Chiediti: “Dormo o son Desto?”
Le persone è come se dormissero. Non tutte certamente. I bambini ad esempio sono uragani che cercano di svegliare il mondo che li circonda . Loro per lo più sono certamente desti.
Ci sono anche tutti gli indaco adulti che cercano di promuovere e provocare risvegli. Persone che destinano il loro tempo cercando di svegliare l’entourage (un pochino) assopito.
QuasiFacile.com attira Personalità Indaco. Me ne rendo conto leggendo le email che arrivano. Queste persone consultando le pagine di questo sito, trovano consolazione, riscontrano energia e conoscenze affini. Trovano pace, ristoro, tregua. Queste persone Sanno di essere Deste e Grandi, sanno anche che il Mondo per lo più non Sa Riconoscere la loro grandezza.
Se tu sei una di queste persone, manifestati pure scrivendo e commentando qualsiasi articolo di tuo gradimento. Servirà a tutti coloro che cercano quel qualcosa che li possa svegliare. Diciamo che i tuoi scritti saranno come “il famoso bacio che ha svegliato la bella addormentata dal lungo sonno”.
Lo so che stai svolgendo la tua missione altrove. E so che Tu sai che, se sei capitato qui, e stai leggendo queste righe, significa che c’è qualcosa di utile che puoi fare anche qui, ora. Dunque lascia il tuo segno. Fai il tuo “Dovere”. E’ inutile che fai finta di niente, che fai il pigro. Lo sai che servi, prima ti rassegni, meglio é.
Grazie, da parte mia e di tutti gli altri che ne beneficeranno.
QuasiFacile.com attira anche Persone che soffrono di Prigionie Mentali. Queste persone trovano spunti, leggendo in contenuti di QF, avvertono una specie di richiamo, ma restano al largo. Queste persone Non Sanno di Essere Grandi, e difficilmente credono a chi cerca di comunicarglielo.
Se tu sei una di queste persone, se percepisci che c’è qualcosa di interessante in QuasiFacile.com, ma non “osi” avvicinarti troppo, a te dico. Vieni avanti.
Commenta l’articolo che ti colpisce di più e chiedi che sia approfondito, oppure parla di ciò che pensi, che provi, che temi, e che desideri, approfonditamente. Scopri le tue carte
Puoi proteggere il tuo anonimato utilizzando un nome di fantasia. Ciò che scriverai “attirerà baci” e sarà esso stesso bacio per qualcun altro.
E’ per te che io scrivo in QuasiFacile.com, più che posso e ogni volta che posso.
Vuoi sapere il perché?
Sono nata:
- da un Uomo dotato di Straordinari Talenti, con una grande passione per le cose ordinarie, e
- da una Donna Incantevole. Una Meravigliosa Strega, terrorizzata dal suo grande potere, rinchiusa nel suo mondo domestico possibilmente all’ombra del marito.
Li bacio, li bacio, li bacio.
Nessuno Straordinario Talento Esplode Rigoglioso
Nessuno Potere si Riversa Libero di Manifestarsi
Pazienza
, i miei genitori ed io avremo una lunga vita per compiere il nostro destino.
Nel frattempo, tornando a noi frequentatori di queste pagine, sai cosa significa questo?
Significa che tutta la mia energia si riversa sul Mondo a beneficio di chi è disposto a beneficiarne.
Chiunque tu sia, Ti prometto che troverai la parte migliore di te qui. SEMPRE.
Mi impegno a far si che tu possa ricevere quanti più “baci” possibile.
Raccontaci la tua storia, di getto, a puntate, come ti pare, attira “baci”, e che sia “bacio” essa stessa.
Per me lo sarà senz’altro.
Ti aspetto
Rebecca
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- per approfondimento sulle personalità Indaco
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Ciao Rebecca,
sono una persona che soffre di prigionia mentale, come tu hai definito il secondo gruppo di persone attratte dal tuo blog.
Da un po’ di tempo ti leggo, e più di una volta sono stato lì lì per scriverti, ma tra le diverse difficoltà ho anche quella di non saper gestire bene il mio tempo, per cui tendo a rimandare anche azioni che ritengo importanti. Finalmente stanotte, dopo aver letto il tuo articolo, la speranza di un “risveglio” si fa strada prepotentemente, per cui ti scrivo le fasi più importanti della mia storia.
ho 62 anni, sposato, un figlio di 39, diplomato in chimica con immensa fatica, 2 anni più del necessario. Di ritorno da l servizio militare la mia fidanzata rimane incinta e, come era di moda negli anni 70, la sposo. A parte i primi anni, la convivenza è sempre stata caratterizzata da battibecchi se non proprio liti. Dopo 13 anni di matrimonio e a 37 anni di età decido di cercare qualche esperienza che mi aiutasse a capire come potevo tirare fuori il meglio di me, come avevo letto in decine di libri. Per cui frequento un corso di 4 giorni di “Dinamica mentale” dove ho imparato diverse tecniche mentali di rilassamento che hanno ribaltato completamente il mio modo di pensare, di agire, di comportarmi con gli altri.
Naturalmente il mio stato mentale era più che altro euforico per avere intuito che “non ero inferiore agli altri” come avevo sempre pensato. Dentro di me sentivo che avevo fatto un’esperienza che avrebbe cambiato la mia vita, ma gli altri non potevano capirlo, per cui in famiglia ho destato paura, insicurezza per le decisioni che via via prendevo e gli “amici” mi hanno abbandonato al mio destino senza fare troppe domande, ma giudicandomi come uno a cui hanno fatto il classico lavaggio del cervello. Ma in questo avevano ragione perchè per 2 anni ho goduto del miglior periodo della mia vita: mi sentivo più intelligente, più intraprendente, più attento alle piccole cose, ai particolari, agli altri, alla ricerca del meglio in tutti i settori. Per cui ho fatto delle scelte importanti, come quella di cambiare lavoro che, pur guadagnando bene, non mi dava emozioni. Altre scelte si sono dimostrate meno azzeccate, ma in generale il mio stato era molto migliorato anche se procedevo a fasi alterne: momenti in cui mi sentivo alle stelle ed altri in cui mi sembrava di stare precipitando. Dopo circa 2 anni questi alti e bassi si sono livellati, purtroppo più verso il basso che altro. Naturalmente avvertivo questo “leggero indietreggiamento” continuo e la paura di ritornare come prima si faceva strada sempre di più nonostante io continuassi a ripetere i corsi e facessi le tecniche “quasi tutti i giorni”. A volte mi prendeva il panico quando mi sembrava di non aver mai avuto quell’impennata, quello stato di grazia. Per cui ho trascorso gli ultimi 15-20 anni a cercare “qualcosa” che mi facesse di nuovo uscire dalla mia prigione. Ho fatto corsi di meditazione, di pnl, di ricerca dell’anima, e molte altre di cui non ricordo il nome, ma, a parte qualche sprazzo, non ho più visto quei miglioramenti come nell’esperienza del 1983. Penso che tu possa capire la mia ricerca forsennata se ti dico che è come se avessi aperto le porte del paradiso e poi si siano richiuse. In questi 25 anni
ho provato tutta la gamma delle emozioni, positive e non, ma sono ancora
qui che tramite internet “cerco”. Sono consapevole che dentro di me ci siano doti e capacità che conosco solo in parte, come del resto in tutte le persone. La differenza è che molti non sanno di averle…..io sì ma non riesco ad esprimerle.
Scusami se sono stato troppo lungo, ma ritengo che fosse necessario per farti un quadro abbastanza completo.
Per ultimo voglio complimentarmi con te per quello che stai facendo col tuo sito, blog e sicuramente altro: come minimo il tuo valore sta nel dare una speranza agli altri: di questi tempi non è poco, volevo dirti anche che ti ammiro
e che mi piacerebbe essere libero come lo sai fare tu. Grazie per avermi letto,
tuo, spero amico,
William.
William,
Ciao! Che bella lettera hai scritto, GRAZIE!!!
Ho tante cose da dirti, ma la prima é proprio grazie, perché regali emozioni di tenerezza proprio belle.
Ma prima desidero anche chiederti: “Di cosa ti senti prigioniero?”. Della “Ricerca della Felicità”?
Forse.
Sei stato sempre tanto in gamba. Andare oltre la cultura di chi ci circonda é sempre una Grande Prova. Sicuramente devi essere fiero di te, William.
Un Ricercatore, uno Sperimentatore, un Uomo che ci Prova Davvero. Capperi William!!! Complimenti.
E ora ci incontriamo, in questo puntino della vita e ci parliamo faccia a faccia
. Bello.
Che tu possa essere libero di soffrire William. Di soffrire fino in fondo, di piangere tutte le tue lacrime. L’UNICA strategia adottata dalla natura per spronarci verso il miglioramento é: la sofferenza. L’UNICA. La Felicità come obiettivo é un limite tremendo!!! Considerare il “Miglioramento Continuo” sinonimo di Felicità, secondo me, é un colossale equivoco.
La storia, infatti, funziona così:
Si soffre e poi si migliora, si soffre é poi si migliora. Con questo ritmo.
E siccome abbiamo questo meraviglioso ciclo circadiano per cui, si, ci sono gli opposti come INVERNO ed ESTATE, ma tra l’uno e l’altro ci sono delle meravigliose mezze stagioni, c’é spazio anche per cose come serenità, gioia e felicità.
Per cui, c’é una fase del Soffrire che é dolce (Serenità), e c’é una fase del Miglioramento é gustosissima (Felicità). Come le quattro stagioni, come le quattro parti della giornata, come i quattro punti cardinali, le quattro parti del nostro cuore, le quattro parti del nostro cervello, etc…
Vivi pure pienamente le quattro fasi di ogni istante. Mi consideri libera, penso sia così. In effetti, ogni giorno nella mia vita é estate, autunno, inverno e primavera. Anche oggi momenti di dolore, serenità, miglioramento e felicità.
Siamo liberi veramente, quando possiamo stare nel nostro dolore al massimo. Mi spiego meglio.
Occorre guardare dentro i nostri disagi, osservare bene bene la nostra sofferenza, mettere in campo tutta la nostra onestà, assumerci le nostre responsabilità, identificare la nostra vera verità. Niente orgoglio e niente sensi di colpa perché FRENANO tutta questa ricerca di conoscenza.
Siamo liberi, carissimo William, quando CONOSCIAMO qualcosina in più di noi stessi.
Il “Miglioramento” é semplicemente “Aumento di Conoscenza di Se”
Infatti, più conosci le tue potenzialità (non solo quelel da superman, TUTTE) maggiore é la tua conoscenza dell’Universo, di Dio e del Tutto.
Quando SAI, AMI. Quando AMI sei pieno di energia.
William, spero di esserti stata utile.
Un abbraccio in tutti i punti cardinali
(é una battuta, anche se il suo senso ce l’ha)
A prestissimo
Rebecca
Ciao Rebecca grazie di cuore per quello che stai facendo.
Un abbraccio William.
Con affetto laura
@Laura: grazie a te, perché ci hai proprio abbracciati tutti (
l’ho sentito)
Rebecca
“Dormire” o essere “desti”?
… … …
Tra i pochi VERI interrogativi che un individuo possa porsi; perchè ha una finalità, Reale, Concreta e che “pulsa”!
Non è il proprio “intorno” a fare la differenza. Quanto è “là fuori” può solo agevolare o limitare il proprio PERCORSO di Crescita, NON stabilrlo a priori!
Quante volte ho sentito dire “se avessi questo”, “se abitassi in quel posto”, “se…”. Tutto vero, a mio parere, SOLO nel caso in cui la persona abbia trovato in “quella cosa”, in “quel posto”, IMPORTANTI affinità con Se Stesso! Perchè “quella cosa”, “quel posto”, in questo caso, diventano “strumenti” per MIGLIORARSI, permettendo lo sviluppo di una o più parti di “Se”.
…è un GRANDE passo il guardarsi dentro, ed il riuscire poi a “collegare” con il “fuori materiale” è un “Segno”, un “richiamo”, NON un semplice scappare o rifugiarsi.
Con parole mie, sto solo CONFERMANDO quanto la Nostra PREZIOSA Rebecca, che benedico fortemente ed Abbracio, ci comunica da sempre!
Rebecca non è una “semplice” guida, ed il suo non è un “banalissimo” lavoro: abbiamo la FORTUNA di essere accolti, e a BRACCIA APERTE, da una persona “illuminata” che ha deciso di fare della sua Vita una MISSIONE!
Ma una VERA (non quelle di “pace” che vediamo al tg).
Mi sento molto emozionato nello scrivere queste righe, per migliaia di ragioni e per migliaia altre ancora.
…
GRAZIE Rebecca per la possibilità che mi dai, e CI dai, di far parte di questa piccola e crescente “comunità” di Anime SPECIALI.
Ed un ringraziamento ancora più speciale sempre a te, perchè col tuo Essere mi hai permesso di VOLER condividere con tutti un MIO pensiero, scritto un lontano 6 Giugno 2005; uno dei TANTI pensieri che non ho MAI reso pubblici perchè…sono MIEI!
E’ la prima volta che condivido qualcosa di MIO all’interno di una rubrica.
E’ la risposta alla domanda: “dormire o esser desti”?
Marco.
——————————
Mezz’anno in una calda giornata di Giugno, contemplando le proprie ricchezze, ringraziando per l’esserci ancora.
Nella confusione più totale di una vita volta all’ignoto; poche sicurezze fittizie.
Occhi aperti, spalancati, ad osservare senza metodo, ricercando orizzonti che paiono solo fantasie.
Si ricopre il proprio ruolo, stanchi, affiancati ad un’inerzia che uccide.
Secondi che rincorrono secondi nella routine di sempre, pilotati da un destino che non possono mutare.
Tutto si evolve, lasciando spazio a ricordi e sensazioni del passato, talvolta spade nel cuore che spingono per dovere, bisogno o eccesso di libertà.
Cechi, forse ignari, siamo burattini senza fili.
La visione del tutto attratta da un sempre più forte magnete del vuoto, polo negativo semi-artificiale alimentato dall’assenza.
Obiettivi inesistenti e coraggio senza nome in un cocktail maldosato sono il fulcro di un vigliacco meccanismo.
Cuori vagabondi a vagare senza meta, percorrendo lingue di grigio asfalto, sperperando i propri averi più preziosi.
Impazienti suicidi o mietitori di luce dipingiamo il quadro della nostra esistenza, indirizzati da un sistema in equilibrio precario.
Nonostante tutto aprirsi è possibile, e porgere la mano al turchino, respirando.
E’ il balzo della coscienza che si libera da un peso, il brutto anatroccolo che si muta in cigno.
Esiste un metodo che va scoperto, inseguendo le vie di una consapevolezza che c’è.
Concretizzare in una vita che è scelta individuale.
Hai ragione Rebecca, questi sono tempi particolari, molti ingredienti bollono in pentola, sta a noi non bollire ma cuocere al punto giusto il nostro pasto dell’essenziale vivere quotidiano, con spezie di fantasia, verdure di speranza nutriente e disintossicante dallo stress e dalle preoccupazioni!
Bella questa dei bambini indaco, grazie della tua segnalazione!
Devo dire che anch’io mi sento un pò in gabbia ,probabilmente una gabbia che mi
sono costruito,comunque so che disperarsi non vale la pena e non porta a niente.
Meglio lavorare ,leggere ,studiare ,sognare e vedere che anche ora dentro la gabbia c’è qualcosa per cui vale al pena di vivere .Forse lo scopo stesso di queste prigioni mentali servono a fareci capire che siamo qui per scoprire e creare la nostra libertà.Sono convinto di essere sulla buona strada e ringrazio che esistano persone come te Rebecca che danno ottime imformazioni e soprattutto ci fanno sentire coccolati. Ora sono le 6.52 devo andare a lavorare ,ma non parto più angosciato come accadeva tempo addietro,perchè ho davvero capito che la serenità è una cosa che puoi costruire giorno per giorno .E le cose che vorrei dire sono ancora tante ,ma devo proprio andare .
Con affetto MARCo
si.
anch’io credo che nulla venga per caso
e credo che le persone che viaggiano in questo sito e in quelli simili, siano persone che hanno voglia di esperienze positive e di speranza in un mondo migliore.
un grande bacio a tutti
monica
Mio marito mi ha lasciata da 20 giorni ed io sono distrutta.
ho paura di cadere in depressione.
come faccio a dimenticarlo?
@ Dina: mi sono permessa di risponderti in una precedente occasione, vedi qui http://www.quasifacile.com/istinto/mantra/#comment-796.
Rebecca
@ MARCo: se posso permettermi anch’io penso che tu sia sulla buona strada. Grazie per aver condiviso con noi. Bello che l’hai fatto prima di uscire sul mondo! Suona proprio come il “Ciao” che si dice in famiglia prima di andare.

Bello.
Grazie.
Rebecca
@ Monica: sposo
@ Marco (il Marco che ha scritto qui).
Dovrei essere abituata alle condivisioni personali, eppure, ogni volta é come se fosse la prima.
Il tempo si ferma, come sfere di cristallo delicatissimo vedo queste confidenze adagiarsi nello spazio non fisico di questo blog, prudenti e al tempo stesso convinte.
Grazie per aver condiviso le “Tue Cose”.
quanto prima)
Sono semi Marco, che possano trovare terra e acqua in abbondanza.
(Ci interessa mangiarne i frutti
A presto
Rebecca
Ciao a tutti gli ospiti di questo blog e alla padrona di casa. Sono diventata consapevole del fatto che siamo responsabili di tutti gli aspetti della nostra vita, ed io sono stata davvero temeraria (oppure ho sbagliato a prevedere gli sviluppi futuri della situazione) perchè mi sono scelta per iniziare l’esperienza di questa esistenza terrena una situazione familiare estremamente difficile, così ho preso l’abitudine di rinchiudermi in una prigione mentale fatta di tristezza, per giornate intere. Sono dotata di una grande forza interiore e ora sto lavorando sul pensiero positivo e sull’autostima, per liberarmi un poco.
Ci vuole molta vigilanza sui pensieri, ciò che non riesco a maneggiare ancora bene è quella legge per la quale ciò che ci diciamo all’interno si manifesta con esattezza anche intorno a noi. Sono convinta che l’Universo( e quindi anche noi) sia fatto di energie che interagiscono e non di masse inerti. Sto cercando di togliermi l’abitudine di giudicare. Non ho ancora ben chiaro cosa posso fare per aiutare l’insieme, intanto cerco di accettare me stessa, la mia famiglia e i miei amici e di trovare nuove idee, di provare gioia per tutto quello che ho invece di arrabbiarmi per tutto quello che credo mi manchi. Ho un rapporto col denaro che più che un condizionamento dev’essere un debito karmico: diffido e ne sto alla larga. La mia parte inconscia non è affatto convinta che mi meriti il meglio della vita. Mi fa piacere leggere gli articoli pubblicati su questo sito, sono interessanti, e comunicare con voi naviganti.
Nessuno conosce le convinzioni del proprio inconscio, altrimenti che inconscio sarebbe? man mano che cresciamo,( crescere significa accettare le persone che ami, gli amici, te stesso e il Creato tutto che ci circonda per ciò che è smettendo di volere che sia in un altro modo) comincia a farsi largo nel cuore la Luce della compassione che illumina con i suoi raggi sanatori il buio del nostro inconscio…e solo allora i nostri occhi con qualche velo in meno iniziano a vedere ciò che mai avrebbero potuto vedere prima. Per continuare il viaggio poi ci vuole tanto tanto coraggio perchè al principio c’è la paura, poi troviamo la violenza poi ancora la vergogna ed infine la sofferenza, molta sofferenza sola condizione per poter aprire le porte della conoscenza. Un ciao a tutti e in particolare a Ilaria. Marina
Ciao Rebecca, ti scrivo perchè è da un paio di settimane che guardo con maggior interesse e coinvolgimento il tuo sito.
Questo anche (forse soprattutto) grazie a questo post, dove parli delle personalità indaco.
ebbene, mi sento un po’ strano a parlarne, forse è anche per vanità che lo faccio, per sentirmi speciale e per darmi importanza,
fatto sta che è da un una decina di giorni che sono persuaso di essere un adulto indaco (ho 32 anni). Un po’ perchè mi ci riconosco (ho letto il primo capitolo gratuitamente del libro di Celia Fenn che hai segnalato, el’ho poi ordinato) un po’ perchè una decina di anni fa, ad una fiera, mi sono fatto fare la fotografia dell’aura e la signora che me la fece, ricordo, che era molto bendisposta nei miei confronti e ancora di più dopo che fece la fotografia. disse che ero un soggetto che era predisposto a sviluppare capacità sensitive (non ricordo se usò esattamente queste parole, ma il concetto, ricordo bene, era questo) e che di solito questo è più facile che accada dopo i 30 anni (al tempo ne avevo 23).
io fui contento di sentire ciò, mi fece sentire importante e dopotutto non caddi nemmeno troppo dalle nuvole. Nel senso che in cuor mio un po’ me lo sentivo di essere un po’ indaco (ora, mi rendo conto che lei era una commerciante, e magari “faceva la simpatica” agendo “da commerciante, ma comunque voglio credere che ci fosse un vero sentire da parte sua).
insomma, pur non essendo sicuro (non vedo quella fotografia aurica da anni) mi sembra che l’area energetica più espansa fosse proprio quella blu…
Insomma Rebecca, forse è solo per dare una spiegazione avvincente e “nobile” a tutte le fatiche che ho avuto finora (si parla degli indaco come bambini e ragazzi difficili, e io lo sono stato, e anche come adulto aggiungerei) che sono qua a parlarne ma sentivo di volermi esporre e di volerti chiedere un qualsiasi rimando…
per ora ti saluto
un abbraccio
Questo mio intervento è per William!
Ho letto la tua lettera e la risposta di Rebecca, che da come scrive credo che sia una bellissima persona; Purtroppo almeno per il momento,non faccio in tempo a leggere tutti i commenti degli amici che hanno postato, però William, vorrei dirti come la penso; io credo che non è necessario dimostrare per forza a tutti che vali come loro! Tu sei unico, con le tue qualità, col tuo modo di pensare, di amare, di vedere le cose; Tu Sei e basta! Hai questa estrema esigenza di dimostrare che sei in gamba come gli altri! Ma hai provato a chiederti: se fossi più in gamba degli altri … vorresti essere meno in gamba solo per dimostrare di essere come loro? Io nel mio piccolo ho sicuramente sempre cercato di migliorare e di dare il meglio; non sempre sempre sono stata apprezzata, ma questo non mi ha impedito di mantenere la mia autostima, di riconoscere le mie qualità, di essere soddisfatta di me stessa, e sopratutto, non mi ha impedito di non fare a meno del giudizio o non giudizio di chiunque! Non ti conosciamo personalmente,(parlo degli amici che scrivono in questo blog) ma sono sicura che ti apprezziamo tutti per come sei! Un’abbraccio cosmico … Rosy
@Andrea: se ti riconosci nei tratti della personalità indaco, non devi avere timidezze o remore nell’ammetterlo.
Anzi, più ti rendi visibile, e più sei d’aiuto e di esempio a chi “non osa”.
Parleremo ancora delle personalità Indaco. Se vuoi farlo tu, come portatore di esperienza diretta, mi e ci farebbe molto piacere.
Grazie Andrea!!
Rebecca
Ciao Rebecca, come portatore di esperienza diretta da indaco non ho molto da dire (voglio dire che non ci sono episodi “eclatanti” da riportare).
tuttavia sento una capacità di accettare e ascoltare me stesso e gli altri ogni giorno sempre più grande. Sento e vedo che a forza di riprendere vitalità e consapevolezza, lo spazio dentro di me per comprendere e accogliere le altre persone può farsi- probabilmente lo è già – prezioso, soprattutto per quelle persone, che portando tanto peso addosso generalmente non trovano negli altri un ascolto. Credo in qualche modo di poter diventare nell’immediato futuro un modello di riferimento – lo dico dal cuore- per quelle persone che vorrebbero un mondo più “di cuore” appunto, ma che poi al momento di metterlo in atto se la fanno sotto, scappano, si spazientiscono, si innervosiscono e se la raccontano.
per ora mi fermo qui..
un abbraccio
Andrea
@Andrea: davanti alla tua serena consapevolezza non mi resta che annuire e spronarti a proseguire in questa direzione.
L’importante é che ti metti su una “direzione” molto trafficata perché nulla del tuo potenziale vada sprecato.
Un caro saluto
Rebecca
é proprio quella la mia sfida, Rebecca: stare nel traffico e non in posizioni marginali “di comodo” che in realtà mi fanno stare male.
Grazie per il rimando
Un caro saluto anche da parte mia
Andrea
ciao a tutti, è proprio vero alcune sensazioni sono uniche e speciali come le persone che attraversano questo sito-mondo, esempio io sono nato da un padre le cui parole più usate partivano sempre dal suo cuore come “aiutarsi, giustizia, voletevi bene” e da una madre con qualità come la fede e la pazienza, nella dedizione e nelle cure a mio padre ed adesso che lui non è più in questo mondo nelle attenzioni premurose e pazienti ai fiori della sua tomba! Ed io: una persona un po’ sensibile!
buon cammino evolutivo a tutti,
by by pippo8