Archivi per la categoria ‘Yoga della Luna’
Pratica del Mandala Personale
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
QUI LA SUA PRESENTAZIONE
Ecco fatto, ogni promessa è debito. Faccio spesso questo piccolo “gioco” con i miei allievi. In realtà, alla fine, ne usciamo sempre tutti molto più arricchiti…
PRATICA DEL MANDALA PERSONALE
Prendi un foglio di carta (uno qualunque), una matita e dei colori. Poni il foglio davanti a te sentendoti libera/o di disegnarvi qualunque cosa e in qualunque modo. Per intenderci, vanno bene soggetti, forme geometriche e/o apparentemente astruse; puoi usare la matita, i colori, i materiali che preferisci. L’unica cosa importante è che tu ti lasci trasportare da ciò che davvero, ISTINTIVAMENTE, desideri fare, senza far intervenire la mente razionale o giudicare.
Quello sarà il Tuo MANDALA PERSONALE. Forse non avrà a che fare con quelli classici, forse non ci saranno forme geometriche definite o forse sì, non importa non ci stiamo muovendo in un ambito tradizionale, ma “esperienziale”. A quel punto vedi come ti fa stare il tuo prodotto: liberato/a? arricchito/a? e se vorrai… mandamelo via mail!
Con il tuo consenso potrò pubblicarlo (in forma anonima naturalmente) e possiamo vederlo insieme (senza ALCUNA AMBIZIONE PSICOLOGICA lo premetto, io sono un’insegnante di Yoga e mi muovo solo attraverso le mie coordinate). Questo mi fornirà la possibilità di interagire con te aiutandoti a comprendere alcuni elementi del Mandala e, in modo molto pratico, potrò cominciare ad introdurre e spiegare gli elementi “formali” (ovvero quelli della tradizione) e nuovi tipi di Mandala con cui “giocare” a conoscersi meglio.
Se preferisci, il tuo Mandala può rimanere “privato” e ti invierò la mia risposta via mail.
Ricordati, quindi, quando invierai il tuo Mandala, di scrivere il consenso alla pubblicazione.
Un abbraccio
Simona
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Disegni e Meditazioni con i Simboli di Vita primordiali
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Osho Active Meditation
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Il Mandala
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Ciao!
Dopo una piccola pausa estiva, eccomi di nuovo qui a scrivere nella mia confortevole e amata rubrica “Lo Yoga della Luna”. Il mio essere nata sotto il segno zodiacale del Cancro mi fa amare, infatti, oltre all’astro notturno anche i luoghi sicuri e confortevoli come è lo spazio che Rebecca Bardella mi riserva ogni settimana.
Detto questo, vorrei affrontare con te un nuovo argomento che, spero, accompagni le tue giornate estive, proponendo una pratica che puoi veramente portare con te in ogni momento e ovunque tu sia: Il Mandala.
Intanto vediamo cos’è un Mandala. Il nome di questo bellissimo strumento, che ha origini orientali, significa “ruota”, “cerchio” e nasce con l’intento di fornire all’uomo un supporto in grado di accompagnarlo in un percorso di auto-conoscenza e di percezione delle proprie potenzialità.
Per fare ciò lo strumento “mandalico” si avvale di tutta una serie di figure geometriche e colori che rientrano nel mondo degli archetipi, ovvero fanno parte della mente umana dalla notte dei tempi ed hanno lo stesso significato in ogni civiltà e in ogni luogo della terra.
Queste forme e questi colori sono l’”anima” del Mandala e suggeriscono forme di interpretazione di questo prodotto.
Staccandosi, storicamente, da un ambito tradizionale in cui il Mandala era anche, e soprattutto, un supporto in un percorso ben preciso (penso al buddismo tibetano), esso è diventato un elemento di fascino anche per il mondo occidentale.
Il primo a rimanerne “rapito” è stato Carl Gustav Jung che lo ha utilizzato come strumento per interpretare la vita emotiva di chi si rivolgeva a lui e, soprattutto, per aiutare le persone ad “organizzare” meglio se stesse, a trovare un “centro” che le facesse sentire più stabili. Attualmente, vi sono anche scuole di pensiero che utilizzano i mandala per stimolare, in un’ottica meditativa, le potenzialità inespresse della nostra mente.
Ed ora, dopo una breve introduzione, veniamo a noi!
Nel nostro prossimo incontro ti proporrò un “gioco”, se non è troppo impegnativo, che diventerà un bel modo per interagire tra noi.
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Testi per approfondire l’argomento MANDALA:
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Crop Circle Mandala
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Figure magiche da colorare e da straccare che aiutano i bambini a esprimere la propria creatività
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Autori Vari
Mandala del mondo sottomarino
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Colorare, essere creativi, meditare. Chakra, mandala e simboli da tante culture e tradizioni del mondo
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Disegni e Meditazioni con i Simboli di Vita primordiali
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Sole e tipi Pitta
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Ciao, hai visto?
Ormai mancano sempre meno giorni all’inizio dell’estate. Vorrei continuare a raccontarti cosa succede nel tuo corpo anche quando non ne sei totalmente consapevole. Vedi, l’energia del sole tu non la prendi solo dalla pelle e dagli occhi, ma anche dal cibo. Soprattutto la bellissima (e buonissima!) frutta estiva e la verdura, sono notevolmente influenzati dai suoi raggi.
D’estate molti di noi amano recarsi al mare e, magari, esporsi al sole per la cosiddetta “tintarella”, saprai che anche questo, se gestito correttamente, è di per sé un gesto sano in quanto il sole ti aiuta a fissare il calcio nelle ossa, sostiene il rinnovamento della pelle e la produzione di anticorpi nonché la produzione di serotonina sostanza dalle proprietà antidepressive.
Naturalmente sai che il sole va preso con giudizio. soprattutto se sei un tipo Pitta (vedi TEST) dalla pelle molto delicata.
Evita, se puoi, di esporti ai suoi raggi dalle 12 alle 17 quando sono più intensi.
Molti di noi, anche con le migliori intenzioni, a volte non riescono a gestirsi al meglio e si scottano. In questi casi può essere d’aiuto una pianta che trova il massimo della sua fioritura proprio nei primi giorni d’estate, il 24 giugno, e per questo si chiama Erba di San Giovanni, o Iperico.
Il suo olio ha diverse proprietà tra cui l’azione lenitiva in caso di scottature o punture di insetti.
OGGI TI INSEGNO A FARE L’OLIO DI IPERICO A CASA (NATURALMENTE QUESTA NON È UNA RICETTA AYURVEDICA MA APPARTIENE ALLE NOSTRE TRADIZIONI!).
TI SERVONO:
- una manciata di fiori di iperico (se ne trovano molti nelle nostre campagne). I fiori andrebbero raccolti preferibilmente la mattina. Il loro aspetto é questo:

- ½ litro di olio d’oliva extra vergine
Metti i fiori a macerare in una bottiglia di vetro scuro dentro all’olio. Se ti è possibile, chiudi la bottiglia con un tappo di sughero e lasciala al sole estivo per 4-5 giorni. Se lo fai con un sole meno intenso la macerazione potrebbe dover durare più a lungo. Poi filtra l’olio preferibilmente con una garza (ma va bene anche un colino!). conservalo in una bottiglia di vetro (magari quella di prima).
BUON ESPERIMENTO! FAMMI SAPERE COM’È ANDATA.
UN SORRISO
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Fortificare la vista e Calmare la mente
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Finalmente sta arrivando l’estate! Non ti nascondo che è la mia stagione preferita.
Il sole è nutriente e le giornate, sempre più lunghe, ci portano a stare fuori godendo per tempi lunghi della vita e della natura intorno a noi. Se riuscite a farlo, ritagliate per voi stessi degli spazi per sostare in mezzo alla natura rigogliosa che, in questa stagione, ci regala tutta la sua abbondanza e, soprattutto, proteggendovi per bene e facendolo negli orari giusti, prendete contatto con i raggi del sole. Infatti, come avevamo visto nella primavera, l’energia solare attiva in modo importante le energie del nostro sistema psico-fisico. Il sole non entra nel nostro corpo solo attraverso la pelle, ma anche tramite gli occhi.
Pensa, la luce che entra nelle pupille viene trasformata in impulsi nervosi che attivano la produzione di ormoni che condizionano molto il funzionamento dell’organismo. Con questo non voglio dirti di non proteggere i tuoi occhi con occhiali, ma, almeno quando i raggi sono meno intensi (di prima mattina e al tramonto), lasciali liberi di godere della luce. QUESTA SETTIMANA VOGLIO SUGGERIRTI PROPRIO UNA PRATICA PER I TUOI OCCHI: ha un nome complicato, ma in realtà è molto semplice, si chiama TRATAKAM.
Siedi in una posizione confortevole con la schiena ben diritta ed accendi una candela ponendola a 30-40 cm davanti a te. Comincia a fissare la candela e, ogni volta che un pensiero si affaccia alla tua mente, chiediti: “Dov’è la fiamma?” e torna a portarle tutta l’attenzione di cui sei capace. Cerca di non chiudere gli occhi, eventualmente sbatti le palpebre se dovessi avvertire fastidio. Dopo un po’ gli occhi dovrebbero cominciare a lacrimare. Quando ciò accade chiudi gli occhi e riposali ponendovi sopra le mani. Vedrai, con tutta probabilità un bellissimo gioco di luce e colori.
QUESTA PRATICA FORTIFICA LA TUA VISTA E CALMA LA TUA MENTE. COSA IMPORTANTISSIMA PER MOLTI (MAGARI PROPRIO PER TE): È UNA TECNICA IMPORTANTE PER “PULIRE” GLI OCCHIE PREVENIRE RINITI E SINUSITI. PROVALA E VEDRAI I TUOI OCCHI PIÚ LUMINOSI! UN ABBRACCIO
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Tecniche di Rilassamento
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Lo Yoga e l’Ayurveda, come avrai capito, tengono in gran considerazione il corpo (e non solo la mente!) in quanto veicolo preferenziale con cui ci muoviamo nel mondo. Il corpo, inoltre, è il tempio dello spirito, la casa della nostra “interiorità”. Spesso, nella nostra quotidianità, ci dimentichiamo di questo corpo: di nutrirlo adeguatamente, di riposarlo, di adottare per lui posizioni consone e ritmi naturali.
Siamo abituati a pensare alla salute solo quando ci accorgiamo che la stiamo perdendo, al benessere del nostro corpo con un vago senso di colpa, come se fosse qualcosa di superfluo. In realtà il benessere del corpo è un grande sostegno a quello della mente e, in generale, per il nostro viaggio personale.
Imparare ad esercitare la propria volontà e la cura non solo nei confronti della nostra mente, ma anche del corpo significa fare un grande passo verso un percorso di crescita personale che contempla un’aumentata energia psico-fisica, fiducia in se stessi e forza interiore.
QUESTA SETTIMANA TI INSEGNO A RILASSARTI IN MODO SEMPLICE, VELOCE ED EFFICACE, ALLONTANANDO DAL TUO CORPO LA STANCHEZZA E RICARICANDOLO DI NUOVE ENERGIE:
* Cerca una posizione confortevole, possibilmente sdraiandoti. Se soffri di ernia o mal di schiena sdraiati su un fianco (quello non dolorante, naturalmente!).
* Porta la tua attenzione al piede destro, inspira e, trattenendo il respiro, tendilo fortemente in avanti. Espira e rilassalo.
* Poi passa alla gamba destra che contrarrai, trattenendo il respiro, ed espirando rilasserai. Ripeti con il piede e la gamba opposti.
* Passa ai glutei, contrai e rilassa.
* Porta l’attenzione alla mano destra, inspira e, trattenendo il respiro, fai il pugno. Espira e rilassala.
* Passa al braccio destro che tenderai, trattenendo il respiro, e poi rilasserai. Ripeti con la mano e il braccio opposti.
* Porta le spalle a toccare le orecchie e rilassa.
* Solleva la testa, avverti la forza di gravità che la chiama verso il basso e riposala dolcemente a terra.
* Serra le labbra forte e rilassa; arriccia il naso e distendi; strizza gli occhi e rilassa; corruga la fronte e distendi.
* Goditi finalmente la sensazione di un corpo disteso, riposato e rilassato.
Buona Settimana
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Caldo eccessivo? Risolvi con il respiro!
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Ciao,
credo che anche tu come me in questo momento forse stia pensando ma che caldo!
Bene non posso dirti di aver risolto la cosa con un qualche miracolo ma, come sempre, lo Yoga aiuta!
C’è, infatti, una strategia che deriva dalle tecniche respiratorie che rendono famosa la nostra disciplina, si chiama SITALI PRANAYAMA. Ci sono differenti modi in cui questo nome si scrive a seconda della tradizione a cui ci si riferisce, per cui, se lo vedi stampato diversamente su qualche testo non preoccuparti.
Questa respirazione ha la caratteristica di rinfrescare il tuo corpo e calmare la mente. Non è utile, quindi, solo d’estate, ma anche in menopausa.
Assumi una posizione confortevole che ti consenta di tenere la schiena diritta e poni la punta della lingua nel punto in cui i denti si incontrano con il palato. Inspira dalla bocca e sentirai entrare l’aria fresca nel tuo corpo. Mentre questo accade sentirai una specie di sibilo. Espira dalle narici sentendo che il respiro esce caldo liberandoti. Ripeti per alcuni minuti.
Non trattenere mai il respiro ma continua ad eseguirlo in modo calmo e regolare.
Buona Estate
Simona
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Così estendi la tua corteccia cerebrale
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Eccoci di nuovo insieme dopo una piccola interruzione. Spero che tu abbia avuto modo di riflettere sulle “esperienze di vetta” e magari constatare che, almeno una volta, anche tu hai potuto sperimentare uno stato simile.
Questa settimana voglio dirti che queste esperienze non sono patrimonio di “pochi eletti” ma, attraverso una mente consapevole e ben allenata tutti noi possiamo viverle.
Sempre prendendo a prestito gli studi dei nostri amici psicologi vediamo che le persone cosiddette “creative” spesso si trovano in una condizione priva di sforzo in cui i loro progetti fluiscono naturalmente in loro ed essi si trovano, senza alcun sforzo, in una condizione di assoluta concentrazione. Ciò rappresentò un mistero fin che non nacquero i primi studi sulla meditazione.
Numerose osservazioni compiute con le più recenti tecniche di neuroimaging hanno dimostrato che la pratica costante della meditazione aumenta l’estensione di alcune aree della corteccia cerebrale e la sincronizzazione tra i due emisferi. Ciò indica una maggiore risposta del cervello agli stimoli e lo sviluppo di un funzionamento cerebrale integrato.
Durante la pratica della meditazione aumenta la coerenza delle onde Alfa e Theta nell’area frontale del cervello. Questa parte del cervello sostiene nella produzione di pensieri ed azioni focalizzate verso un obiettivo.
Possiamo così vedere come la pratica della meditazione porti, nel tempo, ad una mente più “centrata” e creativa o, se vogliamo, ad una crescente auto-realizzazione.
Difficile? Non proprio. Certo, non voglio svilire una tradizione così antica ed importante anche dal punto di vista spirituale ma, come è nel nostro stile, possiamo effettivamente pensare di “personalizzare” la pratica rendendola uno strumento amico da portare con noi ogni giorno, senza costrizione ma con la consapevolezza di un regalo che quotidianamente ci facciamo.
Ti propongo quindi una piccola meditazione da praticare quando avrai bisogno di “centrarti”, riposare la tua mente o incrementare la tua resistenza nei momenti “creativi”.
SIEDI COMODAMENTE CON LA SCHIENA BEN DIRITTA ED IL CORPO RILASSATO.
PORTA L’ATTENZIONE SUL TUO RESPIRO E, MENTRE INSPIRI, IMMAGINA CHE ESSO SIA UNA LUCE CRISTALLINA CHE ENTRA DALLA TUA TESTA.
OGNI VOLTA CHE ESPIRI IMMAGINA CHE IL RESPIRO ESCA DENSO DALLA TUA TESTA LASCIANDOLA LEGGERA QUASI CREASSI CONTINUAMENTE NUOVO SPAZIO ATTRAVERSO IL TUO RESPIRO.
POI, PORTA L’ATTENZIONE SUL COLLO E SULLA GOLA E RIPETI IN QUESTA ZONA IL PROCESSO PRECEDENTE. ANCHE IL COLLO E LA GOLA DIVENTANO UNO SPAZIO APERTO AL FLUSSO DEL RESPIRO.
PROSEGUI RESPIRANDO CON QUESTO TIPO DI CONSAPEVOLEZZA IN TUTTO IL CORPO, UNA ZONA ALLA VOLTA, FINO A DIVENTARE COMPLETAMENTE APERTO AL FLUSSO DEL RESPIRO CON TUTTO IL TUO CORPO.
RIMANI SEMPLICEMENTE IN QUESTA CONDIZIONE DI “CORPO APERTO AL FLUSSO” SENZA GIUDICARE LA TUA ESPERIENZA O NUTRIRE ASPETTATIVE SU DI ESSA. GODITI SEMPLICEMENTE IL MOMENTO!
N.B. SE INQUESTO PERIODO DELLA TUA VITA SEI ECCESSIVAMENTE PORTATO A “VOLARE” CON LA TUA MENTE QUESTA TECNICA NON FA PER TE NE INCONTREREMO ALTRE IN SEGUITO…
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Scopri le “Esperienze di Vetta”
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Bene,
questa settimana voglio raccontarti di come uno studioso occidentale, Abram Maslow, scoprì che alcune persone di particolare successo avevano in comune tra loro una caratteristica: tutti loro, malgrado le differenze individuali, avevano portato una vera trasformazione nella loro realtà personale in risposta ad esperienze di beatitudine pura chiamate da Maslow “esperienze di vetta”.
In momenti come questo nessun ostacolo pareva insormontabile ed i soggetti si sentivano in sintonia con la vita ed interiormente tranquilli. Maslow non riuscì mai però a comprendere da cosa veniva provocata un’esperienza di “vetta”, un momento in cui all’improvviso tutto diventa chiaro, sicuro, profondamente creativo.
Questa esperienza, profondamente intuitiva, potrebbe essere tranquillamente definita “trascendente”, in quanto trascende tutto il senso ordinario delle cose.
Ma non è magica, ricorda e, se ci pensi bene, almeno una volta l’hai vissuta anche tu, magari attraverso un’improvvisa soluzione di fronte ad un problema importante o di fronte a un tramonto…
Vedremo insieme quale spiegazione viene data e quali tecniche vengono impiegate per avvicinarsi a queste esperienze di “vetta/beatitudine”, per ora voglio raccontarti come viene sperimentata dalle diverse tipologie:
VATA: sperimenta allegria, ottimismo, flessibilità
PITTA: sperimenta chiarezza mentale, generosità, capacità di aiutare e dare sostegno
KAPHA: sperimenta coraggio, affettuosità, serenità.
Ti riconosci? Fammelo sapere.
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Beatitudine
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Buon inizio settimana,
devo ringraziare Rebecca e gli amici con cui ho potuto avere piacevoli incontri e scambi d’opinione nella rubrica “Lo Yoga della Luna”. Devo dire che sono stati da stimolo per continuare a parlare di Yoga e Ayurveda cercando di calare il più possibile queste millenarie discipline nella quotidianità della tua esistenza. Non per banalizzarle, sia chiaro, ma per farti comprendere la loro grande attualità.
Hai visto, tramite il test, che esistono tre grandi “intelligenze”, tre modi in cui, secondo l’Ayurveda, la vita si manifesta a livello universale, ambientale e umano. I tre Dosha Vata, Pitta e Kapha ci regalano, infatti, una bellissima mappatura per muoverci tra le sottili dinamiche fisiche e psichiche che permeano la vita dentro e attorno a noi.
Ci siamo spesso soffermati sulle caratteristiche “problematiche” di queste intelligenze (l’ansia di Vata, l’ira di Pitta, la depressione di Kapha) ma vogliamo parlare della profonda energia vitale che sono in grado di far fluire in noi?
Per fare questo dobbiamo, prima di tutto, entrare in una visione molto lontana da quella della nostra cultura.
Secondo la tradizione yogica e ayurvedica noi siamo, infatti, in grado di provare e di esprimere “beatitudine”. Una sorta di gioia serena, senza condizioni, che non ha bisogno di una contropartita per essere provata, che c’è e basta.
Una sensazione che è nata con l’uomo e che è stata semplicemente “dimenticata” in risposta alle stimolazioni continue dell’ambiente che ci portano a deviare dalla nostra natura originaria (ricorda: ognuno di noi ha una sua tipologia di base), alle false idee che ci creiamo su di noi e sulla vita.
Ma c’è una buona notizia: la beatitudine non muore mai in noi. Rimane lì rintracciabile in quel territorio misterioso chiamato Sé (e che impareremo a conoscere) in attesa di riunirsi a noi. Molte tradizioni meditative nascono proprio per recuperare questa beatitudine.
Nei nostri prossimi incontri vedremo insieme come essa si manifesti diversamente e con differenti sfumature nelle varie tipologie di persone.
Per ora ti lascio con una piccola meditazione che amo molto.
SIEDI IN UNA POSIZIONE CONFORTEVOLE E FAI QUALCHE RESPIRO PROFONDO E REGOLARE. QUINDI, OGNI VOLTA CHE ESPIRI RIPETI A TE STESSO “VA TUTTO BENE, NON C’È NIENTE DI SBAGLIATO”.
È UNA FRASE SEMPLICE E, SE VOGLIAMO, ANCHE POCO ORIENTALE, MA IN GRADO DI DARTI UNA GRANDE SERENITÁ.
D’altronde come scriveva Neruda: ” Lasciateci essere felici… A nessuno è successo niente, accade solamente che siamo felici in tutti i punti del cuore. Siamo felici dell’erba dei prati, dell’acqua dei ruscelli, degli uccelli in alto. È come se toccassimo la pelle azzurra del cielo. Siamo felici con l’erba e la sabbia, felici con l’aria e la terra, felici…” . E se non è beatitudine questa…
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Al tuo Amico Fegato… pensaci tu
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
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Ciao!
Questa settimana voglio essere molto pratica e parlare di quello splendido alleato del nostro corpo che, durante la stagione primaverile, comincia a perdere un po’ delle sue energie sovraccarico com’è di lavoro.
Parlo del fegato, l’organo più voluminoso del corpo umano dopo la cute. Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e svolge una serie di processi tra cui la disintoissicazione dell’organismo da tossine e scorie. Spesso il fegato non è appesantito solo per la nostra alimentazione (magari troppo ricca o pesante) o la nostra costituzione individuale (ricordiamo che la medicina ayurvedica attribuisce alla tipologia Pitta, fuoco, la caratteristica di essere “biliosa”), ma anche per il ruolo che le emozioni giocano in noi. Le tradizioni orientali hanno sempre tenuto in gran conto il legame profondo che esiste tra emozioni e organi del corpo.
Nel caso specifico del fegato viene definito spesso l’organo della “rabbia” (d’altronde anche nella nostra tradizione esistono detti come “rodersi il fegato”, “mi scoppia il fegato dalla rabbia”).
Questa rabbia del fegato, ci dicono i cinesi, può assumere diverse sfumature tra cui irritabilità, gelosia e collera.
Capita spesso, purtroppo, di vivere situazioni di vita frustranti: situazioni lavorative e sociali che ci fanno stare male, oppure ci sentiamo ostacolati nella realizzazione dei nostri obiettivi, ecco allora che nasce la rabbia.
Quando questa emozione permane per troppo tempo in noi crea una disarmonia energetica a livello del fegato. Un sapore amaro in bocca, occhi arrossati, congiuntiviti, viso rosso e frequenti mal di testa e insonnia sono tutti segni del dell’energia poco equilibrata del fegato.
Se repressa, la rabbia sì trasforma in uno stato di depressione che causa stagnazione dell’energia del fegato e sensazioni di oppressione e gonfiore.
Se dilagante ed espressa può portare ad attacchi di collera anche molto violenta.
Capisci, quindi, come per le tradizioni orientali mantenere il nostro mondo energetico in armonia sia di fondamentale importanza.
Lo Yoga ci insegna, a questo proposito, a non ad abbatterci o ad annullarci accettando con passiva rassegnazione lo scorrere degli eventi, ma a cercare di mantenerci in equilibrio, di affrontare le difficoltà con coraggio imparando ad adattarci alle situazioni senza subirle, portando poco alla volta, delle modificazioni prima di tutto in noi stessi. Sarà il cambiamento di prospettiva mentale ad essere avvertito nel nostro ambiente provocando dei cambiamenti e sarà questa nostra trasformazione a portarci verso una progettualità e comportamenti sempre più efficaci e costruttivi.
Quando ti trovi in una di queste situazioni frustranti, pensa a te stesso come ad un albero che ha radici profonde, così da rimanere saldamente ancorato al terreno, ma con la chioma che tende al cielo e un tronco flessibile in grado di piegarsi, ma che non si spezza mai. Pensa a te come ad un essere che vive in equilibrio tra solidità e flessibilità, forza e dolcezza.














3 set 10
NON SOLO SONIA HA PIANTO MA ANCH'IO STO PIANGENDO!!! E' UNA STORIA VERAMENTE STUPENDA, FANTASTICA, SPLENDIDA, MAGNIFICA E' BELLISSIMA!!!
2 set 10
a volte 1 parola è poco ma 2 sarebbero troppe . . . 1 abbraccio
2 set 10
Grazie Ilaria per la tua testimonianza, la preghiera è un gesto bellissimo! Luigi
2 set 10
Bravissima Antonella! Vedrai che farai del gran bene ai tuoi ragazzi! Un abbraccio Luigi
2 set 10
Io faccio l'insegnante e voglio provare a riproporre questo compito. Vediamo cosa succede. Vi farò sapere. Grazie e a presto. Antonella