L’arte della Maldicenza
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Ormai è diffusa, infiltrata in tutti gli ambienti l’arte (è un eufemismo) della “maldicenza” ossia del dire male degli altri. E non che il pettegolezzo sia molto più benefico.
In ufficio vado nell’altra stanza per scambiare due chiacchiere e mi trovo coinvolto, mio malgrado, nel mal dire nei confronti di Tizio che ha lasciato moglie e figli ed è scappato alle Maldive.
Mi vedo al parco con i genitori dei bambini della classe di mia figlia e vai con il pettegolezzo sul padre di Caio che è stato cacciato da casa. Non ne parliamo quando vado l’estate nel paesino dei suoceri, è lo sport ufficiale della cittadinanza. Esistono, oggi, interi telegiornali costruiti sul pettegolezzo, che intendiamoci non è mai positivo.
Sicuramente il modello televisivo-mediatico che ci arriva quotidianamente non aiuta.
Da cosa nasce l’esigenza di mal dire?
Probabilmente c’è un misto di fattori, dal senso di compensazione, all’invidia , al piacere della commiserazione etc..
Io credo che essa aiuti a coprire dei vuoti nella propria vita, nel lavoro o semplicemente nella vita quotidiana.
Questo tipo di comunicazione ha una finalità? E quali benefici apporta?
Probabilmente per chi la pratica può avere inizialmente un effetto “apparentemente” benefico-sedativo. A mio parere lascia sempre un senso di frustrazione, di insoddisfazione. Non è mai una buona azione.
Visto che siamo molto restii a fare complimenti, a parlare bene, esercitiamoci.
Provate a sentire la differenza emozionale di quando si parla bene, si fanno approvazioni e complimenti, a me viene la pelle d’oca.
PRODUCIAMO EMOZIONI POSITIVE IN NOI E NEGLI ALTRI.
Per finire un paio di detti:
“Non lamentatevi della neve del vicino se non la avete ancora spalata dal vostro uscio”
Confucio
L’epitaffio di Andrew Carnagie memorabile per umiltà:
“qui giace un uomo che seppe circondarsi di uomini più bravi di lui”
Sei interessato a comprendere realmente l’interlocutore e farti capire? Vuoi sviluppare l’interesse degli altri nei tuoi confronti? Hai il desiderio di migliorare la tua vita di relazioni? Vuoi essere più sicuro di te stesso e carismatico?
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Purtroppo devo dire che esporre opinioni non positive sulle persone, talvolta è un vizio, proprio come quello del fumo! Difficile da togliere! A me personalmente fa sentire in colpa “dopo”, e anche un pò meschina! Vorrei proprio liberarmene!
Ciao Rosy,
per trasformare la tua volontà in reale impegno bisogna che rifletta su quali siano le conseguenze di questo “vizio”.
Tu usi il condizionale, ancora non c’è la decisione di cambiare.
Un abraccio
Luigi
Mi chiedo, spesso, senza ottenere risposta se le persone che fanno del male gratuitamente, per il semplice gusto di farlo qualcuno gli ha letto la favola di Biancaneve.
Ciao Luigi, ti ringrazio per il tuo prezioso post che arriva da molto lontano…! e sopratutto mi ha dato spunto per un’autoanalisi che espongo volentieri.
La tua pubblicazione rappresenta, purtroppo, una verità invasiva che al solo pensarci, lascia un po
di sapore amaro in bocca….almeno a chi ha una coscienza sana!
In effetti, nella nostra cultura delle abitudini, rientra questa sfera, chi più chi meno, che intorbidisce e, non poco, il modo in cui da buone persone siamo un po inclini a questo mondo del pettegolezzo, fino ad arrivare al lato estremo,quello della calunnia.
Un po per abitudine, visto che spesso non si è in grado di trovare elementi di dialogo più accattivanti ed utili
ed allo stesso tempo un po per invidia, disprezzo, paura di essere superati dagli altri, che mettiamo in campo
queste armi di distruzione di massa.
Si, proprio distruzione di massa….le critiche altrui, i giudizi talvolta insensati, l’attribuzione di etichette negative ed una infinità di possibili archibugi, sono deleteri e creano danni incalcolabili, riflettono sulle altre persone, sopratutto a loro insaputa.
In primis sono le nostre personali frustrazioni che timbrano, con un inchiostro simpatico, chi riceve le maldicenze e talvolta è VISIBILE e talvolta INVISIBILE a seconda
dell’osservatore.
Eeee….SI! Visibile e invisibile…è una magica metafora.
Dietro a questa metafora c’è sempre la mente di una persona ignorante e una persona saggia. Alla prima, sarà visibile perché dedica il suo tempo al pettegolezzo;
alla seconda, sarà invisibile perché ha altro da fare di più utile e dilettevole;
tutta qui la questione:
ogni uno di noi è libero di migliorarsi e migliorare il mondo intorno a sé
oppure di continuare a vedere gli altri migliorare, occupando il suo tempo in ciance e deleterie maldicenze che oltretutto, presto gli rimbalzeranno addosso che come un bumerang ritorna sempre al punto di partenza.
Ma attenzione, colpevolizzare l’ignorante è a dir poco un grande reato nei confronti dell’umanità ed anche un controsenso, occorre semplicemente aiutarlo a capire, è un dovere di chiunque!
Provo a scendere un po più nel profondo…
Ogni uno è artefice del proprio destino!
Ogni uno è libero di scegliere la propria sorte!
L’ignoranza, purtroppo è uno dei mali del mondo ma dovrebbe anche essere
uno sperone per lanciarci a cavallo lungo le distese della conoscenza.
Tutto è un dosso e allo stesso tempo paradosso, perché?
a) il saggio è condannato per tutta la vita, o almeno fino a quando ne ha le forze, ad essere sempre alla ricerca della verità e questa è che crediate o no è anche fatica.
b) lo stolto, poverino, si accontenta di quello che la vita gli ha offerto e utilizza la sua naturale situazione, accontentandosi del poco perché non conosce e non vede oltre il suo naso, quindi ignora totalmente che esiste un modo migliore per vivere.
Il dosso è, che il saggio deve mettere in campo valore aggiunto e quindi energia, ma si è sempre saputo che la fatica premia in tutti i sensi e quindi egli vede e vive una vita all’insegna del buon gusto e della serenità interiore, quindi appagante.
Il paradosso è che l’ignorante vede il mondo da una sola angolazione, la sua, quella dei 6 centimetri da un suo occhio all’altro ed in questo modo vede solo ciò che è limite del suo prossimo, denigrandolo e talvolta invidiandolo perché è anche consapevole delle
proprie mancate capacità e spesso non fa nulla per migliorarsi.
Questi sono gli estremi!
Ora, chi vive meglio dei due?
Penso che la valutazione sia soggettiva!
Tutto è giusto e tutto è sbagliato, esiste una sola possibile prospettiva..tutto ha un inizio e tutto ha una fine.
Penso personalmente, che evolvere sia il compito di ogni individuo, la vita è una scuola è un banco di prova verso l’eternità.
Siamo liberi, questo ci è stato detto fin dall’inizio dei secoli e purtroppo la verità è che siamo schiavi di noi stessi.
La verità, talvolta ci fa un po male ma ci libera per sempre da tanti mali che ci rendono schiavi.
La conoscenza è di per se stessa la STRADA VERSO LA LIBERTA’.
Ho detto solo la strada, perché la libertà è il verso, la direzione, la retta da seguire!
Mi fermo!
Esistono tanti e tanti modi modi di vivere, ogni uno ha il potere di decidere consapevolmente oppure inconsapevolmente, di decidere quali risultati vuole ottenere, purché sempre rispetti le regole della civile convivenza e accordo con l’umanità. Comunque si va solo avanti in un modo o nell’altro solo avanti!
Non c’è uscita!
Cosa è giusto e cosa è sbagliato?
Ecco che già per la risposta occorre un GIUDIZIO, mi sento poco idoneo per dare una risposta esauriente e certa.
Di Giudice ci hanno detto che ne esiste UNO SOLO.
Personalmente penso e questa è solo una mia opinione, che più che giudice sia un Signore!
Non un possessore, non un padrone ma un Principe Sovrano che ama e serve le sue Creature istante per istante affinché crescano e maturino per i tempi che verrano!
I tempi sono sempre a discrezione di ogniuno di noi!
Cio che semino raccolgo!
Ancora grazie per la libertà di espressione sul Vostro QUASIFACILE!
Luigi il tuo articolo e quantomeno significativo e stuzzicante!
Rebecca sai sempre essere in prima linea al posto giusto nel momento giusto!
Con cordialità e simpatia,
ringrazio e saluto.
Angelo D.
Grazie Angelo,
che dire il tuo commento supera di gran lunga il mio post. E’ una vera e propria cavalcata sulla nostra esistenza.
Ti ringrazio per la tua saggezza.
Luigi
Penso che la “Maldicenza” ossia parlare male delle persone sia come lo sbadiglio basta che lo fa uno l’altro gli va appresso senza neanche accorgersene. Poi, però subito dopo si prova un gran senso di colpa. Non è bello parlare male delle persone, anche perchè si dice sempre non fare agli agli quello che non vuoi sia fatto a te. Anche perchè la maldicenza corre sul filo del passa parola.
Hai ragione Dany è una trappola letale all’inizio ci cadi perchè apparentemente provi sollievo e poi ti senti maledettamente in colpa.
Tengo sempre a mente un principio: “chi in quel momento sta sparlando di qualcuno appena chiusa la porta potrebbe farlo di te!”
Grazie