Il “dettaglio” che rivoluziona in meglio i rapporti
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Oggi voglio raccontarvi una storia emozionante, bellissima.
Un giorno un’insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi degli altri studenti della classe su dei fogli di carta, lasciando un po’ di spazio sotto ogni nome.
Poi disse loro di pensare la cosa più bella di ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell’ora per finire il lavoro, ma all’uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.
Quel sabato l’insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei.
Il lunedì successivo diede ad ogni studente la propria lista. Poco dopo, l’intera classe stava sorridendo. “Davvero?” sentì sussurrare. “Non sapevo di contare così tanto per qualcuno!” e “Non pensavo di piacere tanto agli altri” erano le frasi più pronunciate.
Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l’avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l’esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.
Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. Non aveva mai visto un soldato nella bara prima di quel momento: sembrava così bello e così maturo… La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l’insegnante fu l’ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò: “Lei era l’insegnante di matematica di Mark?”. Lei annuì, in seguito lui le disse “Mark parlava di lei spessissimo”
Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante. “Vogliamo mostrarle una cosa”, disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. “Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo”. Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L’insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui. “Grazie mille per averlo fatto”, disse la madre di Mark. “Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro” Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charli sorrise timidamente e disse “Io ho ancora la mia lista. E’ nel primo cassetto della mia scrivania a casa”. La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell’album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario.
Poi Vicki, un’altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po’ consumata, mostrandola al gruppo. “La porto sempre con me, penso che tutti l’abbiamo conservata”
In quel momento l’insegnante si sedette e pianse. Pianse per Mark e per tutti i suoi amici che non l’avrebbero più rivisto.
A chi mi dice: “con certe persone non voglio avere contatti perché non le sopporto, sono sgradevoli, mi stanno antipatiche”, io rispondo con una domanda: “quanta parte della popolazione stai escludendo? Quante opportunità di apprendere qualcosa di nuovo stai evitando volontariamente?”.
E poi ricordo che quando avvertiamo qualcosa che non va nell’altro probabilmente è il riflesso di quello che non piace di noi stessi. Ed è una grande opportunità per apprendere e per crescere.
Come scrive Lincoln: “se cerchiamo qualcosa di negativo negli altri senz’altro lo troveremo, se cerchiamo qualcosa di positivo anche..”
Prova ad introdurre nel tuo atteggiamento questa novità, cerca sempre negli altri quello che ti piace, anche solo un dettaglio, scoprirai delle cose meravigliose. Vivrai i rapporti con un altro spirito, conoscerai la gioia di conoscere storie diverse e persone nuove.
I TUOI RAPPORTI, LE TUE RELAZIONI SUBIRANNO UNA AUTENTICA RIVOLUZIONE!
Provare per credere..
Con il cuore
Luigi Miano





Commovente!!!le cose che contano…..
Ama il prossimo tuo come te stesso, ! pare che qualcuno ci sia riuscito.
Ciao!
E’ davvero una storia toccante…mentre leggevo mi sono venuti i brividi e mi ha fatto riflettere profondamente…
Io molto spesso provo a vedere negli altri il bello, ma molto spesso gli altri creano tra me e loro un muro invalicabile e benchè mi sforzi per abbatterlo, i miei sforzi sono vani! Ora mi chiedo: come fare a superare il muro di ipocrisia creato da tali persone, quando queste sono le persone a me più care e a cui non posso rinunciare di frequentare?
@Alba
noi siamo influenzatori con il nostro comportamento, atteggiamento, possiamo influenzare il comportamento altrui.
E’ solo questione di convinzioni nel nostro potere personale.
Ma…avete una Suocera???
l’esercizio è bellissimo, possiamo trovare il bello in qualsiasi persona, ma come possiamo migliorare le nostre relazioni se l’esercizio lo facciamo solo noi e gli altri no? cioè, se continuiamo a essere bersagliati da critiche niente affatto costruttive perchè qualcuno vede in noi solo elementi negativi?
Grazie Umberto,
è una storia molto importante, una storia di cambiamento..diffondiamo, diffondiamo questo tipo di cultura.
Un saluto
Luigi
Grazie di aver pubblicato questa meravigliosa e commovente storia. Bisogna diffonderla e renderla disponibile al maggior numero di persone possibile e soprattutto a tutte le scuole del mondo. Davvero complimenti!!!
NON SOLO SONIA HA PIANTO MA ANCH’IO STO PIANGENDO!!!
E’ UNA STORIA VERAMENTE STUPENDA, FANTASTICA, SPLENDIDA, MAGNIFICA E’ BELLISSIMA!!!
Bravissima Antonella! Vedrai che farai del gran bene ai tuoi ragazzi!
Un abbraccio
Luigi
Io faccio l’insegnante e voglio provare a riproporre questo compito. Vediamo cosa succede. Vi farò sapere.
Grazie e a presto.
Antonella
@Anto, e poi facci assolutamente sapere!!!
Insegni a bambini o ragazzi… non ricordo più…
Rebecca
Grazie Rosy mi dai la conferma che cambiare punto di vista può aiutare a vivere meglio.
Siamo fatti per amare il prossimo e non detestarlo, e questo ci aiuta a vivere in serenità.
un abbraccio
Grazie per aver scritto questa storia così bella e toccante! Io lavoro a contatto con le persone e questo “dettaglio” mi aiuterà ad apprezzare, prima che a detestare, le persone che mi stanno intorno, e a vivere meglio e più in pace!
Rosy
E’ verissimo Sabi io credo molto al potere della metafora e la uso moltissimo in aula.
un abbraccio
Grazie
la metafora, le favole, le storie parlano direttamente al nostro incoscio e quindi,parlano alla nostra anima, l’ha dove sono ancorati i nostri valori e convinzioni piu’ profonde.
Grazie Luigi
Grazie Sonia,
io credo molto alle storie, alle metafore che sono capaci di toccarci veramente dentro.
Le storie parlano al nostro suboconscio e riescono a smuovere sempre qualcosa.
Un abbraccio
Luigi
Volevo semplicemente ringraziarti.
Questa storia mi ricorda tante cose…
Per questo ho pianto leggendola.
Grazie
Grazie Marco, sei davvero generoso.
un abbraccio
Grazie Luigi, sei davvero una GRANDE Persona…come Rebecca……