A PROPOSITO DI TALENTO..
Leggendo “la trappola del talento” di Geoff Colvin a proposito di allenamento consapevole mi è venuto alla memoria un episodio che non ricordavo. Credo fosse uno dei primi anni liceali venne una supplente di religione stranamente laureata in psicologia. Ed udite un po’ invece che di bibbia ci parlò di Freud. Io rimasi letteralmente folgorato da quella lezione. Mi si accese dentro una curiosità morbosa di conoscere quelle tematiche.
Mio padre è stato da sempre un cultore di psicologia e filosofia, casa nostra era invasa di libri di Freud, Jung, Adler, Scopenhauer etc…
Ed io spinto dalla mia curiosità iniziai prestissimo ad avvicinarmi a questi testi: Non sempre comprendevo il significato di quei testi, però mi stavo inconsapevolmente allenando ad una certa forma di pensiero. C’era una sorta di attrazione fatale inconscia verso quelle letture. Leggevo è vero anche romanzi ma alla fine tornavo sempre sulla psicologia.
L’altra materia che adoravo letteralmente a scuola era filosofia. Molti miei compagni la consideravano una materia che lasciava il tempo che trovava. Io la consideravo invece una palestra eccezionale per la mente. Anche in questo caso, non comprendevo tutto però stavo allenandomi a sviluppare una forma di pensiero che mi avrebbe aiutato in futuro.
Poi per uno strano destino o meglio per mancanza di chiarezza di vedute scelsi una facoltà universitaria lontanissima dalle mie passioni. Furono anni durissimi.
Non mollai mai le mie letture, il mio angolo di riflessione psicologica e filosofica. Anche se non ho mai fatto un percorso di studi strutturato ho allenato continuamente la mia attitudine di pensiero verso questi campi. I miei amici scherzosamente mi chiamavano lo psicologo ed a me faceva estremamente piacere. Anche oggi qualcuno mi chiama psicologo pur non avendo mai acquisito il titolo.
E’ ormai appurato che il talento non sia qualcosa di genetico o un dono ricevuto dalla grazia o dallo Spirito Santo. Il talento è frutto di un allenamento continuo, martellante e consapevole. Il talento è legato ad una sana ossessione. Esso è un filo che ci lega a sé per anni o meglio per decenni.
Oggi ho quasi 40 anni e se penso che ho iniziato a leggere i miei primi libri di psicologia/filosofia a circa 15-16 anni, sono ormai 24 anni che alleno il mio pensiero. Sono 24 anni che cerco risposte sul funzionamento del più grande mistero: come funziona la mente dell’uomo. Negli ultimi 2 anni sulla spinta della realizzazione di un progetto professionale e di vita ho intensificato tantissimo il mio allenamento. Oggi sono veramente sui ritmi di una ossessione incalzante che non lascia tregua. Ci tengo a specificare che la mia ossessione è si un sacrificio ma è anche un profondo piacere.
Oggi sono su ritmi che mai avrei immaginato in passato: 2-3 libri specialistici a settimana, una media di un seminario o corso di specializzazione ogni 2 mesi almeno, decine di migliaia di pagine lette su internet, centinaia di articoli scritti da me, decine e decine di pagine di appunti personali, creazione di 4 seminari, ascolto audio book, video etc…
Non è questo che spiega il potenziale sviluppo di un mio talento. Non basta come sottolinea Colvin. Il talento ha origini sempre molto indietro nel tempo.
Questo mi ha indotto a ritornare indietro nel tempo, al tempo delle scuole superiori. Il mio percorso non inizia due anni fa ma circa 24 anni fa!
Con il cuore
Luigi Miano




