Aiutati che Dio Ti Aiuta

Qualche tempo fa uno dei miei maestri disse a proposito del coaching:

il prossimo non va aiutato se riteniamo questo è perchè noi abbiamo bisogno di aiuto”.

Mi dispiace, per il mio maestro,  ma non sono affatto d’accordo con questo principio, la mia missione, la mia vocazione è invece quella di aiutare ove possibile le persone in difficoltà, ed in senso più ampio allargare gli orizzonti, offrire nuove prospettive e risorse agli altri esseri umani al fine di avere una vita piena, realizzata e felice.

Non credo che io faccia questo poiché ho bisogno di aiuto, io faccio questo semplicemente perché è la mia vocazione ed ho scoperto nel profondo del mio cuore che il mio posto su questa terra ha un senso ed è questo. Questa mia vocazione da un senso pieno ed appagante alla mia esistenza, mi rende realmente felice, punto!

Infine ho una profonda fiducia nell’essere umano e credo che tutto sia possibile in ogni esistenza umana.

Sono riconoscente alla vita per questo mio percorso di consapevolezza e la mia riconoscenza la riverso sugli altri con amore.

Questo è il senso dell’aiuto per me…e questo è solo il primo livello della mia missione, è solo il primo gradino…

Il problema nasce quando vado a rispondere a due quesiti molto complessi che mi ronzano in testa ultimamente: “si può intervenire anche quando le persone non sono disponibili a ricevere una mano?”, “cosa posso fare quando vedo persone, anche vicino a me, che sono infelici, che anziché crescere tornano indietro e che rifiutano sdegnate ogni tipo di aiuto?”.

Lo chiedo anche a te che stai leggendo, non solo a me stesso. Ti chiedo di fornirmi la tua versione al fine di allargare la mia prospettiva.

Questo è quello che sta capitando a me, ed ammetto che la cosa mi causa un lacerante conflitto frutto di una fortissima frustrazione. Lo ammetto non ho una soluzione in questi casi anche perché temo di creare ulteriori fratture nella relazione tra me e loro. Ci sono persone , ed è questo il caso, che sono talmente fragili al punto di non voler sentir parlare di cambiamenti e di reagire in maniera molto risentita a questi argomenti. Ho ricevuto dei rifiuti personali (per lunghi periodi) a causa della mia iniziativa per cui sono molto attento e mi muovo con cautela. Ho compreso che alcune persone  SI RIFUGIANO NEL LORO MONDO FATTO ANCHE DI DOLORE O INSODDISFAZIONE POICHE’ ESSO RAPPRESENTA UNA SICUREZZA.

La sicurezza nell’infelicità? Si anche nell’infelicità…ci sono molte persone che temono di toccare gli ingranaggi dei loro equilibri precari per paura di far crollare il loro castello di illusioni.

Cosa posso fare? Credo poco poiché non ho ricevuto alcun segnale di apertura da parte loro…o forse mi sto solo sbagliando?

Vale ancora il detto aiutati che Dio ti aiuta?

A tal proposito mi viene in mente una storia:

una famiglia a causa di una alluvione, pensa a qualcosa tipo New Orleans,  è costretta a rifugiarsi sul tetto della propria abitazione. Il capo famiglia è particolarmente religioso e si affida completamente a Dio e gli chiede di mettere in salvo la sua famiglia ed un segno che provvederà.

Dopo poco tempo arriva una imbarcazione, un gommone che invita la famiglia a mettersi in salvo e l’uomo: “No grazie Dio mi ha promesso che mi salverà”.

Il livello della piena sale ed ormai l’acqua è arrivata al tetto…arriva un altro gommone che prega calorosamente la famiglia di mettersi in salvo e l’uomo tenace: “No grazie Dio mi ha promesso che mi salverà”.

La famiglia inesorabilmente annega. L’uomo finisce davanti a Dio, nell’alto dei cieli,  e gli chiede risentito: “Dio perché non hai fatto nulla per salvare me e la mia famiglia, io ho creduto a Te fino alla fine…”.

E Dio “ Figliolo più di così! Ti ho mandato per ben due volte il mio segno di aiuto, tu non l’hai proprio voluto vedere.. aiutati che Dio ti aiuta!”.

In pratica funziona proprio così, io do il massimo segnale di apertura all’aiuto e se dall’altra parte chi dovrebbe cogliere non coglie…o peggio mi nega il saluto ( quello che è successo a me) cosa posso fare di più io?

Questo non  toglie che la mia “pena” , la mia angoscia rimanga e che mi senta in dovere di trovare altre strade per poter assolvere alla mia missione e sai ci penso spesso.

Sono molto interessato ad avere il tuo parere, il tuo racconto, la tua versione…perché la mia è soltanto la mia!

Con il cuore e grazie in anticipo

Luigi

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33 Commenti a “Aiutati che Dio Ti Aiuta”

  • Grazie dei complimenti Leonardo e grazie per essere un assiduo lettore.
    luigi

  • leonardo:

    Pesante dilemma !! essere o non essere…aiutare o non aiutare o meglio aiutare o non poter aiutare….
    Grossa questione insoluta …se devo dire la verità la risposta a livello pratico è semplice si aiuta chi vuole essere aiutato …gli altri arriveranno o no ! A livello sentimentale è molto piu’ dura…credo che a livello tecnico si puo’ sempre aiutare anche chi non vuole, ma è cque un grosso rischio e dispendio di energia vitale e molte volte l’aspettativa o il risultato prefisso non è certo quello che ci aspettavamo….è anche vero dall’altra parte che le persone di oggi cosi’ distratte e inconscie a volte devi forzare un po’ per far si che ricevino un messsaggio …figurarsi l’aiuto….poi aiutare estranei e non riuscire ad aiutare chi tieni di piu’….Sinceramente non lo so …non ho ancora dato una risposta al cuore …mentre razionalmente si sa…complimenti a luigi e rebecca

  • @Morgana
    non credo che su questo tema ci sia una verità.
    Ci sono tanti punti di vista.
    Aiutare chi non vuole essere aiutato è soltanto tempo ed energie perse, ormai l’ho compreso sulla mia pelle.
    Dall’altro avere la propensione all’aiuto non credo che sia in assoluto un male.
    Un grande abbraccio di cuore
    Luigi

  • morgana:

    Vedo che questo è un vecchio articolo, perciò non mi sono fermata a leggere tutti i commenti come faccio solitamente: Le parole che dici sono molto sentite e vere,sono belle e se TU CREDI che questa sia una tua missione e ciò ti rende felice…ben venga per te, anch’io aiuto se mi si presenta l’occasione, ma è anche vero che se la persona in questione non accetta il mio aiuto per sue valide ragioni, amen!!! è UNA SCELTA!!! tu scegli di aiutare, lui sceglie di accettare oppure no,
    Sono d’accordo con il tuo Maestro.
    Da quando mi stò interessando di Costellazioni Fam ho capito molte cose, una di queste è che ciò che vedi negli altri èèèè…. molto spessisimo assai..un tuo bisogno!!!!
    AIUTATI CHE DIO TI AIUTA!!!!! non è facendo la carità che l’altro cresce,
    Saluto il Divino che c’è in Te
    Grazie mi dispiace perdono ti amo – morgana-

  • Stefania:

    Luigi, GRAZIE!
    Le tue parole hanno confermato e legittimato il mio (timido) sentire.
    Rileggendo quanto ho scritto potrebbe sembrare che io tagli i ponti con quelle persone di cui parlo, invece evito solamente di trascorrere il mio tempo con loro, dico che ho da fare che non è una bugia (e se anche fossi libera, avrei i miei studi interessanti da portare avanti, cosa a cui ho spesso voluto rinunciare credendo di poter in qualche modo “aiutare” chi mi cerca). Ho messo in campo la mia possibilità di scelta. E ho individuato il significato di amicizia per me adesso, in questo momento della mia vita.
    Che gratitudine, per la tua risposta!
    Un abbraccio cosmico! =)

  • @Stefania
    credo che tu abbia toccato il punto nevralgico del mio articolo.
    Punto primo non si può cambiare gli altri
    Punto secondo le persone possonio darci segnali di disponibilità appartente al cmabiamento
    Punto terzo se loro non vogliono cambiare non cambieranno
    Punto quarto noi siamo responsabili soltanto del nostro cambiamento
    Punto quinto nel nostro percorso evolutivo dobbiamo divenire talmente padroni da provocare cambiamenti con il nostro esempio
    Punto sesto visto che mi citi Fabio Marchesi che ben conosco possiamo divenire maghi rinascimentali e quidni osare volere agire e tacere
    Punto settimo a meno che non sia la nostra vocazione non siamo costretti alla relazione di aiuto potremmo anche non volerla (per me è una vocazione e quindi dvo affrontare la questione necessariamente)
    Un abbraccione
    Luigi

  • Stefania:

    Ciao LUigi!
    Questo tema mi tocca da vicino.
    Ho periodi di forte conflitto con me stessa perchè le persone che vogliono condividere il loro tempo con me lo fanno soprattutto perchè hanno bisogno di essere ascoltate. La cosa di per sè non mi creerebbe problemi se non fosse che la tendenza generale è di chiedermi sempre più tempo e, nonostante passino i mesi, a volte anche gli anni, il mio ascolto e il mio punto di vista, che esprimo su loro richiesta, non conducono ad alcun cambiamento. Si sa che bisogna accettare che ciascuno faccia il suo percorso e si trovi al livello evolutivo che va bene per lui. Conosco anche il concetto di guida nella PNL (non sono un coach nè una psicologa). A volte mi sembra di mettere in atto tutte le giuste fasi della relazione d’aiuto verso queste amicizie, ma il risultato è sempre inesitente. Ho trovato una dolorosa soluzione, dolorosa per modo di dire. all’inizio lo era, ma ora ho ormai sentito che è la cosa migliore da fare: mi allontano. Non accetto più di consumare il mio (poco) tempo libero ad ascoltare e dire ancora le stesse cose con persone che, in fondo, non dimostrano di avere a cuore il mio benessere tanto quanto l’ho avuto io per loro per molto tempo. E’ egoismo? Questo coraggio l’ho avuto dopo alcune sedute di EFT e dopo la lettura di “Amati” di Fabio Marchesi, dove, per la prima volta, ho letto dell’importanza delle persone che frequentiamo e delle loro vibrazioni energetiche. All’inizio mi sentivo cattiva, ma adesso che ho recuperato il mio livello naturale di energia, sono consapevole che questa possa essere una soluzione. Forse non sono adatta ad aiutare gli altri…Sono interessata ad un tuo parere, Luigi. Magari mi sfugge qualcosa…

  • Siria:

    Per quanto so bene che ognuno viene sulla terra per evolversi, mi chiedo se non siamo noi chiamati ad aiutarci l’un l’altro per percorrere insieme un pezzo di strada.Non nasciamo per caso. Non ci incontriamo per caso. Allora qiale è il confine fra aiuto e neutralità? perchè le nostre strade si sono incrociate? Tante volte incontro persone che non vogliono essere aiutate, non vogliono neanche ascoltare un’altra versione delle cose. qualunque sia il motivo( paura, insicurezza ecc…)fanno la mia stessa strada. Se la loro evoluzione non bisogna del nostro aiuto, quale è il disegno supremo che ci ha fatto incontrare. Non sarà che forse c’è sempre un modo per aiutarsi e noi non riusciamo a vederlo, a comprenderlo. Per quando esplori il mio mondo interiore,troppe domande attendono risposte che portano il velo dell’invisibile. Ogni esperienza è preziosa per apprendere, ma la comprensione attinge ad una collettività cosmica che apre infinite interpretazioni. Si dice che nel silenzio attingiamo alla verità profonda e alla consapevolezza che sia esatta. Ma anche la verità è la visione soggettiva di ognuno, somma del nostro vissuto. Diversa per ognuno. L’interogativo resta e mi piacerebbe ascoltare i vostri pareri in merito.
    un abbraccio
    siria

  • Tiziana:

    Da parte nostra, credo, bisogna sempre offrire aiuto, se è nelle nostre possibilità… Se la persona, poi, non accetta l’aiuto, problema suo!…
    Possiamo rimanerci male, ma possiamo soffrire silenziosamente con lei e offrirle la nostra comprensione e solidarietà, pregare e offrire questa rinuncia per il suo bene e la soluzione positiva del suo problema, rinunciando anche alla soddisfazione di averla aiutata.Questo scambio dall’aiuto concreto a quello spirituale sarà forse molto più efficace di quell’aiuto stesso, se fosse stato accettato.E questo potrebbe avvenire sia per la persona in questione, sia per noi stessi, perchè la “comunione dei santi” è molto più efficace anche se invisibile. L’importante è offrire, rendersi disponibili, “soffrire con”, condividere… Il resto avverrà da solo, proprio secondo lo stesso detto di: “Aiutati che il ciel ti aiuterà… La discerzione, il rispetto delle altrui scelte, la capacità di accettare ciò che non comprendiamo, il sentirsi impotenti di fronte al male, se vissuto bene, può aiutarci a cescere e a farci diventare come Lui ci ha pensato e ci aiuta ad essere…L’importante è fare quello che è nelle nostre possibilità, senza diventare indifferenti o apatici, il resto è umiltà!

  • Sergio:

    grazie a te per ESSERCI

  • luigi:

    Caro Sergio il tuo è un messaggio molto complesso, a volte criptico a volte molto chiaro.
    Quello che sento da parte tua è una grande emozione e carica umana.
    Quello che mi hai trasmesso è una forza enorme ad andare avanti verso la mia missione! E di questo ti ringrazio molto.
    Io credo che l’artigiano debba offrire senza aspettarsi mai nulla! Perchè nel momento in cui l’artigiano si aspetta qualcosa in cambio non sta amando in maniera incondinzionata. E questo Sergio lo dico a me stesso e lo ricordo costantemente a me stesso quando vedo che il mio ego prende il sopravvento. Si può essere efficaci anche solo essendo amore, essendoci.
    Ti ringrazio con il cuore per le tue meravigliose parole e metafore e grande umanità.
    Con il cuore
    Luigi

  • Sergio:

    Non vorrei abusare dello spazio del commento, ma tre sono le cose che mi vengono da dire, e devo pure approfondire, per farle capire al meglio (spero di non annoiare nessuno……se si, saltate pure il mio commento) sperando di riuscire nell’intento: ho il grande talento di non farmi capire quando parlo………..spero di riuscirci scrivendo.
    AMORE IN VETRINA: parere personale della tua mission.
    CURIOSITÀ: parere personale di ciò che renderebbe di più ampia divulgazione la tua mission.
    L’OPPOSTO: domanda lacerante rivolta a te in contrapposizione a quanto dici sulla faccenda delle persone che rifiutano una mano tesa.

    AMORE IN VETRINA
    Amore in vetrina visto come “strumento benefico” ad uso e consumo a chiunque passi davanti a quella vetrina ed abbia la voglia o l’esigenza di averne beneficio.
    Uno strumento così ben fatto e completo di accessori, per qualsiasi esigenza, da non avere altre definizioni per descriverlo: “amore” e……… basta entrare nel negozio di quella vetrina ed approfondirne l’uso con l’aiuto dell’artigiano (coach) che lo ha costruito.
    Amore in verdina è ciò che vedo, leggo ed elaboro nella mia testa ogni volta che passo davanti a questo sito (vetrina) e ne resto affascinato; poi allungo una mano per vedere se ciò che vedo e leggo è reale e…………ne provo un grande beneficio interiore.
    Di lì a subito, infatti, mi sento coinvolto in qualsiasi pensiero, provocazione, affinità che riesco a toccare…..con i miei occhi (i tuoi post ed i commenti degli amici che rispondono ad essi).
    Capisci, Luigi, quello che voglio dire?………tu stai già facendo moltissimo per chi ha voglia o esigenza di trarre beneficio delle tue riflessioni………….basta solo avere l’esigenza di approfondire (entrare nel negozio).
    CURIOSITÀ
    Cercherò di spiegare questo pensiero con una sorta di situazione tipo.
    Ovvio che davanti ad una vetrina le reazioni dei passanti sono multiple; vanno dalla totale indifferenza: un’occhiata e via, fino ad un grande interesse: wow questo fa al caso mio.
    Certamente l’artigiano che ha costruito quello strumento ha un piacere e un beneficio personale quando “l’interessato” entra e chiede l’approfondimento e quindi l’uso dell’articolo visto in vetrina (e qui è il punto a favore del tuo maestro).
    Un pochino meno gratificato sarà, l’artigiano, quando invece passa il totale indifferente che magari non guarda nemmeno di sfuggita la vetrina, pur passandoci davanti, provocando grande delusione e (sicuramente) un pizzico di frustrazione con quell’atteggiamento.
    A questo punto, l’artigiano, fa una sorta di richiamo (e questo invece è il punto a tuo favore) perché gli pare che il disinteressato abbia bisogno di quello strumento e lo invita, quanto meno, a prendere un minimo di visione dell’articolo, provocando due possibili reazioni (di solito è la prima a fare da padrona):
    1) No grazie; non mi interessa, ho strumenti simili a casa ed acquisirne uno in più mi riempirà solo la casa di inutilità.
    2) Si, certo ho visto, seppure di sfuggita, quello strumento, ma penso di non averne di bisogno….
    Ora, sebbene in entrambi i casi l’interpellato non abbia lo stimolo al coinvolgimento, mentre nel primo caso c’è tutta la determinazione a non usufruire di alcuno strumento (aiuto), nel secondo caso una piccola porticina rimane aperta e, se l’artigiano non sa sfruttare l’occasione di produrre all’istante una motivazione seria (curiosità) per tenere aperta quella porticina bèh…….il risultato lo conosci meglio di me.
    Comunque sia tu hai messo il tuo strumento in vetrina per tutti e da lì non deve spostarsi perché potrebbe essere ancora un appiglio molto importante per chi si consapevolizza di averne bisogno e sta cercando, navigando, un aiuto.
    Quello strumento deve, eventualmente, illuminarsi ogni volta che passa qualcuno, come a dire “hei, tu che passi, sono qua a tua completa disposizione per…..vieni a conoscermi e saprai cosa”.
    Tu sei lì per tutti, non solo per chi ne ha bisogno, perciò non dovrebbe creare scompiglio nella tua esistenza il fatto che qualcuno dinieghi la tua offerta di aiuto ma piuttosto il contrario: dare un aiuto a chi te lo chiede e non riuscire nell’intento con l’inevitabile decorso della difficoltà.
    L’OPPOSTO
    In questo post gli amici che ti seguono costantemente hanno fatto citazioni anche di colui che tutto può e del proprio figliolo mandato fra gli uomini per una missione di “grande amore”.
    Quindi anche io citerò Gesù di Nazzareth (se mi è permesso) quale UOMO, non per la grande missione che porterà a termine nel modo che ogni cristiano conosce, ma per un passo molto noto agli stessi e che riassumo in un pensiero/domanda il più brevemente possibile: cosa sarebbe successo se, una volta aver visibilmente pianto al capezzale del cugino morto, non avesse potuto (pur volendolo con tutte le sue forze) dire “LAZZARO……ALZATI E CAMMINA”.
    Io personalmente ho sofferto e soffro tutt’ora per l’aiuto che mi è stato chiesto e non sono stato in grado di dare……avrei tanto voluto avere la possibilità di dire quella frase o soltanto di aver avuto la capacità di agire verso una risoluzione positiva quando mi è stato chiesto ma non ne sono stato capace e tutto ciò si è tradotto in una grande, grandissima frustrazione che ancora oggi mi accompagna giorno per giorno.
    Ma leggere periodicamente articoli e messaggi quali portate tu e Rebecca su Quasi Facile, mi aiuta a sopportare e, qualche volta, anche sorridere di nuovo alla vita come non facevo da tantissimo tempo.

    A quanto scritto fino ad ora va aggiunto che, comunque, ogni azione che intraprendiamo verso gli altri è strettamente correlata al beneficio di entrambe le parti coinvolte (coach ed allievo)……..che beneficio darebbe, infatti, la possibilità di aiutare qualcuno se non esistesse nessuno da aiutare?
    Sergio

  • marco:

    Ciao,
    sinceramente non ho letto tutte le vs risposte anche perché sono un po’ stanco, ma l’argomento è molto interessante. Il ns male è l’EGO che ci “invita” a fare qualsiasi cosa facendoci sembrare dei garitori o dei maghi. Ma in realtà non lo siamo , siamo persone come tutti magari con più sensibilità e più coscienti per certi versi ma persone come tutti.

    Quale diritto ho IO di aiutare qualcuno se non mi viene chiesto, se non percepisco risposte che mi invitano ad aiutare .. Un mio maestro diceva che il fuoco si accende quando si sfregano due pietre fuocaie, ma se ce ne solo una è impossibile dare vita alla fiamma che scalda i ns cuori, la ns anima e i ns sentimenti.

    ciao a tutti
    Vi abbraccio
    vorrei semplicemente dirvi che il fuoco si accende quando ci sono due pietre fuocaie

  • luigi:

    grazie Marco hai scritto delle riflessioni molto belle
    Ti saluto con affetto

  • Marco:

    Un saluto ed un abbraccio fortissimi, Luigi e Rebecca, ed anche se suonerà “scontato” ed “ovvio” vi ringrazio per questo spazio di condivisione, dov’è possibile confrontarsi su temi davvero molto importanti..profondi..”Vivi”.
    Il mio piccolo contributo agli amici lettori verte e per molte cose si congiunge ai pensieri di Davide e Roberta ASHAN.
    Credo infatti anch’io che, in alcuni casi, ci siano scelte e riflessioni anche profonde che noi tutti facciamo INCONSCIAMENTE, abbraccando “verità sottili” invisibili al razionale ma ben chiari agli occhi dell’Anima; pure nel caso si tratti di “auto-punizioni” (rif. Davide).
    E questo si congiunge a quanto afferma Rebecca: “TUTTO HA UN SIGNIFICATO PRECISO”.
    Penso, però, che esattamente come in OGNI cosa, a volte capitino degli intoppi “non calcolati” (e mi riferisco a QUALSIASI livello); intoppi che possono essere “blocchi”, emotivi o di qualsiasi altra natura, provocati in passato da “altro” (persone o situazioni che possano essere state); un “passato” dove sicuramente abbiamo anche “scelto” di entrare in una data situazione, ma dalla quale (per mancanza di “mezzi o chissà cos’altro) non siamo poi stati più capaci di uscire.
    Per cui credo la “chiave” possa essere l’agire su questi “blocchi”, ma in che modo? Facendo (rif. Roberta ASHAN) come ha insegnato Gesù, semplicemente domandando alla persona da aiutare “COSA vuoi che io ti faccia”? …perhè ognuno di noi sa ESATTAMENTE di “COSA” ha bisogno!
    A questo punto sta “all’altra parte” avere capacità e competenze in grado di affrontare con serenità e sicurezza la questione. Ad ognuno la propria responsabilità: al bisognoso di dire di “COSA” ha VERAMENTE bisogno ed al Coach di avere le competenze necessarie. Allora SI’! C’è “unione” e la cosa si può fare.
    A questo proposito vorrei spezzare una trave (non una semplice lancia) a favore di CHUNQUE abbia o abbia avuto bisogno e non è riuscito ad uscire dal suo problema per mancanza di competenza da parte del proprio Coach di riferimento: chi aiuta ha un’ENORME responsabilità! Per cui (so che succede parlando con molte persone ogni giorno), chi ha “fallito” nel tentativo di uscire da un problema NON PENSI DI AVERE LUI/LEI LA COLPA “PER FORZA”, perchè non è ASSOLUTAMENTE detto! Può sembrare polemica ma giuro che non lo è; semplicemente, addossarsi una mancata responsabilità NON PROPRIA quando già si sta cercando di risolvere una questione sicuramente non aiuta.
    Quindi, ecco, credo il tema “dell’aiuto” sia molto delicato e a tratti complesso, ma si possa affrontare CONCRETAMENTE, ed in maniera semplice, quando c’è una certa “sincerità di base”, da parte di chi “offre” e da parte di chi “riceve”. Ed un’aiuto che non è detto sia riferito a “scelte” (consce o inconsce) del passato, ma proprio ad “intoppi” che hanno generato “blocchi”…almeo così credo.
    ..non so se sono uscito fuori tema…ho iniziato a parlare parlare parlare… :P
    Ma è comunque ciò che (ovviamente) penso.
    Spero il mio intervento possa essere un GRANDE spunto, di riflessione ed “azione” (ad ognuno le proprie).

    Marco.

  • laura:

    condivido i pensieri di Rebecca

  • MORGANA:

    “il prossimo non va aiutato se riteniamo questo è perchè noi abbiamo bisogno di aiuto!”
    Si sono d’accordo, anche se mi costa fatica metterlo in pratica, ma ciò che dice il maestro lo cosidero vero,se tu vedi un diffetto a una persona…è il tuo difetto che vedi!!!
    Ho tanti amici nigeriani, uno di questi le ho fatto da testimone di nozze, un giorno mi disse che non era contento che il presidente americano, avesse -mi pare- donato una cifra alla Nigeria per aiutare il popolo,-diceve-:noi non vogliamo la carità, ma un lavoro in Nigeria!!!
    Altro esempio: Non datemi il vostro pescato, per aiutare la mia famiglia, ma insegnatemi a pescare!!!
    GRAZIE _ PACE OLTRE OGNI LIMITE_ morgana

  • Roberta ASHAN:

    Il Maestro Gesu’, Rabbi Jeshoua diceva infatti a coloro che andavano a Lui: “che cosa vuoi
    che io Ti faccia?” e’ chiaro che avrebbe potuto guarire tutti, ma anche Lui lo chiedeva.
    Questo luminoso esempio ci induce a riflettere sul massimo rispetto dell’ altra Anima, anche
    nel Theta Healing non possono essere fatte letture “sottili” senza aver chiesto il consenso.
    Questo antichissimo e saggio atteggiamento ritengo vada sempre adottato. E’ una sacra e
    umile Legge, sulla quale sono caduta anch’io molte volte, specie in passato, con grande
    sofferenza conseguente all’ “errore”. Abbiamo imparato finalmente a rispettare tutti i per-
    corsi, tutti i livelli di Coscienza, intervenendo con massima delicatezza solo se richiesto
    verbalmente o in casi in cui occorre un intervento urgente a difesa della Vita, che e’
    Sovrana, per cui non intervenire sarebbe omissione, ma anche in quest’ultimo caso chi
    ha una vita di meditazione e preghiera, viene agevolato da una Guida superiore e dal
    discernimento. Buona Giornata a Tutti, saluti.

  • @ Andrea
    pensiero molto bello e di condivizione ed apertura direi di sincero amore. Si sente che vuoi bene agli altri.
    L’esempio, l’ispirazione aiuta molto più di mille parole.

    Grazie

  • Andrea:

    Ciao Luigi, bella riflessione, mi è capitato spesso in passato di offrire il mio aiuto a chi non lo voleva, con il risultato di perdere anche l’amicizia. Morale? Mai offrire aiuto non solo a chi non lo vuole, ma neppure a chi non te lo chiede.
    L’unico aiuto che possiamo dare è con l’esempio, essere al meglio di noi stessi è l’unica cosa davvero efficace per aiutare gli altri.
    Inoltre l’altro è sempre il nostro specchio, quindi vedere una determinata situazione dovrebbe far chiedere in che modo noi siamo co-creatori di quello che succede, dove è la nostra responsabilità.
    Quante cose ho imparato su di me, quanta comprensione su me stesso nel vedere gli altri.
    Ma se il mio esempio non è ancora all’altezza, se proprio non c’è nulla che possa fare, allora faccio Ho’oponopono, con il problema nella mente continuo a ripetere dentro di me questo Mantra. Nella mia esperienza funziona, tutto va sempre bene esattamente così come è.
    Grazie per questo spazio di condivisione.
    Andrea

  • Davide:

    Semplicemente credo che dovresti imparare ad accettare. Accettare è una parola spesso tanto facile da proferire e consigliare ad altri ma tanto difficile da mettere in pratica quando tocca a noi. Se una persono non accetta di farsi aiutare significa semplicemente che ha deciso di punirsi per qualcola che sa di aver commsso e non lo accetta. Questo, ovviamente a livello inconscio, lei non lo sa ma è una parte di ognuno di noi che non conosciamo che ci porta ad avere sensi di colpa e a non darci pace facendoci tutto il male possibile. Tu prova soltanto a dargli amore incondizionato e basta, senza aspettarti nulla in combio. Questo è il vero Amore, fare per gli altri e non per sé stessi nella illusione di fare solo per loro.
    Ti sei chiesta quella volta che il tuo aiuto è stato rifiutato per chi o per cosa hai agito? Devi essere molto sincera con te stessa però, prima di darti questa risposta, devi lasciare parlare quella parte più autentica di te e non quella illusa e arrogante che pretende di essere il fior fiore dell’amore più autentico!
    In bocca al lupo.

  • MORGANA:

    ciao,mi piace questo salotto siamo molto ‘intimi’, volevo perciò aggregarmi e dire la mia.Non c’è uno di voi che non abbia detto cose che condivido appieno, alle volte però credo che il ns parlare provenga dal cuore, da cosa farei io se…..,!!!la realtà è meno ..poetica!!
    Ma siamo sicuri che tutto ciò che pensiamo della morte, del cosa c’è oltre ….,di cosa avverà nel ormai mitico 2012,cos’è il karma, se è vero che esiste la reincarnazione,e perchè ci devono essere un sacco di dei(ogni religione ha il suo!ma…dio non è forse uno???)?????
    IO mi sono accorta che se voglio litigare con parenti e amici, basta che parli di politica e religione, ogniuno ha una cosa diversa da dire e nel nome della demo-crazia….si litiga,capita anche a voi???
    Mi piace l’idea romantica di “”"2 cuori e una capanna”"”finchè non arrivano figli che ‘chiedono’, bollette da pagare! ^_^oppure “”"i soldi non fanno la richezza”"”(figurati la povertà!!!) o altre poetiche situazioni,- la vita è quello che è, non sempre ci sono risposte a tutte le domande e non sempre hai l’umore giusto per dare sempre risposte positive,sfido chiunque – quando le cose vanno bene, il mondo è ROSA, quando hai una sacco di sfighe, ci vuole tanta poesia per dire grazie al dolore, ai debiti,alla morte ecc….è tutto relativo,-
    quanto siamo sinceri e quanto siamo ipocriti?????
    RAGAZZI; però vi voglio un sacco di bene, mi fate compagnia soprattutto quando vedo che leggete anche le mie ‘stronzate’ -(.ma sentite.)- e mi rispondete!!!!!
    BACISSIMI A TUTTI _MORGANA

    • @ Morgana: carissima Morgana… secondo me hai proprio dato voce ad un pensiero che quasi tutti hanno dentro di se: OK OK, BELLE PAROLE, MA POI… NEI FATTI?

      Io, personalmente o mi tengo vigilissima sul fronte della consapevolezza, e mentalmente attiva nell’usare la mia energia pensiero o sono perduta. Come tanti affronto temi molto impegnativi, e difficili ogni sacrosanto giorno della mia vita :D (bellissima per altro) :D

      Faccio del mio meglio che certi giorni rasenta l’eroismo, ed altri una scarsissima normalità ma… come dire… io l’adoro questa Rebecca, che quando dice “grazie al dolore” non lo fa con poesia, ma con acutissima consapevolezza che é veramente la cosa più intelligente abile e furba che possa fare.

      Nella mia vita di tutti i giorni sono veramente nelle parole che uso per esprimermi.
      E non sono la sola, sai? Ci sono molte persone che vivono in modo concretamente coerente alla filosofia che trapela dalle loro parole.
      Non sono moltissime, vero, ma oserei percentualizzare la cosa in un bel… mhm 2%, almeno, per quanto riguarda il mio spicchio di mondo, direi che ce ne é una ogni 50.

      Sicuramente non mi sogno di parlare né di politica né di religione con i miei parenti… ma… con quel 2%… si…
      E quando mio figlio mi chiede, e mi esaspera per qualcosa che vuole gli compri… io ricordo a me stessa che sia lui che la sottoscritta abbiamo scelto di confrontarci su quella cosa, in merito alla quale abbiamo sicuramente qualcosa di evolutivo da imparare.
      Quando finiscono i soldi, oppure, quando ne perdo perché ultimamente ho spesso sorprese del genere, uso la mia capacità di modulare i pensieri per evitare emozioni di ansia e paura (su questo vado fortissima… te lo dico… :D , so che dietro ad ogni inconveniente c’é sempre una contropartita di opportunità )

      Hai ragione Morgana, c’é un sacco di bene, tra di noi, e personalmente, mi diverto un sacco sopratutto quando arrivano vocine fuori dal coro :D

      UN ABBRACCIO forte forte

      Rebecca

  • luigi:

    @Nazario,
    probabilmente hai ragione poichè la mia visione dell’aiuto è soggettiva e personalissima ed autentica.
    In altri casi non è così…anche perchè mi vengono casi di personaggi che hanno loro stessi terribilmente bisogno di aiuto eppure si manifestano quali guru o coach etc…
    Bisogna saper cogliere le differenze…
    Grazie per il tuo punto di vista.
    Luigi

  • Ilaria:

    Con tutto il rispetto e l’accoglienza delle vostre testimonianze, l’idea che ho io del prepararsi alla morte è quella di un momento intimo, di raccoglimento e riflessione, in cui pacificarsi con la propria vita e col mondo per non lasciare conti in sospeso, e non l’occasione di mettere in scena uno spettacolo in cui l’ammalato (c’è riuscito forse per la prima volta)è il protagonista e alle persone vicine viene richiesto di fare da pubblico, mi sembra un po’ sadico. Tanto l’entrata e l’uscita da questa scena bisogna farle da soli.

  • Se pure con tutto il rispetto verso la bontà della tua Essenza in linea di massima credo di dover dire che il tuo Maestro abbia terribilmente ragione, detto questo va chiarito che la massima in oggetto è una estrema sintesi di un concetto ben + ampio e che dunque così concisa non può essere commentata con pienezza. Se alla massima in oggetto aggiungessimo: ” . . . a meno che il prossimo non ci abbia chiesto aiuto” allora tutto prende l’esatta etica ed estetica; paradossalmente la differfenza sta in questo esattamente la stessa diffeenza che esiste tra l’atteggiamento dell’ALTRUISTA e del GENERESO che in comune non hanno assolutamente nulla essendo completamente opposti e credo !?! che il Maestro intendesse ciò.
    Naturalmento so che il vero intento del tuo messaggio ha tutta un’altra levatura su cui non nutro alcun dubbio ma mi è sembrato opportuno spezzare una lancia (condivisa) in favore di tutti.
    un abbraccio

  • IO DICO CHE BISOGNE SEMPRE AIUTARE CHI E’ IN DIFFICOLTA’!!!

    SE NON CI AIUTIAMO TRA DI NOI, NON C’E’ NESSUNO CHE CI AIUTA!!!

  • Luigi Miano:

    Grazie Ilaria per la tua testimonianza, la preghiera è un gesto bellissimo!

    Luigi

  • Ilaria:

    Ho avuto anch’io esperienze simili a quelle di Rebecca, persone che hanno innescato un programma di autodistruzione, che hanno scelto la sofferenza come linguaggio per attirare l’attenzione e/o irretire chi si trova a passare nelle vicinanze, e non conoscendo altri linguaggi si oppongono con tutte le loro forze all’eventualità di cambiare strategia.
    Dopo aver pagato un grosso scotto a livello emotivo, ora il mio atteggiamento è questo: di fronte a casi simili, mi ‘limito’ a pregare per la loro liberazione ed evoluzione, e chissà se non sia questo il gesto più efficace!

    • @ Ilaria, la mia idea é che io non sono nessuno per sapere cosa sia meglio per il mio prossimo.
      Lui (il mio prossimo), con il suo corpo, la sua mente, la sua anima invece si, lo sa. Se decide di morire, ha ragione lui. Sempre. Vuole dire che dal suo punto di vista (quello evolutivo) é meglio così.
      E’ indubbiamente difficilissimo da accettare. Ma noi siamo veramente Divini, e la nostra morte spesso ha conseguenze altamente evolutive per chi ci sopravvive.
      La mia amica morendo aveva una missione da compiere verso più di una persona. E così é stato. A me personalmente ha insegnato a stare al mio posto, ad esempio. Cosa per me un tempo difficilissima, dal momento che ho sempre avuto una sensibilità particolare nel capire le situazioni e nell’intercettare i bisogni del prossimo.
      E’ stata una lezione dura da imparare… ma lei é stata una grande insegnante ed ha fatto veramente del suo meglio. Ogni volta che il mio pensiero andava a lei ed io man mano imparavo ad evitare con lei certi discorsi, le mie mani si scaldavano :-) , canalizziando il mio desiderio di aiutarla all’interno del mio corpo, lei ha risvegliato il mio potere di guaritrice che fra 4 vite svilupperò perché ora NON NE HO PROPRIO VOGLIA :D :D :D
      OK, scusa il mio sfogo…
      Grazie Ilaria, penso che il testo di “pregare” come lo descrivi tu sia infinitamente efficace
      Un Abbraccio!
      Rebecca

  • @Monica e Rebecca,
    molto molto belle le vostre riflessioni che mi pare convergano e siano sulla stessa lunghezza d’onda.
    Molto bello il vostro punto di vista così ricco di sensibilità ed umanità.
    Mi avete profondamente toccato..
    Grazie a voi!

  • Ciao Luigi. Bel tema….io credo purtroppo che non possiamo aiutare chi non vuole essere aiutato. :( Nel senso che tendere la mano, far sapere che siamo lì pronti è un bene già molto grande, ma se gli altri hanno deciso più o meno consapevolmente che il loro percorso è un altro, noi possiamo fare ben poco. Aiutare gli altri è una causa nobile e non importa se in fondo si cela il “bisogno di aiutare noi stessi” come dicono i cinici. Noi e gli altri come mi insegnate voi di QF siamo la stessa cosa, per cui se aiutando gli altri aiutiamo anche noi stessi, che male c’è? Anzi, mi sembra logico e naturale! Certo è che se una persona preferisce stare nei propri ingranaggi anche se gli procurano sofferenza, semplicemente perchè ha paura di cambiare, probabilmente è perchè deve passare attraverso quell’esperienza. E noi non abbiamo il diritto in nome dell’amore di imporgli il nostro punto di vista. Quello che possiamo fare è amarli così come sono e per quello che sono…dunque, condividendo la loro sofferenza e provando sofferenza pure noi per loro. Siamo un tutt’uno, sia quando c’è amore che quando c’è tristezza. Ciao egrazie per la belle riflessione.

  • @Luigi… che temone hai toccato!!! :-) :-) :-)

    Temo che le persone vadano rispettate se vogliono essere lasciate nel loro brodo…

    E’ UNA GRANDE CROCE quella di vedere in diretta il film di chi sta male (che magari l’amiamo anche…) ma é totalmente chiuso a qualsiasi tipo di aiuto esterno.

    Nella mia esperienza le persone difendono a denti stretti i “loro ingranaggi di equilibrio”, ed hanno tutto il diritto di farlo…

    Interferire, nella mia esperienza é sempre molto rischioso. Se la persona sta facendo il suo percorso, con le sue modalità, ed i suoi tempi, una pressione dall’esterno può bloccarlo, frenarlo e disturbarlo. Ma la persona ha tutto il diritto di realizzarsi con le modalità ed i tempi che lei crede, i suoi percorsi, costi quel che costi.

    Ho visto più di una persona scegliere di morire, piuttosto che accettare aiuti esterni. Ed ogni volta che ho allungato la mano per dare un aiuto, ho visto il terrore nei loro occhi. Così ho capito che non solo avrei potuto essere utile, ma anche che loro lo sapevano benissimo. E sopratutto che non dovevo.

    Avevano un altro progetto… e non hanno ammesso interferenze…

    E’ dura, lo so. Ma alla fine, tutto quadra sai? Quando muoiono e tu gli sopravvivi e vedi ciò che accade in conseguenza alla loro morte, allora… capisci… che avevano le loro ragioni e probabilmente… avevano proprio ragione… Le loro morti, anche premature, hanno ottenuto risultati che diversamente non ci sarebbero stati.
    Buoni risultati ovviamente, altamente evolutivi.

    Scusa se ho fatto questo accenno di esempio, forse un pò triste, ma molto pratico e chiaro credo.

    Bellissimo tema Luigi. Veramente. Bellissimo. Starei a parlarne per ore e ore…

    Rebecca

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