividere la loro magra cena con gli angeli. Inoltre offrono il loro unico letto dividendolo generosamente e con sacrificio.

Il giorno dopo l’angelo giovane affacciatosi in cucina sente gli anziani padroni di casa che piangono e chiede loro il perché. I due vecchietti con le lacrime agli occhi gli spiegano di aver perso per sempre la loro unica mucca, fonte di sostentamento.

Allora l’angelo giovane inesperto arrabbiatissimo chiede spiegazioni di questa enorme ingiustizia all’angelo anziano che con molta calma spiega:

Vedi l’altra sera in quella casa di ricchi avidi ho visto quel buco e l’ho attappato perché dentro c’erano tutti i loro risparmi. Vista la loro enorme avidità e senso di ingiustizia ho deciso di punirli non permettendogli di poterlo più trovare.Invece ieri notte, qui nella casa dei due poverini, si è presentato l’angelo della morte che voleva prendere la signora, ed io non l’ho permesso ed in cambio gli ho dato la mucca… E’ per questo che ti spiegavo che nulla è ciò che appare”.

Non ti fermare mai alle apparenze.

Con il cuore

Luigi

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A ciascuno i propri occhiali

Inizio spesso i miei seminari con questa storia tratta dal famosissimo testo di Stephen Covey, “Le 7 regole per avere successo”.

Una persona si accorge di non vedere più bene, ha problemi a mettere a fuoco a distanza le scritte, i volti delle persone. In  preda all’ansia di risolvere al più presto questo fastidioso problema si reca da un suo amico oculista.

Una volta nello studio dell’amico gli racconta il problema, l’amico oculista fa gli esami del caso, controlla la vista. Infine prende un paio di vecchi occhiali che si trovavano sul suo tavolo, li porge al paziente dicendogli: “con questi andrà sicuramente meglio…io ci ho visto sempre benissimo!”.

L’amico-paziente con molto scetticismo li indossa, prova a vedere le letterine alla parete, strizza gli occhi e non riesce a vedere nulla..e dice: “Io non vedo, ossia vedo peggio di prima. Non vanno bene..”

L’oculista: “Come non vanno bene, non è possibile hanno sempre funzionato per me!”

L’amico-paziente:  “Ti garantisco che non vedo nulla, peggio di prima.”

L’oculista: “va bene ho capito ridammi gli occhiali e trovati un altro oculista. Ma guarda te l’ingratitudine della gente, pensi di far delle bene e poi ti ripagano così.”

In questo caso il problema secondo voi è la miopia del paziente o quella del medico?

Ossia il medico è un miope della comunicazione?

Questa storia sembrerebbe essere paradossale e lontana dalla realtà, quasi assurda. In realtà rispecchia profondamente quello che avviene nelle nostre relazioni di tutti i giorni.

Nostro figlio viene da noi con un  problema e noi diamo soluzioni che vanno bene per noi, nostra moglie-marito ha un problema con il lavoro e noi rispondiamo con “Io farei…”, ci chiama uno dei nostri genitori parlandoci dell’ansia in merito ad un problema di salute e noi replichiamo di non avere noi l’ansia.

Il dramma dell’uomo contemporaneo è quello di distaccarsi dal proprio ego. La forza di chi comunica è quella di distaccarsi dalla propria biografia quando si è in relazione con gli altri.

Una forza nel dominio della propria naturale inclinazione a portare soluzioni preconfezionate autobiografiche.

La regola per chi voglia incamminarsi verso relazioni vincenti, una vita relazionale appagante è trovare gli occhiali adatti a ciascuno e non porgere i propri.

Con il cuore

Luigi Miano

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La Rivoluzione Silenziosa

A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione

Leo Buscaglia ci riporta al valore dei sentimenti autentici:

abbiamo dimenticato cosa sia guardarsi l’un l’altro, toccarsi, avere una vita di relazione, curarsi l’un l’altro. Non sorprende se stiamo morendo di solitudine”.

Il valore di una espressione autentica e spontanea di un sentimento di affetto ed amore.

L’espressione attraverso un gesto di una emozione genuina.

Tutte cose che appartengono alla nostra natura, sono connaturate nell’uomo.

Il neonato cresce grazie alle cure, all’affetto, ai baci.

Diversi decenni fa circolava la teoria che i neonati non dovessero essere “accuditi” nel momento in cui manifestavano questo bisogno attraverso i pianti. Tutto questo perché si diceva avrebbe bloccato la loro crescita emotiva. Molti di loro morirono! Per fortuna la teoria venne repentinamente abbandonata anche se la sento ancora circolare dove c’è ignoranza.

Noi abbiamo istintivamente bisogno del riconoscimento affettivo, dell’abbraccio, dell’amore degli altri. E ci fa bene essere anche parte attiva nel dare amore.

Sembra quindi, come sottolinea Buscaglia, che si sia dimenticata l’ABC dell’affettività. Come si esprime amore, affetto, emozione?  Quello che manca è quindi una educazione sentimentale rivolta ai giovani, ai bambini ed anche agli adulti.

I giovani chiedono il riconoscimento di valori supremi quali l’amore e l’amicizia, ma a volte non sanno neanche cosa significhi.

Assisto allibito a quanta mancanza di amore ci sia in alcune famiglie, in buona fede. Ci sono genitori che vanno in ansia per tutto e non si accorgono che i loro figli stanno morendo di mancanza di amore.

Mi rendo conto che c’è nell’aria una sterilità affettiva spaventosa. Ci chiudiamo nei nostri condomini bunker e non guardiamo in faccia nessuno, non salutiamo, non “scambiamo”.

Se i bambini scendono giù a manifestare liberamente la loro gioia danno fastidio perché disturbano il silenzio delle emozioni (una sorta di mummificazione dell’anima).

Nei luoghi di lavoro? Neanche a dirlo. Leggevo ieri il libro dell’amico, coach, “maestro” Luca Stanchieri :“101 modi per liberarti dagli stronzi e trovare soddisfazione nel lavoro”. Ebbene ci sono decine di lettere in cui si raccontano storie lavorative aberranti, storie di soprusi, di violenze silenziose, di odio. Gli esseri umani non vogliono trovare nei posti di lavoro le guerre, cercano invece collaborazione, vicinanza, amicizia.

Sono molto fiducioso perché c’è una rivoluzione lenta e silenziosa che sta portando all’insopportabilità di tutto ciò.

C’è una grande richiesta di amore, amicizia, affetto rischiando di far saltare tutte le proprie false sicurezze. Ci sono eroi quotidiani che abbandonano i posti di lavoro per l’insopportabilità della situazione umana, ci sono donne e uomini che ricostruiscono famiglie fondate sull’amore autentico.

Ci sono costruttori di nuove culture che lavorano con fatica per la costruzione di un mondo migliore che sia più a misura dell’essere umano senza compromessi.

Un mondo che rispetti i sentimenti, la vita personale, le famiglie. Un mondo in cui ci sia spazio per i giovani, i bambini, rispetto per gli anziani. Un mondo in cui ogni persona possa esprimere liberamente tutte le proprie migliori emozioni senza vergognarsi o reprimerle.

Io credo fortemente che tutto ciò sia possibile, non so quando, ma so che avverrà.

Con il cuore

Luigi Miano

Parlerò di tutto questo e non solo in occasione del Seminario gratuito:

COMUNICAZIONE AD ALTO IMPATTO

Nelle relazioni, con te stesso, in pubblico

Mi piacerebbe che partecipassi anche tu.

Info:

Associazione per il benessere del corpo e della mente Via Nomentana 248 – 00162 Roma tel. 06.86391867 – 349.8702672 • www.manipuraram.com email:info@manipuraram.it

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LA CIVILTA’ DELL’EMPATIA

A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione

Empatia, parola derivante dal greco em (dentro) pathos (sentimenti), entrare nei sentimenti dell’interlocutore. Non è semplicemente indossare i panni dell’interlocutore come si dice, significa esattamente provare quello che prova l’altro senza perdersi. Significa emozionarci come si sta emozionando l’altro pur mantenendo intatta la nostra identità. Empatia significa provare le stesse sofferenze o gioie di un altro essere umano.

Significa essere capaci di pensare a cosa possa provare un animale quando viene ucciso, quanto soffre un altro essere umano oppure quale gioia stia provando.

Da cosa deriva questa predisposizione emotiva?

Sicuramente dal livello empatico dei nostri genitori, come manifestavano le loro emozioni? Ci incoraggiavano a veicolare le nostre? Davano voce alle nostre emozioni?

Poniamo conto che vostro figlio sia in un periodo particolare, taciturno, pensieroso etc…

La prima cosa che vi viene in mente è di chiedergli cosa gli stia succedendo. Ed allora lui si senta stimolato a raccontarvi le sue difficoltà con la scuola: “sai papà/mamma è un periodo che non ho desiderio di andare a scuola, non mi sento a mio agio etc…”.

La classica reazione del genitore poco empatico è la seguente:

“come non ti va di andare a scuola? Stai scherzando? Con tutti i sacrifici che abbiamo fatto..patapim, patapam  e la nostra conversazione prende la direzione dello scontro.

Il genitore empatico invece si prende a cuore le emozioni del figlio: “ mi vuoi spiegare meglio questo tuo disagio? Non ti senti a tuo agio tu dici cosa in particolare non ti fa sentire a tuo agio? “.

Il genitore empatico raccoglie le emozioni del figlio, se ne interessa e cerca di capire allinenandosi non aggredendo.

Inoltre sono convinto che anche l’empatia sia frutto di allenamento di pensiero ed emozionale. E’ in buona sostanza un’attitudine che può essere sviluppata.

Naturalmente questa straordinaria concezione dei rapporti umani può essere estesa a qualsiasi rapporto.

Se è vero che qualcuno sostiene che questa sia la civiltà dell’empatia (James Refkin) e che questo viene individuato come antitodo alla crisi economica e non solo.

Se è vero che il sistema della rete internet ha dimostrato grandissima solidarietà e comunanza di fronte ai disastri naturali (vedi Haiti).

Se è vero che nelle nuove generazioni, tra i giovani il valore più richiesto è quello dell’amicizia (amicizia autentica, disinteressata sia chiaro) e che in generale le persone mettono al primo posto la qualità delle relazioni.

Se tutto questo è vero siamo di fronte ad un capovolgimento della concezione dell’uomo animale aggressivo, violento, capace di commettere ignominie.

La solidarietà, la fratellanza, sentimenti di comunanza, fino ad arrivare all’empatia come massima espressione di tutto questo diviene il fondamento della civiltà di questo nuovo millennio.

Usciamo da un secolo caratterizzato da violenze inenarrabile, da milioni di morti, da guerre in ogni parte del mondo. Questo è il momento di voltare pagina, è il momento di esprimere la vera natura degli esseri umani.

Parlerò di tutto questo e non solo in occasione del Seminario gratuito:

COMUNICAZIONE AD ALTO IMPATTO

Nelle relazioni, con te stesso, in pubblico

Mi piacerebbe che partecipassi anche tu.

Info:

Associazione per il benessere del corpo e della mente Via Nomentana 248 – 00162 Roma tel. 06.86391867 – 349.8702672 • www.manipuraram.com email:info@manipuraram.it

Con il cuore

Luigi Miano

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Seminario Oracoli

Domenica 6 Giugno 2010

a Reggio Emilia.

CI VIENI ANCHE TU?

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Percorso guidato attraverso  gli Oracoli  che hanno accompagnato la cultura dell’umanità in ogni tempo.

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In consultazione diretta con: Rebecca Bardella, Marina Bante, Fabrizio Ferretti, Paolo Mazzucchi, e Roberto Rinaldini

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I-Ching

Rebecca Bardella direttrice della testata on line   QuasiFacile.com,   si occupa di miglioramento personale in ambito materiale, mentale e spirituale. Conduce il  seminario online:  EvoluzioneSpirituale.com.

Appassionata Studiosa de l’ I-Ching, da 10 anni  e ne promuove la pratica come strumento di evoluzione e conoscenza spirituale.

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Ultimi Commenti
LUCIA on Il “dettaglio” che rivoluziona in meglio i rapporti
3 set 10
NON SOLO SONIA HA PIANTO MA ANCH'IO STO PIANGENDO!!! E' UNA STORIA VERAMENTE STUPENDA, FANTASTICA, SPLENDIDA, MAGNIFICA E' BELLISSIMA!!!
nazario on Parole … per fare silenzio
2 set 10
a volte 1 parola è poco ma 2 sarebbero troppe . . . 1 abbraccio
Luigi Miano on Aiutati che Dio Ti Aiuta
2 set 10
Grazie Ilaria per la tua testimonianza, la preghiera è un gesto bellissimo! Luigi
Luigi Miano on Il “dettaglio” che rivoluziona in meglio i rapporti
2 set 10
Bravissima Antonella! Vedrai che farai del gran bene ai tuoi ragazzi! Un abbraccio Luigi
Anto on Il “dettaglio” che rivoluziona in meglio i rapporti
2 set 10
Io faccio l'insegnante e voglio provare a riproporre questo compito. Vediamo cosa succede. Vi farò sapere. Grazie e a presto. Antonella
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L’Evento di Settembre
Macrolibrarsi.it presenta: TORNA IN ITALIA GREGG BRADEN CON FRACTAL TIME