LA CIVILTA’ DELL’EMPATIA
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Empatia, parola derivante dal greco em (dentro) pathos (sentimenti), entrare nei sentimenti dell’interlocutore. Non è semplicemente indossare i panni dell’interlocutore come si dice, significa esattamente provare quello che prova l’altro senza perdersi. Significa emozionarci come si sta emozionando l’altro pur mantenendo intatta la nostra identità. Empatia significa provare le stesse sofferenze o gioie di un altro essere umano.
Significa essere capaci di pensare a cosa possa provare un animale quando viene ucciso, quanto soffre un altro essere umano oppure quale gioia stia provando.
Da cosa deriva questa predisposizione emotiva?
Sicuramente dal livello empatico dei nostri genitori, come manifestavano le loro emozioni? Ci incoraggiavano a veicolare le nostre? Davano voce alle nostre emozioni?
Poniamo conto che vostro figlio sia in un periodo particolare, taciturno, pensieroso etc…
La prima cosa che vi viene in mente è di chiedergli cosa gli stia succedendo. Ed allora lui si senta stimolato a raccontarvi le sue difficoltà con la scuola: “sai papà/mamma è un periodo che non ho desiderio di andare a scuola, non mi sento a mio agio etc…”.
La classica reazione del genitore poco empatico è la seguente:
“come non ti va di andare a scuola? Stai scherzando? Con tutti i sacrifici che abbiamo fatto..patapim, patapam e la nostra conversazione prende la direzione dello scontro.
Il genitore empatico invece si prende a cuore le emozioni del figlio: “ mi vuoi spiegare meglio questo tuo disagio? Non ti senti a tuo agio tu dici cosa in particolare non ti fa sentire a tuo agio? “.
Il genitore empatico raccoglie le emozioni del figlio, se ne interessa e cerca di capire allinenandosi non aggredendo.
Inoltre sono convinto che anche l’empatia sia frutto di allenamento di pensiero ed emozionale. E’ in buona sostanza un’attitudine che può essere sviluppata.
Naturalmente questa straordinaria concezione dei rapporti umani può essere estesa a qualsiasi rapporto.
Se è vero che qualcuno sostiene che questa sia la civiltà dell’empatia (James Refkin) e che questo viene individuato come antitodo alla crisi economica e non solo.
Se è vero che il sistema della rete internet ha dimostrato grandissima solidarietà e comunanza di fronte ai disastri naturali (vedi Haiti).
Se è vero che nelle nuove generazioni, tra i giovani il valore più richiesto è quello dell’amicizia (amicizia autentica, disinteressata sia chiaro) e che in generale le persone mettono al primo posto la qualità delle relazioni.
Se tutto questo è vero siamo di fronte ad un capovolgimento della concezione dell’uomo animale aggressivo, violento, capace di commettere ignominie.
La solidarietà, la fratellanza, sentimenti di comunanza, fino ad arrivare all’empatia come massima espressione di tutto questo diviene il fondamento della civiltà di questo nuovo millennio.
Usciamo da un secolo caratterizzato da violenze inenarrabile, da milioni di morti, da guerre in ogni parte del mondo. Questo è il momento di voltare pagina, è il momento di esprimere la vera natura degli esseri umani.
Parlerò di tutto questo e non solo in occasione del Seminario gratuito:
COMUNICAZIONE AD ALTO IMPATTO
Nelle relazioni, con te stesso, in pubblico
Mi piacerebbe che partecipassi anche tu.
Info:
Associazione per il benessere del corpo e della mente Via Nomentana 248 – 00162 Roma tel. 06.86391867 – 349.8702672 • www.manipuraram.com email:info@manipuraram.it
Con il cuore
Luigi Miano







Grazie Leonardo!
Molto bello…postato su facebook!!
A proposito di empatia, vogliamo parlare di come si sentono i ragazzi de “i pazzi siete voi” per la grandiosa iniziativa contro il nucleare? qualche minuto fa mi sono accorta che il sito è oscurato, spero sia un fattore tecnico, diversamente non oso pensare. un caro saluto a rebecca anche se non scrivo ti seguo sempre.Rosanna.
@Stefania sai che ti dico mi hai fatto venire voglia di organizzare un’akltra coneferenza gratuita sull’amore, empatia e libertà.
Un saluto
Ciao Luigi. Ciao a tutti. Solo alla fine ho notato che l’articolo è dell’anno scorso. Hai per caso in programma un’altra conferenza su questo tema? Di empatia, a mio avviso, non se ne sa mai abbastanza, specialmente se si ha una professione che porta ad avere centinaia di contatti umani ogni giorno. =)
Dalla mia esperienza personale, posso dire che l’empatia si può imparare anche indipendentemente dall’educazione e dall’esempio genitoriale ricevuti. Sono nata in tempi in cui i genitori avevano sempre da fare ,perciò il “cavarmela da me” era la parola d’ordine in tutto il pecorso fatto. Come dici tu, Luigi, ci vuole consapevolezza e allenamento.
E articoli come questo che ogni tanto te lo ricordano =D.
Grazie Tiziana per l’augurio,
putroppo non abbiamo registrato nè documentato l’evento.
Sarà fatto la prossima volta visto che diverse persone lo hanno richesto.
Buona giornata
Luigi
Ho letto solo ora del seminario che, purtroppo è già stato realizzato in giugno. E’ possibile leggere on line gli Atti o vedere i video se ci sono?
Grazie!
Ritengo la diffusione della civiltà dell’empatia una iniziativa fondamentale per contribuire a migliorare il mondo cambindo noi stessi. Complimenti Luigi e che Dio, nostro Padre, ti benedica e ti accompagni in tutto ciò che sei e fai!
Tiziana
Ciao Vincenza non ti affliggere perchè l’empatia si può imparare ed allenare.
Se puoi venire ti aspetto al seminario del 3 giugno a Roma, gratuito, in cui ci sarà un allenamento specifico all’empatia.
Un grande abbraccio
Luigi
hai perfettamente ragione. MI sono scoperta come un genitore aggressivo e per niente empatico e adesso…… Non so proprio come riparare un saluto da una mamma in crisi