Archivi per la categoria ‘Fotografia Istintiva’

Istinto e liberta’…

…della serie se agisci d’impulso,  l’istinto

da il meglio di se, e tu sì che ti senti libero!

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Stavolta, niente foto di esempio… solo una breve riflessione.

Ma quante volte ti e’ capitato di scattare e senza riflettere?
Le foto che son saltate fuori erano decenti?
A cosa stavi pensando nei momenti subito prima?
Proviamo a fare il punto.

E’ probabile che la nostra foto risenta del ns stato d’animo, anzi ne risente senz’altro.
Sia che si vada a fare un viaggio, sia delle foto casuali che calcolate, noi metteremo noi stessi dentro quello scatto, che lo vogliamo o no.

Il mio consiglio di oggi e’ …non pensare  mai alla foto …mai… non serve a niente.
Pensa a te stesso, ai tuoi amici, al rispettivo/a, pensa alla bellezza della vita.
Lasciati guidare dalla gioia, dalla curiosita’….

Non c’e’ una foto brutta e una bella…una riuscita e una meno..e’ soggettivo.
Casomai, c’e’ una foto “tua” e una “non tua” e quella tua te la riguarderai all’infinito.

All’infinito…

Quel dito ti schizza a sistemare il diaframma tutto aperto o tutto chiuso?
Vuoi rifare la foto? macche’….e’ giusto che sia venuta cosi’….
Ogni scatto e’ frutto della tua esperienza…
Cancellalo se vuoi, ma ..impara..
La fotografia insegna..
L’istinto usa ciò che già hai appreso, quindi… non  pensare… :-)

Kodakovic

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Istinto Fotografico

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Avevo quasi tralasciato questa foto, per via del fatto che ci sono pochi download sul sito dove viene venduta

.

In realta’, e’ un esempio classico di cosi significhi “istinto”.

Qui stavo inquadrando il leoncino maschio dietro che stava passeggiando amabilmente intorno a sua madre…mentre era a fuoco il leoncino sullo sfondo, con la coda dell’occhio ho visto la mamma che si stava muovendo nervosamente.

In effetti, dietro alla nostra jeep, c’erano altri due leoni maschi trincerati da una sorta di ringhiera che a me dava lo stesso affidamento di una siepe alta 10 cm J

Questi leoni, ci spiegava la guida, si fanno anche 100km inseguendo la leonessa per riprodursi e arrivano a uccidere il cucciolo per ottenere lo scopo (legge naturale del piu’ forte).

Cosa ha fatto il mio occhio nel momento dello scatto che state vedendo?

Ha cambiato prospettiva…

Istintivamente, ho capito che l’importanza della scena in corso stava cambiando , adesso la leonessa stava esprimendo qualcosa che prima non c’era…la sua aggressivita’, il suo desiderio di protezione, il suo forse ineluttabile destino.

Mentre si inquadrano scene in movimento, sia animali, ma a maggior ragione scene di vita quotidiana come un bambino che gioca, o un turista che ci ha colpito particolarmente, dobbiamo rilassarci solo DOPO aver scattato.

Non possiamo abbassare il livello di attenzione PRIMA di scattare: proprio mentre inquadriamo il soggetto, questo potrebbe cambiare in un modo inaspettato, addirittura potrei avere soggetti fuori dal campo visivo della macchina fotografica che ora stanno assumendo un’importanza vitale per il significato dell’immagine, aspetti che assolutamente non posso tralasciare.

L’istinto e’ sempre vigile, in particolar modo quello fotografico.

Non basta aver avuto l’istinto di fare quella foto, ma anche negli attimi subito prima lo scatto teniamo gli occhi ben aperti, pronti a rimettere a fuoco altre cose o a spostare l’inquadratura.

Il mondo intorno a noi cambia con una velocita’ impressionante…l’istinto deve necessariamente viaggiare alla stessa velocita’.

Enjoy!

Kodakovic

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COME COGLIERE L’ATTIMO e… lanciarsi senza ritegno…

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Volevo porre alla tua attenzione la seguente fotografia e i problemi correlati che mi sono trovato a dover affrontare.

E’ un semplice ritratto in studio, taglio moda.

Fotografia in apparenza semplice…e infatti lo e’.

Quello che complica tutto e’ che se ne vedono molte in giro e forse questa non e’ certo la piu’ originale che mi sono trovato a scattare.

La parte divertente e’ che la ragazza era molto timida e non era facile trovare un momento adatto in cui rendere tutta la plasticita’ del volto.

In una foto del genere conta il momento, l’attimo.

E’ importante enfatizzare l’espressione , quello che si vuole la ragazza trasmetta.

Aspetti un attimo, la ragazza che fa strane facce, ride, poi torna seria, poi ridiventa allegra, poi ti guarda e fa “allora, quando scatti?! ” :-)

Appena ridiventa seria, io scatto e becco quest’attimo.

Dove voglio arrivare?

Le foto istintive sono frutto dell’osservazione.

Affidarsi alla foga di scattare non e’ una buona regola.

L’istinto mi dettava di cogliere l’espressione prima di tutto, perche’ lei e’ molto bella e con lineamenti molto dolci, che pero’ non venivano fuori se scattavo al volo.

Per cui:
=================================================================================
osserva, attendi, osserva, attendi, nel frattempo fai battute, scherza e gioca…
ed il tuo dito scatta istintivamente…
=================================================================================
Questo concetto si applica a tutte le sfere fotografiche , non solo moda….

La volta prossima continuo con un altro esempio…

ENJOY!

Kodakovic

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Domande “giuste” e fotografie mozzafiato

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Il post di oggi e’ molto semplice e sintetico, perche’ cosi’ e’ anche il raggiungimento della nostra felicita’ interiore.

I nostri pensieri ricorrenti riguardano indistantamente “cosa” desideriamo e perche’ , ma anche come lo vorremmo, dove e quando.

Questo crea caos dentro di noi!

Stiamo mischiando chackra diversi, adibiti a funzioni diverse.

Se pensiamo (e contempliamo e ci immaginiamo in quella situazione) a cosa vogliamo e perche’ lo vogliamo, il nostro e’ un pensiero creativo dove chackra superiori (pensiero) e inferiori (emozioni) si uniscono nel cuore generando sentimenti in grado di farci avere quello che vogliamo.

Attenzione pero’! Se cominciamo a pensare a come, dove e quando vogliamo che la cosa si realizzi, stiamo facendo nostre risorse che naturalmente sono nell’Universo (Matrix Divina o “Uno” come nell’omonimo libro di Richard Bach) e queste risorse  ci aiutano se le lasciamo libere di fare come vogliono…rispettiamole…

Pensare a come, dove e quando realizzare un sogno o un obiettivo e’ entrare a gamba tesa con qualcuno a cui abbiamo chiesto un favore o di farci una certa cosa: non possiamo prima dire “mi piacerebbe che tu facessi per me questo e quello” e poi mettere bocca su come farlo, visto che magari si tratta di un favore o di una richiesta.

Rispettiamo l’Universo: esprimiamo un desiderio mettendoci forza (emozioni/sentimenti) e l’Universo ci accontentera’.

Ecco perche’ non mi preoccupo mai di “come”, “dove”, talvolta anche “quando” faro’ un servizio fotografico.

A me interessa solo “cosa” fotografero’ e il motivo per cui lo faccio : i miei recenti libri fotografici vanno in questa direzione.

Mi fido dell’Universo che mi dara’ il giusto “metodo” per fotografare quello che mi servira’ maggiormente in quel preciso momento per raggiungere il mio obiettivo (un buon libro, fatto bene che si venda e piaccia).

Questo metodo di porci con la vita e’ il modo anticamente piu’ usato per raggiungere la serenita’ che tanto cerchiamo, serenita’ che, nel nostro caso, sfociera’ in fotografie mozzafiato :-)

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Creativi si diventa!

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Nell’ultimo post ho affrontato l’argomento “pensieri”… ovviamente se volete postare qualche foto qui siete i benvenuti, cosi’ cominciamo a andare sul pratico.

I pensieri possono cambiare la vostra vita!

Anzi, Te la cambiano comunque, anche se sono negativi o quello che non volevi succedesse.

Questa conoscenza e’ stata trafugata nel quarto secolo d.C. dalla Chiesa Cattolica che ha letteralmente incenerito documenti su documenti che parlavano dell’argomento.

Per fortuna, nelle culture antiche come quella andina, questo sapere si e’ trasmesso per via orale e ora sta tornando tra di noi con tutta la forza dirompente del messaggio originale (la Verita’).

Quando tu pensi, crei il tuo futuro…letteralmente!

Ecco perche’ e’ importante saper pensare bene, in positivo (o creativo) o, in alternativa, e’ bene non pensare affatto.

Quando mi capitano delle giornate dove non riesco a dominare i pensieri e a trasformarli in positivi, mi impongo di non pensare affatto e il panico diminuisce , l’ansia se ne va e ritorno lucido; provare x credere.

Quando “penso positivo”, il mio pensiero “crea”, ovvero inventa quello che non c’era (idee) o trasforma in positivo la realta’ attuale e il futuro.

Una fotografia creativa, come dicevamo l’altra volta, nasce col pensiero positivo.

Le mie foto piu’ belle e originali, le ho fatte quando “godevo” dentro, quando ero strafelice per qualche motivo e ho scattato senza pensare in quel momento (il “pensiero” del godimento l’avevo gia’ avuto prima della foto).

Eccoti un esempio:

Fotografia Istintiva

Questa foto l’ho scattata in Islanda, quasi al tramonto.

Appena sono arrivato in questa spiaggia, con rocce a strapiombo sul mare all’ora del tramonto, il mio cuore ha avuto un sussulto…gridava “Dio ti ringrazio che mi fai vedere questa meraviglia. E’ tutto cosi’ bello, questi pinguini di mare, quest’atmosfera incantata”…

Capisci? Stavo godendo e ringraziando… due parole fondamentali che descrivono il mio pensiero.

Successivamente, quando ho visto “decollare” quel pinguino della foto, e’ stato un attimo…

Clic e la foto piu’ bella della vacanza…ma non era premeditata, sono stato creativo e positivo appena arrivato sulla spiaggia, non durante lo scatto del pinguino.

Impariamo a pensare bene , a godere e ringraziare… le foto “d’istinto” verranno da sole e saranno fantastiche te lo prometto!

Kodakovic

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L’istinto e la fotografia

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Ho voluto fare un rigiro di parole per questo post: ho invertito deliberatamente “fotografia” e “istinto” per un discorso di priorita’.

L’istinto viene infatti PRIMA della fotografia, non CONTESTUALMENTE alla foto stessa.

Non si usa l’istinto MENTRE si fa la foto, ma prima.

Quando si fa una fotografia che ci sembra “creativa”, infatti, si tratta di un’illusione: in realta’ la foto esisteva gia’ nella nostra mente.

Successivamente, ci siamo trovati in quella particolare situazione , abbiamo usato l’istinto e infine abbiamo scattato, tirando fuori quell’immagine che ci piace particolarmente e che sembra dettata dalla massima creativita’ del “momento”.

Possiamo dire che la foto sia il frutto dell’istinto ? Che ci e’ venuta li’ per li’ in modo del tutto casuale?

Assolutamente no! La foto esisteva gia’ nella nostra mente (visualizzata) e il ns istinto ha fatto solo l’ultimo stadio di concretizzare un’idea che ci ronzava in testa gia’ da prima.

Di cosa sto parlando?

Ma ovviamente dei “pensieri”…questi sconosciuti  :-)

Nella societa’ occidentale siamo poco abituati a pensare in modo “corretto”, tendiamo piuttosto a subissarci di pensieri ogni 3 minuti senza un criterio e senza una meta.

La fotografia creativa nasce nella nostra mente, sotto forma di pensieri.

E’ una visualizzazione che il ns cervello elabora (chackra superiori) e poi passa “al vaglio” dei chackra inferiori (appunto creativi).

Se questi rispondono in modo positivo (emozionale), allora il “cuore” che si trova nel mezzo ai due centri elabora un sentimento (istinto) capace appunto di realizzare la fotografia come risultato di questa elaborazione.

Troppo tecnico?

Vedete lo scatto che fate, che a voi sembra istintivo, come il mix di un’immagine gia’ quasi-fatta che avevate in mente e l’emozione che gli avete associato; del tipo ” wow, mi piacerebbe tantissimo fare quelle foto , fatte in quel certo modo, sul surriscaldamento globale”.

E iniziate a pensarci, consciamente e inconsciamente, visualizzate la foto , anche solo alcuni dettagli o situazioni in cui scatterete..magari ci pensate inconsciamente, nel sogno per esempio.

Quello che succede e’ che poi associate una sensazione/emozione a quegli scatti e questo “autorizza” l’Universo a realizzare il vostro scatto.

Interessa l’argomento? Approfondiamo ulteriormente?

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“Non vendere l’anima al Diavolo

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

…ma neanche a Dio”, aggiungo stamattina!

La tua anima e’ solo tua, di nessun altro. Sabato mi e’ capitato un episodio che, solo qualche mese fa, mi avrebbe devastato psicologicamente perche’ non ero pronto a riceverlo. La bonta’ dell’Universo ha fatto si’, invece, che mi sia capitato ora che ho afferrato il suo significato senza destabilizzarmi, anzi, rimanendone arricchito.

Ero in montagna con le ciaspole da neve, peccato che queste servano per la neve fresca e tutta la montagna era invece un’immensa lastra di ghiaccio! Nonostante questo, io e mia moglie, siamo andati su per un sentiero molto ripido, luccicante da quanto era ghiacciato, nonostante l’ombra cupa e avvolgente degli alberi. Fatti neanche 10 metri, mi sono pietrificato, non riuscivo a andare avanti, non riuscivo a stare in equilibrio perche’ le ciaspole non affondavano nel ghiaccio e sembrava di stare in equilibrio in punta di piedi su una corda come succede al circo.

Ero cosi’ terrorizzato che non spiccicavo passo e avevo paura di farmi male sul serio, rompendomi una gamba o non so cosa. In quel momento, avrei venduto la mia anima al Diavolo…gli avrei volentieri venduto la mia paura, il mio terrore, in cambio di una personalita’ piu’ forte…diciamo..”da uomo”. Mi sono messo a piangere, un pianto da bambino molto isterico e sincero, cosi’ sincero che non sentivo apprensione dentro di me, ma solo paura genuina di farmi male.

Era la 1° volta che lo facevo davanti a mia moglie e non me ne sono vergognato. Dopo momenti che sembravano interminabili, sono riuscito passo dopo passo a riscendere dal sentiero impervio e l’adrenalina e’ partita a mille nel tentativo di compensare la mia paura folle. Piu’ avanti nella giornata, ci siamo imbattuti in almeno 4 incidenti gravi per via del ghiaccio e il pomeriggio siamo corsi a informarsi sui “ramponi” , che io manco conoscevo. L’alternativa alle ciaspole per il ghiaccio… Ora sono innamorato di questi oggetti, sono esteticamente fighissimi e so’ che con quelli ai piedi non avro’ paura; perche’, ripensandoci, in quegli attimi quella che provavo era solo paura, non panico…la mia anima non era terrorizzata, mi stava solo parlando…mi stava dicendo: “con queste ciaspole ti rompi tutto, torna indietro, vedrai che troveremo un’altra soluzione…non sei uno stupido…sei solo un bimbo piccolo che ha paura di farsi male…e la paura e’ bene, perche’ preverra’ che tu ti faccia male sul serio”.

La mia anima che volevo vendere, che volevo vendere al Diavolo (il miglior offerente), adesso non la voglio vendere piu’…me la tengo stretta… non la voglio dare a Dio, perche’ lui me l’ha lasciata perche’ la potessi usare come meglio credevo: per disperarmi se avessi voluto, o per trovare una soluzione migliore, come ho fatto nello specifico. Io la mia anima la adoro, perche’ mi fa fare delle foto stupende, peccato mia moglie non mi abbia fotografato mentre ero paralizzato dal terrore sulla salita, sarebbe stato un ottimo esempio di “fotografia istintiva”…

Alla presto!

Kodakovic

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L’Anima Infuocata

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Caro Zio,

questo post e’ dedicato a te, anche se hai deciso di recente di non usare Internet e quindi forse non lo leggerai mai.

La tua Anima e’ come una sfera di vetro di materiale isolante, una palla cosi’ piccola che sta all’interno di una mano, ma dove arde in modo perenne una fiamma che immagino di un colore rosso-blu brillante.

La sfera non brucia, non scotta, non genera sofferenza… anzi da’ una sensazione di benessere, di relax, potrebbe essere paragonata a un antistress moderno che stringi durante la giornata quando hai bisogno di calmarti o semplicemente di stare meglio.

Domenica hai visto lungo tu, tu che semplicemente sei all’opposto di mio padre, tu che “conosci” la Vita e “osservi” quanto lui sia diverso da te e da me.

Hai visto lungo tu: non arrabbiandoti, forse interiormente si, ma non e’ trasparito fuori.

Mi hai protetto… mi hai protetto come faceva la mamma da piccolo e fino a quando la Vita glielo ha permesso.

La tua e’ un Anima “Infuocata”, perche’ le persone in te (e tu stesso) beneficiano del calore che emani ma senza bruciarsi, tu aiuti gli altri a stare piu’ caldi ma senza sentirsi in colpa, senza generare altra sofferenza, ne’ fisica ne’ psicologica.

Si puo’ fotografare un’Anima Infuocata?

Certo che si puo’…molti fotografi di un tempo e attuali ci hanno provato e i risultati sono fantastici.

Fotografare un’Anima Infuocata trasmette delle emozioni indicibili, impareggiabili, si potrebbe quasi dire che vedere una foto del genere ti cambia la vita.

Il mio reporter preferito, TIM Hetherington ha creato la serie “Sleeping Soldiers”, famosa nel Mondo, dove i soldati in Afghanistan sono come palline di vetro infuocate che si sfiorano tra di loro.

Ognuno e’ una fonte di calore a se’, non quando spara, non quando urla o uccide, ma quando guarda il nemico e solo lo osserva (capendo di essere nella stessa barca), quando consola i compagni.

Si piange a vedere quelle foto, perche’ colgono l’essenza della ns Anima: ci fanno capire come si puo’ immortalare le emozioni lasciandole li’ dove sono, nella palla di vetro del tuo cuore.

E tu hai mai provato a fotografare l’Anima Infuocata?

Io si’, nei prossimi te ne darò prova :-)

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Cosa pensi dei pensieri?

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

Ieri, durante il mio ennesimo viaggio a Verona per un cliente, ho capito lo scopo della mia vita :-)
Bello eh? Cosi’…TAH!!.. all’improvviso….Ebbene si’, e’ andata proprio cosi’.

Mi rendo conto solo adesso di essere sempre stato affascinato dalle “informazioni”, tutto quello che nella vita odierna consideriamo come “dati” e dal modo di presentarli agli altri.
Sia per quanto riguarda il mio attuale lavoro nel campo dell’informatica applicata alle telecomunicazioni, sia per quanto riguarda le aspirazioni fotografiche, il m.c.m. (Minimo Comune Multiplo vero maestra? eheh) che mi affascina e’ la possibilita’ di lavorare con dei “dati”.

Dai dati “in ns possesso” deriva la ns “conoscenza”, il vero scopo della vita terrena, secondo molte teorie che vorrei approfondire in questo blog.

Dal “come presentare” i dati, deriva invece il mio modo di fare altruismo, di intervenire su informazioni oggettive e di trasformarle in soggettive, in modo che possa aiutare qualcun altro a accrescere la sua comprensione di quello che ci circonda (o abbiamo dentro).

Detto questo, mi sto interessando molto alle filosofie in voga, a quelle meno in voga, alle persone sagge e illuminate che in questa ns epoca di caos, stanno cercando di illuminare le ns vite.

Oltre al blog di Rebecca Bardella che mi ospita, ho letto libri di Raffaele Morelli, saggi di Seneca, libri e video di Louise Hay, nonche’ letto post sui forum di Riza (di cui Morelli e’ fondatore) e sto iniziando a formarmi un’idea mia ben precisa di alcuni temi che mi stanno particolarmente a cuore.

Oggi vorrei iniziare con : i “pensieri”.

Le domande che le filosofie di cui parlo si pongono sono:

- sono utili? come, cosa e quando?
- cosa succede se cambio il modo di pensare?
- a chi sono rivolti i pensieri? a se’ stessi o…?
- serve pregare o pensare di cambiare?
- il pensiero come parole che vengono formulate in testa?

Avrete idee sull’argomento? Vi diro’ le mie e quello che ho “estrapolato” dalle informazioni che ho tratto in giro.

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la Fotografia come mezzo di Conoscenza

A cura di Kodakovic
Responsabile della Rubrica: FOTOGRAFIA ISTINTIVA

La “vista” e’ un senso speciale, privilegiato, non e’ paragonabile agli altri o, quantomeno, non lo e’ per noi appassionati di immagini.
Tramite la vista possiamo appassionare il ns pubblico o noi stessi come farebbe un musicista con un pezzo o il fioraio sapiente che componga un mazzo di rose.
Con la vista abbiamo un potere in piu’, pero’… Possiamo dare un’impressione immediata a chi guarda..non ho bisogno di sentire tutta la canzone e il profumo dei fiori svanisce velocemente.
Una foto e’ immortale..puo’ essere subito percepita al primo sguardo..o puo’ essere rivista dopo anni dandole un altro significato.
La fotografia e’ istantanea e durevole nel tempo…il MASSIMO no?!?!

In questa rubrica parleremo di questo argomento in modo piu’ approfondito, riportando esempi concreti e fonti attendibili.

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