Come Ribaltare lo Stato d’Animo

A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione

Richard Bandler,uno dei due (l’altro è Grinder) geniali fondatori-creatori della Programmazione Neuro Linguistica, spiega in maniera provocatoria che per entrare in uno stato depressivo ci vuole grande impegno (in “PNL è libertà” NLP Edizioni). Ora vedremo perché ha perfettamente ragione anche se può sembrare assurdo.

COSA E’ UNO STATO?

E’ la situazione psicologica ed emotiva in cui ci troviamo in un dato momento.

Vi invito a visualizzare quando voi stessi (o qualcun altro) siete angosciati, depressi, qual è la vostra fisiologia (atteggiamento fisico). Se prestiamo attenzione, le nostre spalle sono cadenti, siamo ricurvi su noi stessi, lo sguardo è basso e spento, le braccia ciondolanti, abbiamo una grande pesantezza nelle gambe. E la respirazione fiacca, sottile, la voce esce monotona, bassa.

Proviamo a ribaltare questo stato d’animo LAVORANDO SULLA FISIOLOGIA. Cominciamo con alzare le spalle, a tirare in fuori il petto, ad essere dritti sulle nostre gambe, lo sguardo fiero e dritto di fronte a noi, testa alta ed utilizziamo il sorriso.

COMINCIA A CAMBIARE QUALCOSA? E’ POSSIBILE CHE COMINCIATE A SENTIRVI DIVERSI? E’ PIU’ COMPLICATO SENTIRSI DEPRESSI ORA VERO?

Lavoriamo sulla respirazione aumentiamone il ritmo, l’intensità, la forza ci renderemo conto che cambia la nostra voce diventando più squillante e più chiara.

COME VI SENTITE? PROVATE UN CAMBIAMENTO IN VOI?

Noi abbiamo sempre erroneamente pensato che poiché una persona è depressa, in ansia o è in uno stato d’animo negativo abbia conseguentemente determinate fisiologie o modalità respiratorie.

LA RIVOLUZIONE DELLA PNL E’CHE SOSTIENE CHE SIANO PROPRIO QUESTI DUE FATTORI ( e non solo) AD INCIDERE SUL NOSTRO STATO D’ANIMO.

Questo significa acquisire il controllo delle proprie emozioni, del proprio stato psicologico.

“IL NOSTRO CERVELLO RICEVE L’INPUT DALLA NOSTRA FISIOLOGIA E RESPIRAZIONE.”

Esercitatevi e fatemi sapere.

Con il prossimo post analizzerò quanto abbia a che fare con il nostro stato anche il DIALOGO INTERNO.

A presto

Luigi Miano
http://luigimiano.wordpress.com/

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Per Saperne di più:

LA CIVILTA’ DELL’EMPATIA

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22 Commenti a “Come Ribaltare lo Stato d’Animo”

  • aggiungo..per anna
    purtroppo noi abbiamo idea che la meditazione sia uno stato di assoluta immobilità in cima alle montagne dell’Himalaia.
    Meditare è essere assolutamente assorti in quello che compiamo. Svolgere una pratica con tutti noi stessi senza altre distrazioni. Quando studio, leggo, rifletto io medito. Non ho bisogno di mettermi a gambe incrociate nella posizone del loto..esiste anche la pratica della meditazione dinamica (in movimento, danzando..)

  • @Anna
    facciamo così partiamo da una sperimentazione al contrario sulla respirazione. Comincia ad essere osservatrice della tua respirazione a seconda degli stati d’animo. osì ti rnderai conto di quando sei in ansia di come la tua respirazione sia contratta e sincopta. Quando sei adrenalinica diviene molto veloce e rapida. Quando sei rilassata i respiri sono lunghi e profondi.
    Non c’è bisogno di una particolare elaborazione concettuale, serve l’osservazione. Si tratta di ribaltare un normale andamento della respirazioen quando essa va al traino degli stati d’animo. Qualsiasi pratica di rilassamento mentale, di controllo mentale, l’ipnosi inizia con un lungo e profondo respiro. Nel momento in cui abbiamo controllo del respiro cambia immediatamente il nostro stato d’animo. Basta pocchissimo è quasi istantaneo. Quindi cambiano anche l nostre raffigurazioni mentali. Noi siamo una macchina complessa in cui tutto è collegato: mente, corpo, anima. Respiro, postura, emozioni.
    Un abbraccio
    Luigi

  • Anna:

    Dimenticavo, riguardo alla meditazione ho letto che qualsiasi cosa si faccia con entusiasmo coinvolgendo corpo e mente all unisono è meditazione. Quindi ogni volta che mi ritrovo a passare ore e ore a dipingere un quadro o a creare con l argilla senza accorgermi del tempo che passa… io medito! :-) :-)
    Ciao!

  • Anna:

    Ciao Luigi,
    io non ho mai praticato yoga e cose del genere, ho cercato diavvicinarmi spesso alla meditazione, ho letto dei libri a riguardo a ma a dire il vero non capisco perchè la cosa… non mi prende! :-/ Non la sento mia e finisco per innervosirmi quando provo alcune tecniche di meditazione e scopro che non riesco a sentire le parti del corpo, la mente si ritrova a divagare in tutt altri pensieri e nel migliore dei casi, ehm…. mi addormento!!!!! :-(
    Quello della respirazione sembrerebbe un approccio piu facile ma ho bisogno di capirlo prima teoricamente, (eh si.. son fatta cosi..)nel senso che avendo trascorso tutta la vita a ritenerlo come il semplice “moto involontario che serve a tenerci in vita” mi è difficile usarlo come uno strumento di gestione degli stati emotivi. Quindi se vorrai entrare nell argomento in maniera piu approfondita sono felice di leggerti.
    Per cio che riguarda la postura invece sono pienamente daccordo, non è che sia la cattiva postura del corpo a provocare stati depressivi,( non è cosi, anche se influisce) ma è verissimo che accresce lo stato di prostrazione. Io da quando ho scoperto da sola, guardando la gente piu serena di me, che si puo migliorare l umore e la visione di se assumendo una posizione eretta e solida ne faccio uso quasi sempre. A volte ho persino timore di non essere all altezza della postura che adotto, nel senso che se devo affrontare qualcuno e sono profondamente insicura, assuno una postura eretta e decisa, ma ho paura poi di essere povera di contenuti e apparire come i classico.. pallone gonfiato..!:-/
    Comunque posso confermare che funziona.
    Ciao Luigi.

  • Grazie Antonio del tuo apprezzamento.
    Luigi

  • Praticamente evidente

    Grazie Luigi, condivido in pieno quanto affermi.

    Antonio

  • Grazie molte Liliana.
    Con gratitudine
    Luigi

  • Liliana:

    Grazie, Luigi!

    Sono molto contenta : anche tu dai un posto primario alla “respirazione ” ,
    per noi occidentali, al di fuori del moto involontario che ci tiene in vita,
    un mondo tutto da conoscere e “capire”…

    Ti leggerò con moltissimo piacere !

    Apprezzo molto il vostro lavoro, l’idea, l’impegno della realizzazione, l’impegno nel mantenimento di una qualità
    intrinseca… Ho segnalato il vostro sito ad amici, e l’ho fatto volentieri !
    Così come sempre più volentieri “apro” la vostra pagina..
    Attendo i tuoi preziosi consigli

    Liliana

  • Luigi Miano:

    Ciao Liliana sottoscrivo il tuo bellissimo intervento.
    Quanto alla respirazione scriverò senz’altro qualcosa perchè è uno degli elementi più importanti per la gestione dello stato emotivo.
    Inoltre essendo stato praticante yoga per svariati anni conosco il pranayama e le sue tecniche.
    Un affettuoso saluto
    Luigi

  • Liliana:

    Caro Luigi, magnifico argomento !

    Vorrei ringraziare , prima di tutto, Stefania, che con tanta semplicità ci ha mostrato e dimostrato quanto sia importante “osservare ” l’altro empaticamente, fuori da parametri di giudizio,spinti da un genuino desiderio di com-prensione..
    Quanti miracoli, piccoli e grandi, possono avvenire attraverso questo tipo di attenzione, motivata dall’Amore e da un sincero desiderio di aiuto !
    Il corpo ci parla, attraverso le sue forme, i suoi sbalzi di temperatura, di resistenza, attraverso i suoi irrigidimenti e le sue “cadute”, attraverso la sua magrezza ed attraverso il ristagno dei liquidi, attraverso un busto eretto o spalle incurvate…
    Osserviamo la postura, il tipo di pelle, i “colori”,
    gli atteggiamenti…il corpo ha le sue “ragioni”, come scrive Padre Antonio Gentili nel suo omonimo, bellissimo libro, ma ha anche un suo linguaggio,è anzi un linguaggio, frutto di spinte conscie ed inconscie..
    Ecco perchè osservando, e soprattutto osservando con attenzione amorevole,possiamo fare molte, inaspettate scoperte !
    A partire da noi stessi, naturalmente : prendiamoci il coraggio ed il Tempo di osservare e di ascoltare il nostro corpo ( e le sue “ragioni” )
    Per qualcuno il corpo è una gabbia, una catena che tiene meschinamente a terra il nostro spirito ;
    per altri il corpo,non preoccupandosi affatto di alcuna parte “spirituale” è una straordinaria fonte di piaceri a largo spettro-, purtroppo con un termine…
    A me piace pensare, invece, che il corpo sia il veicolo per questo nostro viaggio,
    duttile, obbediente, straordinario veicolo,
    fatto a nostra immagine e somiglianza , specchio del nostro stato
    di coscienza.
    E che questa meravigliosa interrelazione fra corpo e psiche sia appunto lo strumento eccelso attraverso cui realizzare la nostra evoluzione :
    che sarà consapevole, o non sarà
    Essere “signori del palazzo dalle nove porte”, non significa sottomettere il nostro corpo e denigrarlo , perchè solo attraverso questo corpo noi possiamo fare esperienza .. E attraverso questa esperienza, trascendere l’esperienza..
    Assecondando clichè condizionanti che ci costringono in gestualità stereotipate, ed addirittura ci spingono a modellare il nostro corpo secondo canoni voluti dalla moda di questo o quel momento, dichiariamo la nostra appartenenza al gruppo , ma avviliamo drasticamente la nostra creatività e la nostra facoltà di libero arbitrio
    Se è vero, infatti, che con il termine “umanita’” intendiamo una comune appartenenza, un comune riferimento a forme pensiero archetipiche,”collettive”, è vero però anche che ogni uomo è una individualita’ unica ed irripetibile,
    dotata di libero arbitrio
    Dunque, siamo noi a dare la direzione, noi a muovere il nostro burattino…
    Non c’è burattinaio : siamo liberi di attraversare deserti con un corpo disciplinato che non chiede più nemmeno acqua,oppure di ucciderci col burro di arachidi….Siamo liberi di amare e rispettare il nostro corpo o di offenderlo, ignorandone ritmi circadiani e necessità di riposo
    Un mondo che corre, non può ascoltare, e quindi non può evolvere ..
    Prendiamoci il tempo, siamo gocce dello stesso oceano, fermiamoci
    ad ascoltare il ritmo dell’incessante Trasformazione e, uscendo dalle nostre “spalle curve”, apriamoci a fare un balzo, a danzare,
    forse ….anche a volare ,consapevoli di chi siamo
    spirito e corpo uniti in un’ unica energia,in un unico desiderio !

    “La vita non è che desiderio : così come l’uomo desidera,così diventa ” K. Upanishad

    Grazie di questa opportunità di scambio !
    Vorrei segnalare la straordinaria efficacia del Pranayama,
    tecnica di modulazione ed uso del respiro,già conosciuta e praticata nell’ India antica,sia come strumento di ascesi spirituale che come via d’elezione per l’armonizzazione, buon funzionamento di tutti i nostri organi-
    (Luigi, potresti parlarne più diffusamente ? )

    Molto interessante, soprattutto sul rapporto corpo/pensiero/guarigione, il bellissimo e pioneristico -allora-lavoro di Carl Simonton e della bravissima MarieNoelle Urech, sua allieva ed erede spirituale, che ne prosegue lavoro ed ideali..
    Un caro saluto a tutti
    Liliana

  • Grazie a te per aver letto e commentato, Silvana
    Luigi

  • silvana:

    mille grazie !!!!

    Silvana

  • caro Giovanni la tua precisazione è esatttissima.
    Le correlazioni sono in tutte e due i sensi.
    Grazie

  • giovanni:

    Caro Luigi,

    ciò che scrivi è sicuramente vero e documentabile da anni, dal mio punto di vista l’articolo sembra quasi sottolineare che sia il corpo “respirazione e fisiologia” a mandare imput al cervello, sicuramente vero!!! Altrettando vero è che accade anche il contrario, ovvero come la nostra fisiologia e respirazione incide sul nostro “stato”, nello stesso modo un pensiero negativo e continuativo incide sulla nostra fisiologia e respirazione ! Perdona se ho fatto questa precisazione venuta da una mia personale interpretazione dell’articolo , buona giornata. Giovanni

  • ti:

    FUNZIONA!!!e anche subito!!

  • Stefania:

    Grazie per l’articolo molto interessante. Vorrei lasciare una testimonianza reale: lavoro con i bambini e un anno avevo un’alunna dagli occhi scurissimi, riccioli d’oro, ma qualcosa non andava nel suo corpo, teneva sempre lo sguardo basso, spalle chiuse in avanti, camminava trascinandosi quasi, non interagiva con gli adulti e poco con i coetanei. Un giorno l’aiutai a cambiare postura durante un’interrogazione individuale, mentre gli altri svolgevano altre attività. Una volta raddrizzate le spalle, la bambina scoppiò in un pianto inconsolabile, al che la portai fuori e attesi con lei che la reazione si calmasse. Il suo corpo stava cercando di contenere tutto quel peso dolente. In seguito mi raccontò cosa stava succedendo nella sua vita (il padre aveva lasciato la famiglia e non si faceva più sentire),le suggerii qualche piccola soluzione che poteva farla sentire meno impotente (scrivergli una lettera e darla alla nonna) e comunque da allora la sua postura cambiò stabilmente e le colleghe,informate dell’accaduto, mi segnalarono in seguito che aveva cominciato a correre e giocare con gli altri nei momenti liberi. E questo solo modificando qualcosa a livello fisico. =) Stefania

  • luigi:

    Grazieeeeee Sabina continuerò!!

  • sabina:

    grazie per questi semplici ma sostanziali idee che ci aiutano a migliorarci,a riavviare la nostra vita sui binari della realizzazzione e serenità!continua cosi!

  • luigi:

    Ok grazie Valentina fammi sapere se ha funzionato!

  • Valentina Mellano:

    Grazie! Con poche chiare parole hai dato un consiglio davvero utile! Nei prossimi giorni proverò e ti farò sapere!

  • Michele Nardella:

    Che corpo e mente siano un tutt’uno è ampiamente riconosciuto da tutte le antiche tradizioni mediche e filosofiche. Siamo noi moderni che facciamo fatica ad accettarlo, condizionati come siamo dalla cultura scientifica che divide tutto in compartimenti stagni e ci priva della visione organica e sintetica necessaria a comprendere la realtà.

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