NOI NON SIAMO QUELLO CHE CI DICONO!
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Fin da quando siamo bambini subiamo un ETICHETTAMENTO tramite la comunicazione da parte degli altri, proprio come le merci. La nostra famiglia sin dai primissimi anni comincia a comunicarci che noi siamo timidi, estroversi, pigri se non peggio. A scuola non ne parliamo nenche, siamo i primi, gli ultimi, i peggiori, i migliori, delle pesti, dei somari. Tutti noi siamo classificati in base ad un voto! Naturalmente non possiamo sin da allora renderci conto che tutto questo sta incidendo profondamente su di noi. Quando la società (famiglia, lavoro, scuola) ci da un etichetta potrebbe addirittura condannarci ad essere quello che ci dice. Poiché le etichette incidono pesantemente sulle nostre convinzioni in merito a noi stessi. Pensate a quanto possa essere pesante subire da parte di un figlio una sfilza di “imbecille” detto dai genitori.
NOI NON SIAMO QUELLO CHE CI DICONO GLI ALTRI.
Distacchiamoci da questa logica distruttiva! Cominciamo a pensare in termini di comportamento e non di ESSERE. Noi ci comportiamo in determinate circostanze in certi modi o in altri.
Pensate a quanto possa essere percepito in maniera differente un messaggio così formulato: “Credo che in questa circostanza abbia sbagliato”, rispetto a un perentorio “sei un inetto!”. Attenzione alle frasi che usiamo!
E stiamo parlando di un sistema di comunicazione che crea pesanti danni alle persone. Anche perché quello che noi pensiamo in merito alla nostra identità è l’equivalente dell’AUTOSTIMA, di cui tanto si discorre, a volte a sproposito. L’AUTOSTIMA non è collegata ad un semplice episodio vincente o perdente. E’ qualcosa di molto più profondo, di radicato nella nostra struttura di convinzioni! E se noi genitori (faccio solo un esempio), la miniamo fin dalla nascita appiccicando etichette a sproposito, lastrichiamo il terreno della vita dei nostri figli di frustrazioni ed infelicità.
La nostra autostima comincerà ad aumentare quando ci distaccheremo dai risultati delle nostre azioni e ci ameremo per quello che siamo in quanto esseri umani.
Noi non siamo egoisti, prepotenti, ingenerosi, ci comportiamo a volte così.
UN PROPOSITO PER IL FUTURO: PENSIAMO SOLO IN TERMINI DI COMPORTAMENTO!
“Un uomo può essere distrutto ma non sconfitto”
Ernest Heminguay
Con il cuore.
Luigi Miano
http://luigimiano.wordpress.com



















Sagge parole Luigi…e quanto vere..
Purtroppo molti di noi son cresciuti in un ambiente in cui dominava l’atteggiamento che tu ben descrivi.Non si può comunque tornare indietro, come non credo sia neppure corretto e giustificato “incolpare” genitori o famiglia.Loro han dato probabilmente il meglio che potevano..Adesso spetta a noi cambiare e raccogliere dall’esperienza, anche negativa, i semi per il grande miglioramento di noi e del mondo in cui viviamo.
Un abbraccio a tutti
Roberto
Quello a cui ti riferisci e’ stato descritto anche come il “sistema di credenze” dentro di noi, che possono essere conscie o inconscie.
Vi suggerisco q
scusate..
vi suggerisco questo bellissimo libro: