IL CUORE DELLE RELAZIONI FUNZIONANTI PARTE II
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Entriamo nel cuore del Rapport e vediamo al rallentatore le singole fasi.
1. Calibrare il nostro interlocutore significa osservare con grande attenzione il suo mondo, i suoi segnali verbali e non verbali, le sue mappe, i filtri, fino ad andare a fondo nei suoi valori. Calibrare attentamente indica un fase di estrema precisione in cui prendiamo le misure, non si tratta di una fase fredda e distaccata anzi estremamente empatica. Significa entrare in punta di piedi, con estremo rispetto ed attenzione in un territorio che non conosciamo.
2. Rispecchiare consiste nel riprodurre quello che avviene in incontri funzionanti a livello naturale. Le persone che stanno insieme da tanto tempo riproducono gli stessi movimenti corporei come si specchiassero. E non solo i movimenti anche il respiro, il paraverbale. Tutto ciò procura nel nostro interlocutore un senso di piacere poiché si sente completamente a suo agio trovando una somiglianza.
3. Ricalcare una persona vuol dire stare al passo con la sua esperienza. Rispecchiando i suoi atteggiamenti ed i suoi stati d’animo noi ricalchiamo le tracce che l’individuo inevitabilmente lascia (comunicando) lungo il tragitto nella sua rappresentazione territoriale interiore dell’esperienza in corso. Stare al passo della sua esperienza implica non solo consentirgli di provare empatia nei nostri confronti, ma offre anche a chi ricalca di potersi porre nei panni dell’altro e di vedere le cose secondo la sua angolatura. Ricalcare è un passo in più rispetto alle esperienze precedenti, significa poter creare una sintonia così forte da poter sentire quello che sente l’altro in modo tale da alzare il livello di comprensione
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4. Unire questi passaggi in maniera graduale, con stile, naturalmente. Non è un processo meccanico, è un atteggiamento. Il collante del rapport è un grande amore per gli altri esseri viventi, una grande curiosità per gli accadimenti che li riguardano, per i loro sentimenti.
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5. Saranno utili convinzioni come queste: “ciascuno arricchisce la mia esperienza”; “amare gli altri ed aprirmi agli altri permette loro di fare altrettanto”, ragioniamo in termini di comportamenti e non di etichette.
SPERIMENTATE, APPLICATE E FATEMI SAPERE I RISULTATI.
Luigi Miano
http://luigimiano.wordpress.com/
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grazie Liliana…
ho una sola remora-io sono stata sempre aperta a tutti, simpatici, antipatici etc provando a superare il naturale fastidio ingenerato da alcuni. Però alla fine l’istinto non sbaglia: sono numerose le volte in cui lo slancio iniziale verso persone “no”, atto a superare l’iniziale fastidio, si concretizza infine in qualche bella fregatura da parte delle persone identificate inspigabilmente come negative in fase iniziale, ma ugualmente accolte.
PS- anche io sono “fuori dalla partita”…
Non posso aggiungere nulla hai fatto un post nel post. Complimenti. Chi è Ti?????
Un bacione
L.
Assolutamente d’accordo con te, Luigi : sforzarci di trovare il punto di comunicazione, proprio con chi, d’istinto, eviteremmo,
è l’esercizio più formativo, il più utile ed anche….Il più gratificante !
Detta così, può sembrare una “frase fatta”, un modo come un altro per promuovere un metodo….Ma invece, non è affatto così :cara “Ti”, io sono “fuori dalla partita”,scrivo in totale Libertà, solo perchè
il lavoro e l’ idea di Luigi e di Rebecca
mi piacciono molto : leggendoli con una certa frequenza, mi rendo conto che stanno cercando di veicolare un modo molto bello di “stare al mondo”, cioè vivere con consapevolezza, assumendosi la responsabilità di ogni momento del nostro percorso..
Cara “Ti”, se andrai verso “l’altro”, antipatico o simpatico che sia, con la stessa modalità, con la stessa convinzione….Vedrai che sorprese, e che meravigliose scoperte !
Spesso, in chi proprio non ci piace, vediamo la parte di noi stessi che non vogliamo accettare, la “Zona d’ombra”, la “Parte oscura “…OsservarLa nell’altro, poterene parlare, poterla, in definitiva elaborare….Questo sì porta a bellissime sorprese, ed ad una reale armonizzazione con noi stessi e con gli altri…
Chi scrive parla per esperienza diretta : all’ inizio non è semplice, dobbiamo educarci a gestire i nostri rapporti ( mentali/
di lavoro/ di progettualità, con una sincera applicazione, con intento costruttivo, al di là di ogni-ammorbante- pre-giudizio…
Ma poi, riuscire a sciogliere un nodo che sembrava “insormontabile” , ed alla fine, scoprire che questa- in realtà piccola fatica- ha trasformato la vita dell’altro …ed anche la tua !!
Che un precedente felice, a cui ricorrere ancora una volta, e ancora una volta…
Cara “Ti”,fai tuo questo sistema, e consolidalo, con tutto il cuore…..Vedrai quanto sarà bello, dopo, e come sarà facile che tu ti domandi ” Ma perche’ non l’ho fatto prima ?”
Essere felici, dipende solo da noi !
Gli auguri più belli
Liliana
Ti: l’esercizio con persone con cui abbiamo delle difficoltà è più difficile ma estremamente utile.
Sono proprio queste le persone che dobbiamo andare a cercare più di tutte. E’ più difficile all’inizio ma estremamente più utile per la nostra crescita!
Un salutone
p.s. prova e fammi sapere
questo è molto bello…ma come applicarlo con persone ripetutamente arroganti e presuntuose?