Comunicazione in Famiglia, il caso di Antonino
Iniziativa “COMUNICARE CON SUCCESSO”
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Ciao. Ho dei problemi di relazione e comunicazione con i miei genitori, e soprattutto con mia mamma.
Due anni fa sono andato a vivere da solo: ebbene, nei primissimi mesi, quando mi telefonava, mi arrabbiavo moltissimo. Mi ricordo una volta, ero in casa mia, è squillato il telefono, ho visto il nome di mia mamma e allora sono letteralmente scoppiato in un impeto d’ira. Ho cercato subito rimedio con l’EFT e con una meditazione sul rilascio della rabbia scaricata da internet, e poi è andata molto meglio. tuttavia, sento che c’è ancoda del marcio in me, cioè delle sensazioni negative verso di lei. Per latro, mia mamma non sta per niente bene, è molto umorabile, quando vivevo con lei potevo stare al computer solo fino ad una certa ora (non come sto facendo ora), non potevo leggere a letto se era dopo mezzanotte, e tante altre cose. Io invece mi ritengo una persona libera, che fa le sue scelte, come per esempio mi sono preso una settimana di vacanza dal lavoro, ma non posso dirlo a mia mamma perchè lei non approverebbe.
Tuttavia, ogni tanto provo qualche esercizio tipo PNL per perdonare mia mamma, a volte non ci riesco, a volte mi viene da piangere.
Mi potresti dare un aiuto? Scusa se sono stato troppo lungo…
Antonino





Antonino, ci sei? Avevi promesso di tenerci aggiornati, è trascorsa anche l’Estate: come è andata con i tuoi?
Oa sono tornato dai miei. Per adesso non è male la cosa, anche se stamattina, dopo essere uscito da casa, ero un pochettino nervoso. Ma sono sicuro che andrà tutto per il meglio. Vi informerò della situazione…
Guarda Antonino, mi sento di avvisarti per esperienza personale che da quello che scrivi e dalla parole stesse che usi per descrivere la situazione, devi affrontare un lungo (ma piacevolissimo) lavoro di consapevolezza su te stesso e sulle tue relazioni familiari. Non sono una formatrice, ma ho impiegato 10 anni per questo percorso durante il quale sono inciampata e ho sofferto come te, e nol frattempo ci sono stati eventi esterni (come la perdita di mia mamma) che hanno reso tutto molto faticoso. Ma poi la luce si trova: bisogna partire, per questo viaggio interiore, e non accettare STOP. Quando usi frasi come “Purtroppo per adesso non ho altra scelta, devo tornare da loro”, in realtà stai dicendo solo che al momento TU non vedi altre strade, ma sicuramente ci sono. Es.: hai detto di avere un lavoro, quindi guadagni a sufficienza per avere almeno un posto letto in affitto in casa studenti a 200 euro (ce ne sono in tutte le zone universitarie) o chiedere a un amico se ti ospita in una stanza dietro un po’ di contributo da parte tua, o fare del volontariato in qualche casa famiglia che ti ospiterà…certo, tutto questo richiede il piccolo sacrificio di stare un po’ stretto, soprattutto se eri abituato allo spazio di una casa tutta tua, ma immagina come starà larga la tua ANIMA…
insisto tanto perchè il tuo atteggiamento denota che devi stare lontano da questi atteggiamenti negativi, non per sempre, giusto il tempo che fai questo tuo percorso senza distrazioni, per poi tornare con calma zen, a dare un vero affetto, in cui sarai libero di fare ciò che vuoi anche dare amore o stare con i tuoi, ma per tua scelta, non perchè subisci una situazione. In bocca al lupo.
Purtroppo per adesso non ho altra scelta, devo tornare da loro. Questa domenica farò il trasloco, tornerò a casa dei miei.
Spero vivamente di affrontare al meglio le varie situazioni. C’è già mia sorella che mi dice: “Sei troppo ottimista! Guarda in faccia la realtà! La mamma è peggiorata, ecc…!”. Io invece tendo ad essere ottimista, c’è già fin troppo pessimismo nel mondo.
Mi rendo conto che la situazione in casa dei miei genitori non è delle più semplici, ma comunque sono estremamente convinto che c’è comunque qualcosa che mia mamma non potrà mai togliermi, aldilà degli oggetti materiali, chiaramente. Intendo: la mia voglia di vivere, la mia gioia interiore, il mio pensiero, il mio respiro, la mia fede buddhista e nello yoga, le mie amicizie, ecc..
Quando tento di parlarne con mia sorella (con il quale ho sempre avuto ottimi rapporti e continuo ad averceli), mi dice di essere più realista, e di non vivere di troppe fantasie.
Ma io non credo di essere troppo fantasioso, semplicemente ho i miei sogni da realizzare, e per i quali sono disposto a “lottare” con tutte le mie forze.
Poi sono consapevole che ci potranno essere dei momenti difficili da superare, pazienza, ci metterò tutta la mia buona volontà per affrontarli al meglio, e poi ad un certo punto andrà come andrà.
Poi, quando ne avrò di nuovo la possibilità, me ne andrò di nuovo, ma per adesso credo che sia meglio così…
Io sto solo cercando di applicare la filosofia yoga e la filosofia buddhista/zen alla mia vita, faccio sempre del mio meglio, ma a volte ci possono essere delle difficoltà che tuttavia sta a noi decidere come affrontarle.
Concludo questo lunghissimo intervento dicendo questo: la vita a volte ci mette davanti a dei bivi o trivi, ovvero a delle scelte. Poi noi scegliamo una strada rispetto all’altra, magari veniamo giudicati male dalle altre persone, ma poi quella strada magari ci apre nuovi orizzonti inaspettati. E comunque ho deciso che, da ora in poi, anche se una persona mi critica, accetto serenamente la critica, ma comunque farò sempre le mie scelte; come dice lo zen, accetta le critiche,ma ragiona sempre con la tua testa, sii più forte delle critiche!
Purtroppo Antonino conosco molto bene i condizionamenti di un genitore che ha una visione pessimistica della vita.
Ritengo che convivendo con una persona che ha una tale visione della vita sia molto complicato sentirsi emotivamente liberi. Comunque ho compreso che tu sei molto consapevole di quello che accade. Ci sono diversi sistemi per lavorare sui condizionamenti. Mi sento adesso di darti una indicazione pratica più che altro, fai tutto il possibile per non tornare a convivere con i tuoi, accetta qualsiasi lavoro per essere indipendente è molto importante.
Se poi vorrai lavorare sulla tua libertà emotiva occorrerà farlo di persona se tu vuoi.
Un saluto
Luigi
Ciao. Si, guarda, credo di essere ancora condizionato da mia mamma, ed in particolare in questo periodo in cui si prospetta (ahimè) la possibilità di tornare in casa con i miei, per scelte sbagliate che ho effettuato circa un anno fà.
A volte ritengo di essere stato un po’ esagerato nello stare troppo davanti al pc, trascurando un po’ i miei genitori, ma non l’ho mai fatto apposta. E’ solo che quando sono davanti al computer, il tempo passa velocissimo, e spesso e volentieri, non me ne rendo conto.
Sinceramente, non so cosa mi faccia sentire così condizionato. Forse il senso di oppressione che a volte ho vissuto stando con i miei? O forse, ad esempio, il fatto che i miei genitori mi ripetono a volte che chi nasce povero, rimarrà sempre povero (mentre a me piace pensare che invece a tutti è data la stessa possibilità di emergere)? O forse il fatto che non posso vestire nel modo che ritengo più giusto per me (spesso mia mamma mi critica per come mi vesto, e questo non mi va’ proprio giù)?
cioè, mia mamma è troppo pessimista, vede quasi sempre solo le cose negative, quasi mai quelle positive.
Ciao Antonino ti farò alcune domande per capire meglio.
Mi pare di aver compreso che pur essendo andato a vivere da solo tu ti senta ancora fortemente condizionato da tua madre puoi confermarmi?
La storia della vacanza mi sembra confermare questa ipotesi.
Cosa ti fa sentire così condizionato da tua madre o dai tuoi genitori?
Credo che il tuo senso di ribellione nasca proprio da qui dal tuo esserti messo all’angolo schiacciandoti suo bisogni di tua madre.
Possiamo lavorarci insieme aspetto un tuo feed-back.
Luigi