Ecco la cura per liberarsi dal “bisogno d’approvazione”

Ricevere apprezzamenti é sempre molto gradevole.

La parte interessante a mio avviso sta nella contropartita.

… Cosa succede ogni volta che riceviamo un complimento?

… Cosa si crea dentro di noi e sopratutto,

… quali sono i due opposti di questa nuova creatura?

 

Ci sono complimenti che creano dipendenza e voglia di gloria. Ma voler piacere a tutti e sopratutto a molti, intacca l’autostima e porta avvilimento.

Rispondi a queste domande e scopri se anche tu sei afflitto da questa piccola/grande calamità:

- sei sempre un pò teso nelle relazioni?
- vai in crisi e ti senti sminuito/a in assenza di complimenti continui?
- cerchi feelings immediati?
- sei alla continua ricerca di tue qualità?
- c’é sempre qualcosa che ti manca? Non sei mai completamente appagato/a?
- il tuo buon umore “dipende” dal giudizio degli altri?
- hai perso spontaneità?

SE LA RISPOSTA E’ SI, allora é probabile che tu soffra della necessità di piacere a tutti i costi.

A scuola, in ufficio, con gli amici, all’interno della propria squadra, sempre attenti e ad interrogarsi se il proprio look é adeguato, se il proprio intervento é meritevole, se la propria prestazione fisica o intellettuale, basterà a fare colpo, a far emergere, a rendere Importante davanti alla propria platea.

Può succedere di incagliarsi nella trappola della “fame di fama”, anche a chi normalmente non ha questa priorità. Può capitare a seguito di una lusinga particolare, di un complimento importante.

Ecco perché non bisognerebbe mai eccedere in complimenti: creano dipendenza; altrettanto occorre evitare di farsi stravolgere emotivamente dalle lusinghe…

Il bisogno di veder riconosciuto il nostro valore, é il nostro punto debole, sopratutto se ci manca un pò di autostima.

Cosa fare quindi per disintossicarsi da questa dipendenza, o semplicemente per evitare di cadere in tentazione?

Innanzitutto, una “Pillolina Omeopatica” che non fa mai male:

Rispondi a questa domanda:

Qual é il complimento più bastante che potrebbero farti? Quello che ti metterebbe la pace in cuore e ti farebbe sentire a posto con te stesso e con il mondo intero?

 

Poi due Antidoti, piuttosto efficaci:


1.  Vietato esibire il successo! Tieni per te i tuoi risultati, ne trai anche il vantaggio di contenere tutto il loro valore in un unico spazio ristretto: te, che ne puoi quindi godere al massimo

2. Obbligatorio osservare il fenomeno. Se in te non riesci a vederlo perché sei troppo coinvolto/a, osservalo negli altri… non c’é che l’imbarazzo della scelta!

Questo é quanto. Dedicato al tuo desiderio divivere sempre più serenamente.

…e ricorda di commentare.

Io leggo sempre tutti i commenti.

A volte rispondo tempestivamente, molte altre no.

Il motivo é solo UNO: ci medito sopra.

A presto dunque

Rebecca Bardella
Dir. di QuasiFacile.com

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11 Commenti a “Ecco la cura per liberarsi dal “bisogno d’approvazione””

  • Serena:

    Cara Rebecca, hai proprio centrato il problema di cui soffro, il desiderio di piacere a tutti i costi e quindi voler tendere alla perfezione (cos’è poi la perfezione?)… sto imparando a sentirmi perfetta così come sono, che piaccia o no, ma il lavoro richiesto è continuo… intanto io “studio” ;-)
    Grazie per i tuoi spunti di riflessione, grazie!!
    :)

  • Patrizia:

    Ciao Rebecca, il tuo articolo casca proprio a puntino su quello che ultimamente ho vissuto ed è, per me, una ulteriore riprova. Cambiando città ho sentito l’esigenza di piacere a tutti i nuovi conoscenti e ho sentito la necessità di dimostare il mio valore per ricevere attenzioni….e pensa che non solo lavoro sul mio ego da un pò, ma credevo di essere esente da certi autoricatti…ma questo ha significato vedere dove sono, accolgiere il grande lavoro fatto fino ad ora e continuare umilmente nella pulizia!!!
    Grazie cara! Patrizia

  • Ciao Rebecca, bell’articolo grazie.
    Io mi sono riconosciuta di più nel non sentirmi mai completamente appagata.
    Anche se credo non sia dovuto soltanto a un bisogno di complimenti e apprezzamenti comunque sarà un buono spunto su cui lavorare.
    Non sono completamente daccordo con il vietato esibire il successo, posso capire privatamente (e io sono sempre stata così di carattere), ma professionalmente esibire il successo a me sembra lecito, l’importante è non cadere nella vanagloria. Nessuno va da nessuna parte senza pubblicità e la pubblicità non è forse esibire le proprie qualità e talenti, il proprio successo in sintensi?
    Un saluto a tutti.

    Maria

    • @Maria: grazie per il tuo commento.
      Anche se ti capita di non sentirti appagata, non é detto che il motivo alloggi in un ipotetico bisogno di approvazione.

      Può darsi che semplicemente in questo momento tu non stia facendo ciò che ti dice la tua Anima dal più profondo del tuo essere, e che qui risiedano le ragioni del tuo mancato appagamento.

      Non c’é nulla di male ad esibire il proprio successo.
      L’idea é che chi soffre di “Bisogno d’appagamento”, trova rimedio nel digiunare un pò rispetto all’esibire il proprio successo.

      Come dire che non c’é nulla di male nel mangiare pasticcini, ma se uno soffre di diabete…

      Grazie ancora per aver commentato in modo così autentico condividendo il tuo vissuto personale

      A presto Cara :-)

  • Quando un essere umano si sente felice, appagato, soddisfatto e completo e sa di non aver bisogno di nient’altro e di nessun’altro per sentirsi così… è proprio lì che accadono i miracoli

    • @Josaya: siiiiiii :-) e se la tua bella energia é dovuta anche al sorriso di quei due volti che incorniciano il tuo… capisco la tua gioia :-)
      Grazie per passare di qui ogni tanto, mi fa sempre molto piacere trovare i tuoi commenti
      Rebecca

  • ivana:

    Bellissimo articolo Rebecca è un po’ che atterravo su questa pagina. Ma devo dire che ho trovato suggerimenti utili ma soppratutto pratici… per migliorare la mia vita.. Sì è un bisogno assolutamente dannoso quello del bisognio dell’approvazione (quello eccessivo intendo.) Io sto imparando a sbarazzarmene e quindi ben vengano i tuoi consigli. Ora tocca fare pratica ;-) ciao ivana

    • @Ivana: mi fa proprio piacere :-) Chi cerca trova, e mi sa che tu sei una grande ricercatrice… come noi tutti del resto.
      Grazie di aver commentato mi fa sempre molto piacere!
      Rebecca

  • Maurizio:

    Ciao Rebecca è sempre un piacere ricevere le tue mail perchè (almeno per me ) sono sempre fonte di motivi di riflessione materiale abbastanza carente in questi momenti di tutto subito e senza impegno comunque per venire a ciò che ho appena letto ti devo dire che fortunatamente non ho di questi problemi ( il mio ego ha perso potere su di me da un pò ) pero per persone che dopo aver letto quanto hai scritto ci si ritrovano devo dire che sei sempre utile e molto chiara detto questo approfitto anche per augurarti uno strepitoso 2012 pieno all’ennesima potenza di tutto ciò che desideri di più e anche se so che non ce ne bisogno ti rinnovo tutta la mia stima e ti saluto alla prossima un abbraccio Maurizio.

    • @Maurizio: fai bene a rinnovarmi la tua stima perché ho proprio bisogno di approvazione aha hha ahaha :-) scherzo… (almeno spero!!!) :-)
      Tanti augurissimi anche a TE :-) e grazie di chiaccherare con noi :-)
      A presto
      Rebecca

      • Andrea:

        Ciao Rebecca!
        Finalmente sono riatterrato su questo sito!
        in effetti devo dire che questo tuo articolo fa molto discutere ma soprattutto riflettere.
        Alcuni parlano del sano egoismo, mentre altri parlano di trascendere (andare oltre) l’ego…
        Ed è questa seconda opzione che ti chiedo di chiarire: cosa significa andare oltre l’ego?
        Ti dico intanto che piano piano sto facendo mia una delle credenze per cui ognuno di noi è tutt’uno, contrariamente a quanto si pensa, e cioè che ognuno di noi, compreso l’ambiente e ciò che ci circonda è separato.
        Forse trascendere l’io significa identificarsi con l’ambiente e ciò che lo abita (comprendendo che anche gli esseri apparentemente inanimati possiedano un’anima)?
        Come si fa a convivere con queste belle credenze, quando nell’ambiente è molto più radicata quella di segno opposto: “Prima pensa per te”?
        Ho finito di leggere il libro “Nuove Rivelazioni” di Donald Walsch e sto impegnandomi a vivere in linea con le credenze che suggerisce (con le 9 nuove rivelazioni).
        Cosa ci suggerisci per farlo con efficacia e facilità senza creare attrito con ciò che ci circonda?
        Grazie,
        Andrea

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