Genitore INTERCETTATORE
A cura di Luigi Miano
Responsabile della Rubrica ComunicAmando
QUI la sua presentazione
A volte capita: nostro figlio torna da noi in lacrime dolorante e la nostra reazione comunemente è: “dai su che non è niente..ora passa”. Oppure lo colpevolizziamo “sei sempre il solito se tu stessi buono almeno un attimo”(come fa un bambino a stare buono? non sarebbe un bambino). Infine ci possiamo far prendere da attacchi d’ansia immotivata, ed è ancora peggio.
IN TUTTE QUESTE REAZIONI C’E’ IL DISCONOSCIMENTO DELLE EMOZIONI DEL BAMBINO.
Il mio esempio si riferisce, in questo caso, ad un evento traumatico di tipo fisico. Come la mettiamo con le sofferenze psicologiche, così diffuse tra gli adolescenti?
SENSIBILIZZIAMOCI, APRIAMO LE ORECCHIE ED IL CUORE RISPETTO AI SEGNALI EMOTIVI DEI NOSTRI FIGLI!
COME?
Interessiamoci alle loro emozioni e riconosciamole e diamogli la possibilità di canalizzarle, DIAMOGLI VOCE.
Ritorniamo all’esempio di prima si può avere una reazione empatica, “comprensiva”:
“Fammi vedere cosa ti è successo. Dov’è che ti sei fatto male? Deve essere molto doloroso vero? “
Oppure di fronte ad una manifestazione di rabbia: “C’è Tizio che mi prende sempre in giro vorrei dargli un pugno in faccia”, reazione empatica: “Certo sopportare i soprusi fa venire una gran rabbia e la tua reazione è comprensibile”.
In sintesi:
* Ascoltiamo con attenzione tutti i segnali emotivi che giungono dai bambini ed adolescenti;
* Ascoltiamo con le orecchie ma soprattutto con il cuore;
* Diamo voce ai loro sentimenti;
* Aiutiamoli a canalizzare le emozioni;
* Arricchiamo le nostre parole di sentimento;
E le Tue esperienze quali sono?
Con il cuore.
Luigi Miano
http://luigimiano.wordpress.com/





