Domande autoconoscitive
Parliamo spesso dell’importanza di osservarci, mentre viviamo, pensiamo, facciamo.
Questa osservazione é naturalmente un’attività intima (io ad esempio non lo dico a NESSUNO quello che osservo di me
), ma a parte questa battuta tra parentesi, ciò che conta é il guardare, toccare, sentire da vicino ciò che ci accade, senza mai, naturalmente, giudicarci.
Uno strumento molto utile a tal fine ce lo offrono **le domande** che ci poniamo quando dobbiamo prendere una decisione, e magari siamo indecisi rispetto alla strada da scegliere. In questi momenti decisionali, spesso emerge che non sappiamo cosa desideriamo, quanto lo desideriamo e se lo desideriamo veramente.
Piccola disquisizione personale: ecco perché mi affascina lo strumento I-Ching: parte proprio da lì. Già solo il fatto di partire bene, può quasi bastare se stai cercando di capire cosa é più importate per te, in quella situazione che stai affrontando.
Quindi una volta che hai visto dentro di te, quasi sicuramente ti rimangono dei dubbi perché non é facile vedere tutto chiaro in noi, anzi, spesso le cose più “interessanti” e critiche sono ben nascoste. Per aggirare questo ostacolo, sposti la lente fuori di te, consulti l’oracolo, e trovi nelle sue pagine le consapevolezze e le proiezioni che dentro di te giocavano a nascondino. Questo avviene per via del meccanismo a specchio di cui abbiamo parlato nell’ormai famoso articolo de Il gioco degli specchi.
Il fatto di dover definire la tua domanda, ti incanala nell’analisi del tuo vissuto, ti obbliga a metteree nero su bianco cosa pensi, cosa provi e sopratutto cosa desideri.
In questi anni di consultazioni I-Ching, ho visto spessissimo, direi quasi sempre, una grande difficoltà in questa fase, perché come uno inizia a chiedersi le cose, automaticamente capisce che non é lì, che vuole andare ad indagare. Quella specifica domanda non é più così interessante, ma é stata utile perche’ ha aperto la porta a nuove domande.
Nel momento in cui riesci ad aprire quelle porte, senti proprio che la tua vita si mette nelle tue mani, senti che la stai guidando, e che lei conduce te. E’ un momento magico, in cui siete intimi, vi tenete a vicenda e andate verso un misterioso ed interessante destino. Senti che la tua vita ti sta parlando, e che tu puoi risponderle, che puoi assecondarla perché la capisci. Questo indipendentemente dall’I-Ching naturalmente.
Questo é quello che desidero tu arrivi a provare più spesso possibile nel corso della tua giornata. Voglio che entri in connessione con la tua forza. Ogni singola parola di questo blog, ogni frase, ogni pensiero é formulato con questa intenzione.
Voglio che nessuno abbia più il potere di mortificarti, offenderti, turbarti. Questo risultato é possibile se ti connetti con la tua vita, se ti affidi a lei, se la capisci quando ti parla e sai assecondare nei suoi progetti. Se sai che TI AMA, e desidera per TE il MIGLIORE dei DESTINI.
Per riuscire in questo intento, la devi frequentare questa tua vita, le devi parlare, la devi consultare quando hai bisogno. E magari la devi anche corteggiare. Porle delle domande, ascoltare le sue risposte. Chiedile e lei ti risponderà. Lo farà con un linguaggio multiforme che il tuo cuore saprà capire senza dubbi o tentennamenti. Chiedile, qualsiasi cosa, dalle più banali alle più importanti. Per lei nulla é banale, neanche la cravatta che devi indossare o gli orecchini che chissà quale ti sta meglio. Tutto conta per la Tua Vita.
Sembra difficile “prenderla così”, perché non siamo abituati a guardarci dentro e a chiederci cosa vogliamo veramente. Se e’ proprio questo o qualcos’altro. Le situazioni che ci attraggono, fanno solo da apripista, sono occasioni per aprirsi gli occhi sul fatto che si é pronti a cambiare qualcosa, in tal caso… cosa? Cosa desidero da questo progetto? Cosa mi piace cosa mi intriga? Cosa ci intravedo dietro e davanti? Che vado cercando? **Cosa spero che non oso dire a me stesso?**
Perché talvolta, anzi spesso, le opportunità che si affacciano alla nostra vita, sono interessanti, non tanto, e non solo, per ciò che ci offrono, quanto per il risveglio che attuano in noi. Riattivano voglia di cambiamenti, desiderio di avventura, necessità di crescita… Allora la vera domanda diventa:
- Di cosa ho grande desiderio?
- Quale situazione può darmi la gioia e il piacere di evolvermi e crescere?**
- Oppure Quale situazione può darmi la gioia e il piacere di scoprire cose nuove ed ampliare le mie conoscenze?
- Se scelgo di curare questo progetto, che tipo di sviluppi ci saranno per la mia vita? In fondo in fondo, quello che vogliamo sapere é…
- Per essere felice, soddisfatto e gratificato quali porte devo aprire?
Chiedersi se avremo tempo, o se riusciremo a portare avanti un certo progetto, in realtà é porsi un falso problema. Perché quello che interessa a noi tutti é avere “successo” essere soddisfatti, riuscire nel proprio cammino con gioia e serenità. E guarda, che alla fin fine, a conti fatti, un cammino lo fai, tutte le tue conquiste in termini di conoscenza le fai volente o nolente… E’ il “quanto consapevolmente” che fa la differenza in termini di soddisfazione (volente) o insoddisfazione (nolente).
Rebecca




