IL DRAGO ED IL COCOMERO
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
C’è una storia molto bella che ho letto a proposito del Rapport e del riuscire a creare sintonia con gli altri.
C’era una volta un villaggio che viveva prevalentemente di agricoltura, attingendo le proprie risorse da un grande campo coltivato.
Putroppo erano parecchi mesi che gli abitanti del villaggio non potevano mettere piede nel campo, essendo convinti di aver visto un enorme drago al suo interno.
Erano allo stremo.
Un giorno arrivò un forestiero,audace e coraggioso, che promise agli abitanti che avrebbe sconfitto il drago permettendo agli abitanti di poter ricominciare a nutrirsi dei prodotti della loro terra.
Il forestiero giunto al terreno si rese conto che in realtà il drago non era altro che un enorme cocomero.
Tornato al villaggio riferì agli abitanti che potevano stare tranquilli perché il drago non era mai esistito.
Gli abitanti non la presero molto bene e lo fecero a pezzi.
Dopo qualche tempo giunse un secondo viandante ancora più audace, che promise di essere il salvatore del villaggio. Egli agì nello stesso modo del primo riferendo per filo e per segno quello che aveva visto.
Gli abitanti non la presero bene e lo fecero a pezzi.
Dopo qualche altro giorno arrivò un terzo viandante, il quale non fece promesse, volle semplicemente verificare. Si rese conto dell’equivoco.
Tornato dagli abitanti si comportò in maniera differente dagli altri, riferì di aver sconfitto definitivamente il drago.
Egli rimase per qualche tempo in quel villaggio e dopo aver stabilito con loro un rapporto di fratellanza spiegò come erano andate le cose realmente. Questa volta gli abitanti la presero bene ed accettarono la sua versione dei fatti!
Quante volte gli altri ci raccontano di temere il drago e noi gli raccontiamo che il drago non esiste?
Quante volte siamo presi dalla frenesia di riportare le nostre versioni dei fatti, la nostra visione della realtà disinteressandoci dell’altro e del suo mondo?
Rispettiamo la visione del mondo altrui, entriamo nella loro realtà ed aspettiamo a portare il nostro mondo nel loro..
CONSIDERIAMO LA RAPPRESENTAZIONE DELLA REALTA’ ALTRUI E PARTIAMO DA QUELLA PER COMUNICARE.
Con il cuore
Luigi Miano





alla base di ogni discussione “che non porta a nulla” c’è proprio questo… il voler aver ragione a tutti i costi, il rifiutarsi di entrare nel mondo dell’altro. Ma in questo modo difficilmente lo farà l’altra parte, e ognuno starà nella sua posizione, barricato nella sua fortezza di IO-HO-RAGIONE-E-BASTA.
Bellissima questa storia.
Le cose stanno effettivamente cosi’!
@Anto non ci sono stolti…ciascuno fa del suo meglio. Il saggio fa un passo in più verso l’altro.
@Lucia guardala dalla parte opposta la verità degli altri com’è?
Un saluto a tutte e due
Luigi
HAI PIENAMENTE RAGIONE!!!
CERTE VOLTE HO L’IMPRESSIONE CHE LA GENTE PRENDA X FAVOLE QUELLO CHE RACCONTO MENTRE INVECE E’ LA PURA E SACRO SANTA VERITA’!!!
Questa storiella è proprio illuminante. Quante volte ho cercato di convincere gli altri riguardo a qualcosa e ho avvertito resistenza! A volte, per amore di evidenza e verità, facciamo errori di valutazione e alla fine risultiamo poco intelligenti. E gli altri ci fanno, appunto, a pezzi. La domanda è: chi sono gli stolti?
ciao
Antonella