PUBLIC SPEAKING PARTE III
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
Come vi avevo promesso affronteremo la parte più delicata della preparazione all’evento: il training psicologico.
E’ superfluo scrivere, ma lo scrivo, che arrivare ultra preparati all’evento è uno strumento di controllo dell’ansia ma non basta. E’ indispensabile avere anche sotto controllo i materiali anche elettronici a disposizione.
E’ molto importante poter fare un sopralluogo della sala che servirà oltre che da un punto di vista organizzativo a dare forma alle nostre rappresentazioni mentali.
Si le rappresentazioni mentali sono la forma più efficace di preparazione all’evento e più riusciamo ad essere precisi nella ricostruzione mentale e più questo avrà efficacia.
Naturalmente questo processo diventerà ancora più efficace quando saremo in grado, attraverso l’allenamento quotidiano, di automatizzare l’uso di immagini produttive.
Riflettiamo su questo: cosa accade quando abbiamo una performance imminente davanti ad una platea? Cosa sentiamo, cosa vediamo, cosa ascoltiamo? Facciamo mente locale su quelle che sono le nostre rappresentazioni. Probabilmente non sono belle sensazioni. Una buona notizia possiamo fare un gran lavoro sulle submodalità di queste rappresentazioni ossia sulle loro qualità visive, udite e cinestesiche.
Per esperienza personale so che quando ci esponiamo in pubblico la pressione sanguigna sale, ci si sente il cuore in gola, e poi si ha una sensazione sgradevole in un punto del corpo (nel mio caso allo stomaco). Focalizziamoci su questa sensazione e se riusciamo a comprendere da che parte gira facciamola girare in senso inverso. Altrimenti spostiamola su un altro punto del corpo e vedremo allentare la tensione. Se costruiamo una immagine negativa lavoriamo sulle caratteristiche di questa immagine, rimpiccioliamola, trasformiamola in bianco e nero, allontaniamola da noi, abbassiamo il volume dei suoni che ci creano problemi etc..
Cominciamo a prendere l’abitudine di vivere un evento attraverso la visualizzazione positiva prima che si realizzi. Esercitiamoci a vivere ogni minimo dettaglio dell’evento, ciò che proviamo, quello che diciamo, come lo diciamo, come reagisce il nostro uditorio. E’ solo questione di esercizio tutti possono farlo! Vi accorgerete con il tempo che diventerà una vostra abitudine e sarà un’abitudine straordinariamente utile. Quando andrete a vivere quell’evento vedrete che si realizzerà esattamente come lo avete immaginato. E’ il potere della programmazione dell’inconscio.
Provate e fatemi sapere.
Sei interessato a comprendere realmente l’interlocutore e farti capire? Vuoi sviluppare l’interesse degli altri nei tuoi confronti? Hai il desiderio di migliorare la tua vita di relazioni? Vuoi essere più sicuro di te stesso e carismatico?
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“COMUNICA BENE: SULLA VIA DI UNA TRASFORMAZIONE INTERIORE”
INFO:
http://liberamare.blogspot.com/2009/08/seminario-comunica-bene-roma.html
Oppure invia una mail di richiesta informazioni all’e-mail: luigi_miano@libero.it.
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Con il cuore
Luigi Miano
http://luigimiano.wordpress.com





Caro Luigi, concordo pienamente : il “controllo” di noi stessi passa attraverso la certezza di essere preparati, anche attraverso la dimestichezza con gli strumenti che ci serviranno : computer, proiettore ,schermo, microfono…luci..
“Simulare” la nostra esposizione, prepararci a reazioni( queste piuttosto che quelle..)certamente contribuisce ad alleviare l’inevitabile ansia ed a pre-disporci efficacemente per una “performance” quanto più qualitativa
Rimane però il fatto, che “quello che passa” – a meno di essere grandissimi attori- è la nostra verità, al di là di ogni “gestione” della propria mimica e della propria capacità dialettica…
Io credo che, per rivolgersi ad un pubblico, occorra interrogarsi costantemente e sulla motivazione, e sui contenuti, ma soprattutto, accettando la nostra “imperfezione”,sforzarsi, avere a cuore che a chi ci ascolta – sia esso un singolo o una sala piena,arrivi qualcosa in cui crediamo davvero : allora, la nostra “passione” espositiva sarà garanzia di una comunicazione
efficace ed empatica..
Grazie Michela sei veramente generosa!!!!!
Grazie per questa scrittura. La trovo Meravigliosa e condivido.
Grazie Angelo del tuo “competente” commento.
Sono completamente d’accordo con te, ho concentrato i miei studi ed i miei seminari sulla comunicazione perchè mi rendo conto di quale impatto positivo abbia sulla propria esistenza.
Chi domina la comunicazione è padrone delle relazioni e questo porta al ed alla felicità.
Grazie e tante buone cose.
Luigi
Carssimo Luigi,
vedo, da quello che sceivi che tecnicamente sei molto preparato e senza dubbio suppongo che anche la tua personalità è molto ben fornita di strumenti ben allenati e la tua “Persona”, te stesso hai qualità evalori indubbiamente all’altezza del mondo, in particolare del mondo della comunicazione e…dimmi poco! La padronanza della comunicazione, in tutti i suoi aspetti è, oggi più che mai, il mezzo per eccellenza per una vita all’insegna del successo personale e per condurre una vità completa. Personalmente, la comunicazione è il principale argomento, fondamentale, su cui ho puntato per anni ed anni, al fine di potermi far capire dagli altri nel miglior modo possibile e, quindi esprimere i miei concetti, rispettando e facendomi rispettare. Questo è un cammino lungo e tortuoso, la comunicazione è tutto ciò che come strumento abbiamo a disposizione per, in primo luogo comunicare con noi stessi e dopo con gli altri. I pensieri vagano alla velocità della luce, i concetti appresi, talvolta, volendoli condividere con altri simili, è necessaria in primo luogo una buona padronanza di se stessi. Come Tu dici, allenamento..allenamento..allenamento! Ti faccio i miei migliori auguri per tutto cio che più ti aggrada.
Cordiali saluti, Luigi.
Angelo Durante