BAMBINI MAESTRI DI PUBLIC SPEAKING
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
(ovvero l’arte di parlare in pubblico)
In primo luogo desidero ringraziare sinceramente Rebecca che mi sta offrendo la possibilità di essere ospitato sul suo splendido sito. Grazie con il cuore e mi auguro di poterti ripagare.
Veniamo a noi: qualche giorno fa mi trovavo ad assistere ad una delle recite scolastiche che vengono programmate nelle scuole in questo periodo. Tra i giovani protagonisti c’era mio nipote. Sono un osservatore affascinato, incantato, dei bambini perché a mio parere hanno tanto da insegnarci, vista la loro spontaneità nel fare qualsiasi cosa. In particolare hanno molto da insegnarci nel campo della comunicazione efficace, sono dei veri maestri.
I bambini, in questo particolare caso, si esibivano davanti ad una platea di più di 80 persone! Per chi ha avuto esperienze di comunicazione in pubblico o teatrali sa quali possano essere le difficoltà emotive di fronte ad una platea così numerosa. Ci sono tanti adulti terrorizzati da una platea, bloccati emotivamente al punto di non spiccicare una parola o peggio di arrivare sino a veri e propri attacchi di panico. Ed allora potremmo pensare se sono terrorizzati gli adulti figuriamoci i bambini. I BAMBINI ERANO TERRORIZZATI IN QUESTA OCCASIONE?
Le cose non stavano esattamente così. La gran parte dei bambini erano sereni, non tremavano davanti la platea, anzi direi che erano motivati ad esibirsi. C’erano pochissimi casi di forte emozione ma in quei casi posso dire che probabilmente erano stati caricati di aspettative (ingiustamente) da parte degli adulti. I bambini ci incantano anche come oratori poiché non si creano aspettative o false rappresentazioni dell’evento, sono liberi mentalmente.
E gli adulti perché sono così bloccati tanto DA FARE DIVENTARE LA PAURA DI ESIBIRSI LA PEGGIORE DOPO LA MORTE?
ASPETTATIVE ESAGERATE E MOLTE VOLTE NEGATIVE, RAPPRESENTAZIONI DELL’EVENTO ANSIOGENE.
Noi crediamo di non poterci permettere di sbagliare, che il nostro futuro possa dipendere da un discorso o da un’ esibizione. Che gli altri non ci perdoneranno nulla, che saranno osservatori spietati delle nostre performance. Tutto questo crea ansia, insicurezza, sensazioni spiacevoli.
SI PUO’ EVITARE DI INCORRERE IN QUESTE SPIACEVOLI CONSEGUENZE?
La risposta è si e ne scriverò ancora su QuasiFacile.com.
A presto.
Luigi Miano





Parole scacrosante abiola. W i bambini nostri maestri di vita!
Concordo pienamente con il tuo pensiero, ho due nipotini ho sempre assistito alle loro recite…spesso ho preso anche permessi al lavoro…pur di essere presente, loro ci tengono moltissimo!!!
E…spessissimo il mio pensiero si è soffermato…la loro grande naturalezza e spontaneità dell’essere liberi!!! supera i limiti dell’ignoranza schematica creata dall’uomo!!!
Adoro i bambini….riesco ad istaurare empatia, a comunicare con loro solo con l’anima…non occorrono parole!!!
Difendiamo la spontaneità e la grande naturalezza dei nostri piccoli….I bambini sono i Veri MAESTRI della VITA!!!
Buona giornata a Tutti!!!
osservando i miei 2 piccolissimi e splendidi nipotini il mio più insistente desiderio è di riuscire a preservare la loro spontaneità, questo diventa anche speranza nonostante le difficoltà che noi stessi creiamo mostrando a queste splendide e pure creature tutti i limiti e le riserve mentali che appartengono alla nostra società.Tornare bambini, guardare ciò che è semplicemente per ciò che è, questa è la vera comunicazione questa è la magia del cuore che ci permette di essere noi stessi sempre, sia quando siamo da soli nella nostra intimità che quando siamo su un palcoscenico con i riflettori puntati.Marina
Prego marco. Si certamente sul public speaking scriverò molto. E scriverò anche molto su tutte le componenti della comunicazione che possono permetterci di effettuare delle performance in pubblico di successo.
per qualsiasi quesito o curiosità sono a vostra disposizione
Un saluto
So esattamente di cosa si tratta .
Ho studiato per alcuni anni fisarmonica un pò perchè sono sempre stato portato per la musica e un pò perchè spinto da mio padre .
Ricorderò sempre quella volta al saggio di fronte a un centinaio di persone ,le mie mani si sono paralizzate ,e pensare che il pezzo lo facevo a occhi chiusi ( il carnevale di venezia ).Non sono riuscito ad andare avanti. Subito dopo ho smesso di suonare ,ma mi sono rifatto più avanti con la chitarra . E’ una paura che ho vinto da solo ma solo in parte .
Sono curioso di leggere il seguito .
Grazie !
certamente Barbara non mancherà il seguito..a presto Luigi
Ciao
gran bell’articolo … aspetto il seguito…
Barbara Massini