NESSUNO RICONOSCE IL GENIO DEL VIOLINO
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Recentemente il Washington Post ha seguito un esperimento piuttosto interessante. Il grandissimo violinista internazionale Joshua Bell ha suonato nella metropolitana di Washington per 43 minuti raccogliendo 32 dollari. La cosa incredibile è che nessuno ha riconosciuto l’altissimo livello della performance realizzata con un violino Stradivari da 4 milioni di dollari!
Il violinista è arrivato in stazione alle 7:51 di un venerdì mattina, vestito in maniera anonima. Ha eseguito pezzi di Bach anche molto difficili dal punto di vista tecnico e Shubert. Le prime 63 persone passate davanti a Bell lo hanno completamente ignorato e dopo 6 minuti dall’inizio dell’esecuzione qualcuno si è fermato ad ascoltarlo con interesse (pochi comunque). Chi si è fermato comunque era gente avvezza alla musica, con un orecchio molto attento. E poi un bambino di 3 anni che era completamente rapito da quella musica celestiale. Una sola persona ha riconosciuto il musicista.
Si possono dare mille interpretazioni diverse all’episodio.
C’è chi ha scritto che l’andamento frenetico degli americani non permette di poter valutare le performance virtuose di un grandissimo musicista.
Lo stesso Bell invece ha dichiarato: “quando suoni per un pubblico pagante, non hai bisogno di fare alcuno sforza per attirare la loro attenzione. Ce l’hai già. In questo caso il mio problema era: cosa devo fare per farmi notare.”
Quindi,dal mio punto di vista, il vero punto della questione è la scarsità di ATTENZIONE.
In un mondo come il nostro ricco di stimoli esterni la vera scarsità è l’attenzione.
Avere attenzione dal mio punto di vista significa APRIRE IL CUORE, I SENSI alla vita. Non si vive correndo, passando sopra gli altri, si raggiunge la felicità attraverso la consapevolezza di ciò che stiamo vivendo e di tutto quello che ci circonda.
E’ un grande esercizio, non facile, verso la crescita personale.
Sono curioso di conoscere cosa ne pensi.
Con il cuore
http://luigimiano.wordpress.com/
Sei interessato a comprendere realmente l’interlocutore e farti capire? Vuoi sviluppare l’interesse degli altri nei tuoi confronti? Hai il desiderio di migliorare la tua vita di relazioni? Vuoi essere più sicuro di te stesso e carismatico?
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Si Pietro il discorso è molto complesso. C’è in atto ormai da secoli un processo di disumanizzazione che ci sta portando a somigliare sempre di più a degli automi. In questo modo perdiamo il contatto con le forze naturali e con la meravigliosa autenticità. Questo comporta molta sofferenza e dolore. Ci sta perdendo tutta la collettività e l’uomo si sta annientando a causa della sua sotltezza.
Recuperare la lentezza e la riflessione è un recupero della nostra stessa anima
Un abbraccio
Luigi
grazie luigi per questo post, sicuramente ognuno ha la sua verità su questo tema e credo che per le vie della città, la gente presa passivamente dai propri pensieri non si accorge dell’immenso amore che l’universo ci dona ogni attimo della giornata. Il suono di un violino non può passare inosservato e pur non avendo nozioni in materia di musica so per certo che un suono dolce e melodico mi porta a toccare l’anima attraverso il cuore. Il fatto che non ci ferma ad ascoltare un brano, indipendentemente se si possiede un euro, è dovuto probabilmente alla paura di entrare in contatto con la propria anima, con le emozioni di gioia che una musica può trasmettere. Si va sempre di fretta e pensiamo che ci sono cose più importanti che vivere la Luce attraverso la nostra anima. Le cosiddette faccende sociali hanno la massima priorità, mentre i discorsi dell’anima sono bezzecole che non hanno niente di pratico….mi vengono i brividi a scrivere questo, e purtroppo è quello che vedo intorno a me….ma forse è ciò che si cela nella mia ombra.
grazie.
La città è grande e dispersiva,il tempo che ha suonato è stato limitato e magari non ha potuto usufruire del passaparola che in quest’ occasionesarebbe stato molto efficace..visto che mancava la sponsorizzazione,i manifesti e altre forme di pubblicità a cui siamo abituati.. il violinista è famoso ma per chi lo conosce! voglio dire che è famoso ma in un settore specifico.Io per prima pur viaggiando molto,pur seguendo iniziative musicali non lo conosco…Quindi l’esperimento per me è andato come doveva andare nel senso che …uno ha ciò che crea..se ci si pone in un certo modo abbiamo determinate risposte..Grazie di qs belle riflessioni Buona giornata Giovanna
Ciao Luigi,
chi sa cosa c’è nella mente e nel cuore delle persone alle 7,51 del mattino, camminando vicino alla stazione.
se hanno avuto una bella notte di riposo e amore, la musica la sentono, si fermano e si fanno inebriare, dimenticano tutto, anche dove stanno andando. Ma se da lì si scende e si ha avuto una notte tormentata di insonnia, per aver avuto conflitti, subito maltrattamenti o altro, beh non so se le note meravigliose della musica arrivano a queste persone, non credo che la sentano.
Molta gente non ama, non accetta,c’è opposizione c’è conflitto, e non è perchè lo vuole, è così, è il nutrimento più diffiso e a buon mercato che ci sia, e la maggioranza lo prende come buono, non conosce l’amore, lasciarsi andare, dire si, il più delle volte non può farlo, è necessario difendersi, già da piccoli. Allora uno si chiude e la musica non entra e neanche le altre meraviglie della vita!!! poi ci sono i distratti, nessuno li ha sentiti, nessuno li ha visti e loro non vedono e non sentono nessuno.
Se il mondo è uno specchio, io sono tutto quello che ho scritto, ed è così!!!
Ciao Rosanna
Adriana grazie! Molto bello e poetico quello che scrivi, si sente la tua anima così sensibile..
Grazie
Avete mai sentito uno Stradivari? Non conosco l’artista ma questo violino suona a delle frequenze divine! Per rendere pero ce bisogno di acustica … che sicuramente non offre la metropolitana! Quindi è questa l’acustica che viviamo! Poiché le frequenze penetrano nelle cellule (non nelle orecchie) cosciente o no il passante lo assorbe. E’ come quando entri in una chiesa speciale (passatemi il termine) e ti solevi dalla terra ……… anche se solo per un istante. Vi è mai capitato di vedere o sentire qualcosa di divino e non potervi fermare? ……… di allontanarvi, nel vostro ritmo frenetico, CON LE LACRIME nell’ANIMA? (non di tristezza né di dolore, né tanto meno di gioia) Avrei un’ottica diversa su quei passanti. La vedo più come mancanza di silenzio, obbligo al consumismo che impone la nostra società …… piuttosto che mancanza di attenzione o altro ………… Non si ha “tempo” (inteso silenzio) neanche per essere attenti a noi stessi … talmente tanto siamo impregnati di rumori ……… Non viviamo la vita …… La consumiamo! Non giudicherei il genere umano ………… piuttosto avrei un parere su com’è obbligato usare quello che ha creato (dei grandissimi beni usati e applicati male) ………… Non vedo la vita come fare quello che ti piace ma può essere comunque un grandissimo passo verso l’equilibrio personale, cioè non fare quello che non è in sintonia con te stesso. La liberazione non centra con il piacere o il dispiacere … è proprio l’ASSENZA di tutte e due ………… DELLA DUALITà ……… alla dualità ci obbliga tutto quello che ci sta intorno ……… pure ci si può liberare ……… e questo contorno diventa vivibile. Opinione mia.
Un saluto di cuore a tutti
Grazie Luigi
Ciao a tutti,
mi viene da fare una considerazione rispetto hai vostri interessanti post, ovvero : vivere consapevolmente non è forse conoscere per scegliere, e non dovremmo iniziare conoscendo dapprima noi e i nostri desideri e poi in libertà rivolgerci al mondo esterno(il violinista) !?
A me capita di fare quotidianamente quello che mi piace e mi appaga, e in questo modo riesco ad essere presente a me stesso e di conseguenza essere presente al mondo che mi gira intorno; a ComunicAmare con il mio interlocutore con attenzione e rispetto reciproco.
Non penso di essere un Marziano, semplicemente ho scelto, finalmente da un pò, la Vita che voglio vivere in sintonia con i miei Valori, i miei Desideri Veri(non di altri). Prima non era così, sapete perchè !? Vivevo una vita non appagante, forse perchè non era la mia, o forse perchè dovevo ancora conoscermi e liberarmi …
A fine giornata, vi capita di essere stanchi mentalmente senza però aver fatto molto !? A me non più. Quando si fà quello che piace ci si carica continuamente.
Certo, con questo non voglio dire che quelle persone che passavano davanti al violinista erano tutte insoddisfatte ma, di sicuro erano in compagnia dei loro Pensieri e non della loro Azione (passeggiare), ovvero del loro Presente (il violinista che suona).
Da quando vivo il Presente con soddisfazione(fare quello che mi piace, stare in compagnia delle persone che mi piacciono e condividono con me questo modo di essere e Vivere) mi capita sempre più spesso di essere in quella dimensione che qualcuno chiama “QUI e ORA”; credo sia una vera Esperienza Liberatoria(rispetto ai pensieri che assillano) e di Libertà.
Credo che la questione sia tutta qui, viviamo continuamente nel pensiero di quello che si potrebbe fare, si dovrebbe fare e mai in quello che mi piacerebbe fare, ovvero nell’Azione Libera e rispettosa di noi.
Mi farebbe piacere sapere cosa pensate Voi della Consapevolezza e del Vivere il Presente, Liberi.
Ciao e Buona Spensieratezza.
@Cuordifata
grazie per il tuo articolo-commento molto bello.
La prima parte dell’articolo mi ha emozionato e coglie una profonda verità: vivera la vita consapevolmente è una delle carenze più diffuse eppure la chiave per la felicità.
Quanto alla seconda parte grazie molto interessante per un cultore della comunicazione come me e credo per molti lettori che si ritroveranno in questo dialogo a doppio sbocco.
Un grande abbraccio
Luigi
Ciao Luigi,
Il suono di un violino, suonato anche non perfettamente mi avrebbe stregato, come il pifferaio magico! Mi sarei di certo fermata ad ascoltare, non conosco questo violinista, onestamente non ne conosco nessuno, nel mio paese di poco più di 3000 anime, non dico tutti, ma, molti si sarebbero mossi per sentirlo, forse anche con il passaparola, di certo non avrei solo lasciato una mancia ma gli avrei fatto i complimenti dicendogli che meritava di suonare alla scala o all’arena, per il violino è il surplus della musica forse perché da bambina mi innamorai della canzone “Violino Tzigano” e da quella amai il suono del violino o forse era il contrario ero piccola chi se lo ricorda, mio padre suonava il mandolino la musica aleggiava quasi tutte le sera in casa, non ho potuto studiare mia sorella suona la chitarra non so se abbia anche le carte per insegnare. Comunque hai ragione la gente non è attenta ha in mente altre cose e quando si ferma scopre che non ha vissuto affatto. Io ho sempre cercato di fare del mio meglio e se mi guardo indietro mi sembra di guardare delle montagne russe: lente salite, lungo cui ho avuto tempo di guardare, di ascoltare, di giocare e sulla cima addirittura fermarmi a guardare la magia di una arcobaleno o il sorriso di qualunque bambino, poi veloci discese in cui non c’è tempo tutto di corsa, tutto di fretta, per accorgersi appena arriva un’altra salita che un figlio non era stato ascoltato, all’amica si era detto si si appena posso e si era invece mancate, promesse dimenticate nella frenetica corsa a fare … a fare cosa? A non vivere!
Io sono stata fortunata, mi sono goduta abbastanza i miei figli, non ero costretta a lavorare; ok! Vacanze poche, ma, vuoi mettere, essere quasi sempre presente per i figli? Se tornassi indietro vorrei solo cambiare alcuni errori fatti ma a parte questi il resto tutto uguale con solo un pizzico di consapevolezza in più! …. Mi è venuta in mente una storia che mi hanno mandato tempo fa.
Io la metto qui, potrebbe dare uno spunto per altre cose è stata presa da un giornale di Psicologia, sono solo due esempi diversi di conversazione tra una coppia:
Lei (riposata) ciao amore come va?
Lui (stanco) Finalmente il Weekend. Sono sfinito. E in più domani ho una partita di tennis
Versione classica della conversazione:
Lei (pronta a discutere) Ancora? Ma adesso giochi tutti i Weekend!
Lui (un pò sulla difensiva) Senti ho preso questo impegno, non annullo di certo
Decodifica: Lei fa subito un rimprovero. Lui si mette sulla difensiva
Lei (disillusa) Ecco, ci si isola un’altra volta! Tu vuoi andare a letto presto, mentre io ho voglia di uscire…
Lui (contrariato) Ma sei tu che mi hai spinto! Volevi che facessi dello sport, o sbaglio?
Decodifica: Lei fa una profezia negativa, usando la sua energia “contro l’altro” e non “per se stessa” sotto forma di accusa. E lui si giustifica.
Lei (si arrabbia) Si, ma tu esageri. Si resta a casa tutti i fine settimana!
Lui (teso) Guarda, quando ti sento lamentarti, ho solo una voglia… quella di andare a fare una bella dormita!.
Decodifica: Lei ha creato la situazione che temeva: lui ha solo un’idea, andare a dormire.
Versione Non violenta della comunicazione:
Lei (accogliente) Sei stanco? Hai bisogno di essere in forma domani, immagino….
Lui (contento di ricevere attenzione e considerazione) Si giochiamo in doppio e voglio essere all’altezza. E tu, cosa mi dici di nuovo?
Decodifica Lei accoglie i sentimenti e i bisogni dell’altro. Subito lui è aperto.
Lei (non proprio gioiosa) Ho un sacco di problemi al lavoro. Il capo ci mette sotto pressione… Ho bisogno di svagarmi, se uscissimo?
Lui (esitante) Mi alzo presto domani e ho bisogno di riposare, mi sento però dispiaciuto perché vorrei condividere dei momenti assieme.
Decodifica lei utilizza la sua energia “per se stessa” e non “contro l’altro”, esprimendo i suoi bisogni e facendo una richiesta. Lui prende in considerazione sia i bisogni della sua compagna sia i suoi.
Lei (entusiasta) Oh si! Hai visto che tempo? Andiamo, facciamo due passi, così io prendo una boccata d’aria e tu ti prepari per domani. Ti va?
Lui (l’aria già più gioviale) E’ una buona idea! Andiamo così non facciamo troppo tardi.
Decodifica: Lei tiene presente i suoi bisogni prendendo in considerazione quelli dell’altro.
Risultato: Entrambi hanno creato una qualità di contatto che porta ad una soluzione condivisa.
Se pensi che questo commento sia troppo lungo o che non abbia attinenza con l’articolo puoi cancellarlo o copiare la “storia” per un altro articolo. Ciao e buona vita piena di serenità.
E’ interessante fare una veloce ricerca Internet, ci sono diversi libri dal titolo: ELOGIO DELLA
LENTEZZA e un simpatico sito http://www.vivereconlentezza.it che credo frequentero’. A casa
mia vanno tutti super-veloci, mi hanno sempre criticato per le mie scelte di fare tutto con
calma, ma io, non mollo!
Tanti Auguri pure a Voi, basta non cedere.
Ciao, io credo che il problema di fondo sia il non voler ascoltare gli altri..siamo troppo presi da noi stessi che dimentichiamo quanto gli altri hanno realmente da dirci. Una completa mancanza di amore verso il prossimo e una esaltazione estremista dell’ego. Grazie di cuore a te Rebecca!!
Il discorso è molto complesso Umberto.
La società ci chiede delle cose che a mio modo di vedere sono orrende. Ci chiede di essere veloci ed omologati.
Ci chiede di apparire simili a robot, chi chiede di non pensare ed agire.
Pensi che questi comportamenti siano quelli che possano procurarci la felicità?
Un salutone
Direi assolutamente SI Luigi!
Da parte mia ti posso dire che sono un grande estimatore della lentezza, delle cose fatte bene e dello slow food…..
se rallentassi ancora un pò starei fermo eheh.
Comunque hai ragione, vediamo tanto ma osserviamo poco e questo andrebbe cambiato.
Il problema è che adesso la società va a mille, i tempi cambiano velocemente e a volte bisogna necessariamente stare al passo secondo me.
Alcuni dei lavori che ho fatto e che sto facendo richiedono sempre una certa sveltezza di esecuzione, quasi come se la qualità del risultato non contasse….in sostanza ti inculcano nel cervello che PRIMA è meglio di BENE.
Non è di certo una filosofia di vita che condivido, ma le richieste oggi giorno sono spesso orientate verso questo tipo di stile di vita.
La pensi anche tu come me?
Hai qualche soluzione per affrontare questo problema?
Saluti
Ciao Umberto apprezzo il tuo punto di vista rispettabilissimo.
Voglio chiederti:
e se noi cominciassimo a rallentare? e se cominciassimo a vivere più consapevolmente quello che ci accade durante la giornata osservando meglio?
Credi che questo possa aggiungere valore alle nostre esistenze?
Un saluto
Secondo me il “problema”, se così si può definire, di questo interessante esperimento è molto più semplice di quanto si possa pensare. In una metropolitana la gente viene e va, cammina freneticamente per raggiungere una meta, che sia il posto di lavoro piuttosto che l’appuntamento con un amico. Non pensa ad altre cose e di conseguenza non ci fa caso, oppure le ignora, semplicemente perchè la loro mente è orientata altrove. In un concerto invece accade l’esatto contrario; la gente paga il biglietto solo ed esclusivamente per assistere a quell’evento e quindi la loro attenzione è riferita ad esso. Sanno esattamente chi stanno ascoltando e la motivazione che li ha spinti ad andare in quel determinato teatro. A mio parere rimane un esperimento molto interessante ma che lascia un pò il tempo che trova; è del tutto normale che un grandissimo violinista internazionale riscuote più successo in un grande palcoscenico dove la gente va apposta per lui, piuttosto che in una metropolitana dove la gente pensa ad altro. Poi c’è anche da considerare la nicchia particolare; un violista, anche se grandissimo e internazionale, sarà sempre meno noto alla grande massa rispetto ad esempio a un grande sportivo oppure a un presentatore televisivo, per non parlare delle star del cinema.
Io credo che molta gente guarda l’apparenza; non si sofferma a valutare …
@mario probabilmente la tua è una delle possibili spiegazioni. nei piccoli centri si vive a ritmi diversi.
@Franco si i ritmi lenti aiutano a comprenderci.
Condivido il tuo punto di vista. La magia consiste nel rallentare dentro e fuori. essere presenti sempre quando si è in grado di farlo e un attimo diventa la Vita. franco
ciao,
penso che dovremmo sempre asservare non solo guardare.
capisco però che in una grande città limitarsi al gurdare possa diventare una sorta di difesa dai troppi richiami.
io abito in un piccolo paese e sono sicuro che se il musicista avesse suonato lì anche i non appassionati sarebbero andati ad ascoltarlo