… paura? Bene… :-)
- qual’é la paura che ti fa sentire più minacciato/a?
- qual’é il tema esistenziale che stai affrontando in questa fase della tua vita?
- quale lezione stai imparando?
- cosa ti fa soffrire più?
- qual’é il problema ricorrente?
Sai perché voglio che tu rifletta su questo aspetto della tua vita? Per invitarti ad osservarlo, ora e sempre.
Lo so che é più facile cercare di ignorarlo magari cacciandolo in fondo alla mente, nel posto delle cose da rimuovere.
Osserva la tua paura, e guardala in faccia, magari Piano Piano.
Lentamente svanirà. Al suo posto nascerà una nuova virtù, una nuova capacità. Al posto di ansia, sofferenza e fatica, si sistemeranno Forza, Energia, Coraggio e Consapevolezza.
Provare per credere.
Rebecca
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Risorse per approfondire:
www.quasifacile.com/metodoistintivo





Ti ringrazio tantissimo per la tua risposta.. Un abbraccio
dimenticavo….ringrazio tutti per gli stimoli ricevuti, e per l impegno a creare una comunità più comunicativa, e soprattutto grazie a rebecca….
ciao
La paura che mi fa sentire più minacciata? La paura di non farcela, forse! Di non ottenere ciò che voglio, ma cosa voglio? Una vita bella, soddisfacente, fatta di relazioni, soddisfazioni a tutti i livelli, allegria, sicurezza economica, soddisfazione professionale o creativa…..diversa dal passato insomma, ma io sono diversa? Ero forse troppo chiusa in me? Il problema è che a volte mi sembra di non farmi comprendere, forse comprendere vuol dire entrare nelle situazioni da vivere? Totalmente e senza paura? E allora il tema presente è che ho ancora tante situazioni del passato irrisolte, situazioni in cui non sono entrata a pieno titolo…..famiglia, lavoro, relazioni, tutto insomma…..
Sto imparando a dare, dare me stessa per quel che sono, accettando gli altri per quel che sono, ma non è semplice, vogliamo sempre cambiare tutto così velocemente, senza comprendere senza consapevolezza senza vedere l amore in tutto ciò che ci accade…..chi sarei oggi se non avessi vissuto tutto ciò che ho vissuto? Chi ero prima? Cosa sarò domani?
Soffro perché non riesco a mantenere sempre uno stato amorevole, perché giudico, perché penso ancora che gli atri mi dovrebbero capire ecc ecc, in fondo è ancora un moscone che ronza nella testa, non sono ancora riuscita a prendermi la responsabilità del dare per dare e basta, senza aspettare le briciole che tornano indietro, le briciole che io mi aspetto, come l amore il rispetto ecc ecc ma in fondo so che tutto questo c è gia, che se apetto aspetto solo le briciole e non la parte più vera….
Il problema ricorrente è il sentirmi separata? Separata da Dio e separata dagli uomini, perché non sono ne da una parte ne dall’altra fino a quando non abbandonerò l ego (forse!)
@ Maria, eccoti, specchio specchio delle mie brame
Una cosa é certa, non esiste una Te che sia mai stata sbagliata.
Pensare di essere sbagliati é separarsi da se stessi, altroché Dio o uomini…
Sii costante dell’apprezzare ogni tua parte di te, presente, passata o futura. Questa é la chiave della prima porta sulla strada della Realizzazione
Ciao Rebecca,
probabilmente in altri momenti della mia vita non mi sarei trovata a scrivere di me stessa su un blog e invece eccomi qui, sollecitata dalle tue domande. Già le tue domande in realtà sono proprio quelle che prima che mi arrivasse la tua mail mi stavo facendo nella mia testa… In questo momento della mia vita mi sto confrontando con un problema molto difficile… Ho perso il lavoro (sono un’infermiera precaria)e da Agosto sto facendo i salti mortali per mantenere una vita dignitosa per me e per mia figlia e con il mutuo che non riesco a pagare le mie paure sono prevalentemente legate alla mia incapacità di mantenere me e mia figlia e di perdere la casa, cosa peraltro non troppo lontana.. Il mio lavoro mi impegnava moltissimo in quanto lontano da casa per cui non ti nego che almeno inizialmente anche sentendomi in colpa ho tirato un sospiro di sollievo al pensiero di potermi dedicare un po’ a me stessa. Ho iniziato ad usare il tempo che non avevo mai avuto per la mia crescita personale e nonostante la mancanza di denaro sono riuscita a trovare delle risorse per migliorarmi. Quelli del denaro e dell’abbandono sono purtoppo temi ricorrenti nella mia vita e spesso mi sembra di tornare indietro: A volte mi dico che le cose possono migliorare ma la verità è che non so cosa fare.. Forse questa è un’opportunità di cambiamento ma come si fa a coglierla? Scusa se ti ho,anzi vi ho angosciato con questa storia non troppo originale ma a volte sapere che dall’altra parte cìè qualcuno che ci ascolta serve a sentirsi meno soli..Grazie
@Ale, é quasi un mese che hai postato il tuo commento su QF, e non é passato un giorno che io non ti abbia pensata.
Il fatto é che l’universo mi ha fatto un “regalino” di recente.
Mi ha donato la consapevolezza di essere responsabile non solo di ciò che accade a me, ma anche e sopratutto di ciò che accade fuori di me.
Tutto ciò che gli amici iscritti riportano qui in QF, é espressione di una mia caratteristica.
Che si tratti di un problema, di un’emozione, o di una qualità, la legge é inesorabile. Fa da specchio a qualcosa che mi appartiene.
Quindi ti rispondo come rispondo a me stessa relativamente a ciò che ti (ci) turba:
“La pace inizia con me, e se lo credi, anche con te. Una fiducia sconsiderata nel divino fornisce soluzione puntuale e precisa. Esprimiamo esattamente ciò che desideriamo, Ale Cara, e come bambine fiduciose, diciamolo alla nostra madre divina, Lei provvederà a tutto”
Ciao Rebecca,
mi trovo perfettamente in sintonia con quanto dice Angelo. Anch’io attraverso varie paure. La solitudine mi attanaglia e alle volte alcune paure mi bloccano, sembra che mi dicano “non agire”. Cerco di non abbattermi, tengo il fisico occupato allo scopo di distrarre la mente: yoga, passeggiate, computer, compere. Ma quello che mi resta dentro è sempre la sensazione di essere fuori tempo, tutto quello che faccio mi sembra inutile, cerco spiritualità, cerco costantemente di integrarmi con la natura. Molto spesso mi ritrovo a passeggiare vicino ad alberi favolosi (ultimamente ho notato che li guardo in maniera diversa) ad ammirare il cielo, i tramonti, i voli dei gabbiani, il mare e solo così mi sento serena. Cerco Dio in ogni cosa che Lui ci ha dato e quando torno a casa sono più calma. Questa è una battaglia giornaliera ma non placa la mia anima. Sono alla continua ricerca di qualcosa. Ma di cosa? Alle volte mi sento in un mondo che non mi appartiene. La paura mi ha molto accompagnato nella vita ma da alcuni anni mi sembra che sia aumentata. E’ forse una crisi dell’età? (Ho 61 anni). Grazie Rebecca per i tuoi consigli sempre preziosi.
Ho letto varie volte il post è ora sono pronta a ripondere: la mia paura più grande è quella di fallire e sentirmi inadeguata.A volte non faccio delle cose perchè mi sento “bloccata” in vari campi dal terrore di fallire(ciò può essere fatto risalire ad un trauma infantile che ancora mi condiziona),anche se,per fortuna,la maggior parte delle volte i fatti mi danno torto.
!
Non so se è collegato,ma quello che mi fa soffrire di più è sentirmi messa da parte o lasciata indietro dagli altri(su questo punto purtroppo giocano una certa quantità di esperienze passate).
I miei problemi ricorrenti sono due:il rapporto con gli altri e il sentirsi “bloccata” davanti a certe situazioni.Ci sto lavorando e mi capita perfino di collezionare qualche vittoria,mentre tento di non farmi abbattere dalle sconfitte.Ho letto su un blog su Internet che il fallimento può trasformarsi nel requisito del successo se lo si sa usare in modo costruttivo…metterlo in pratica però non è tanto semplice
Mi capita anche di avere le riposte,ma non riuscire a metterle in pratica concretamente,anche perchè sono piuttosto pigra.Comunque mia madre mi ha insegnato a rialzarmi ogni volta che cado e a non lasciarmi sconfiggere e questa è stata la mia più grande fortuna.
@ Iolanda.
“Tu hai lasciato le persone da parte. Lo hai fatto perché perché avevano fallito, e sebbene fossero molto a disagio per via del loro senso di inadeguatezza le hai lasciate lo stesso.
Fortunatamente i fatti ti hanno dato torto. Quello che sembrava un fallimento alla fine non lo era poi così tanto e quindi si sono riprese, anche se non hanno potuto fare conto su di te.
Il tuo rapporto con gli altri é sempre stato un problema, e ti sei sempre bloccata davanti a certe situazioni.”
Mi sono permessa questo gioco di ruoli Iolanda, per dire che a volte siamo carnefici, altre volte siamo vittime. Non é un caso, ma un ritmo. Come il giorno e la notte, il sonno e la veglia. Un ritmo indispensabile alla vita ed all’evoluzione.
Alla tua anima non importa. Ciò che vuole, ciò che vuoi é: capire l’importanza del dare fiducia e amore incondizionati
Ecco perché quando cadi ti sai rialzare: vai verso la fiducia e l’amore incondizionati verso te stessa.
Il fallimento si trasforma in un requisito di successo quando SMETTIAMO di sentirci vittime ed iniziamo a dire: si, ok, sono responsabile di questo stato di cose, ora faccio del mio meglio per risolvere, che problema c’é
.
Brava Iolanda, brava. Il tema di cui stai facendo esperienza in questa vita é bello tosto, ma tu hai tutto ciò che occorre per uscirne vincente una volta per tutte
Con tanta Stima
Rebecca
Ciao Rebecca,
le mie paure sono tante, la più grande è la paura di sbagliare, di non essere all’altezza ma non perché se sbaglio sia una catastrofe; io credo che gli sbagli ci aiutano ad imparare!
… Quando avevo 14anni e mezzo, finite le medie, andai a lavorare, con la prima busta paga mi volli comprare la bicicletta, non sapevo andare in bicicletta, un’amica mi aiutò su una strada deserta un po’ alla volta mi accompagnava con la mano come si fa con i bambini mi mollava mentre andavo giù per la discesa io regolarmente in fondo alla discesa non riuscivo ne a fermarmi ne a fare la curva e finivo nel fosso tra rovi e ortiche lei la prima volta rise e io non volevo più provare lei si scusò dicendo che ero buffa piena di foglie e risi anch’io così riprovai non ho contato quante volte sono finita in quel fosso cento? 500? mille?
Ad un certo punto andavo da sola senza la mia amica e imparai a frenare senza cadere a fare la curva senza più centrare il fosso. Non ricordo se ci ho messo un mese o più, di giorno lavoravo 4ore e mezzo al mattino e 4,5 ore al pomeriggio ma alla fine facemmo il mio primo giro del paese! A quel tempo ero convinta che tutto si poteva imparare, dopo però o iniziato a non crederci più a mettere dei limiti oltre i quali non tutti arrivano e io non ci riuscivo, nessuno mi diceva riprova che ce la puoi fare (più facile che dicessero che ero una frana, che non ci sarei mai riuscita …) e ho iniziato a rinunciare per non essere schiacciata dal peso di quelle parole.
La mia paura è il giudizio degli altri che poi MI CRITICHINO e mi giudichino.
Piuttosto di fallire davanti agli altri preferisco non fare niente.
Inoltre non ho più costanza, inizio le cose con entusiasmo ma dopo un po’ mi stanco perché non ho pazienza di aspettare di vedere il risultato delle mie azioni, ci vuole tempo e io vorrei vederlo subito fatto (forse temo che se ci metto tanto qualcuno se ne accorga e inizi a dirmi che sto perdendo tempo); oppure ci vogliono soldi e quelli mancano sempre.
In casa mi dicono che non vale la pena fare quella cosa che alla fine perderò solo tempo perché tanto non finirò mai. Cosi per paura di non concludere non ci provo nemmeno. E dopo una vita così è difficilissimo cambiare. La mia vita è piena di
“potrei provare … ma se non funziona?”
oppure
“Lasciamo perdere … tanto non mi lasceranno fare, meglio non pensarci più”
…. grazie per ascoltare i miei sfoghi!
Serenità e baciabbracci fatati, buona vita!
@CuorDiFata: leggo sempre volentieri i tuoi “sfoghi” come li chiami tu, perché sono sempre pieni di spunti interessanti (insomma… mi ispiri sempre
!! )
La paura del giudizio altrui solitamente appoggia su un fondamento ben peggiore: il nostro autogiudizio.
Il mondo esterno fa solo da promemoria, il giudice che ci stronca é quello abbiamo dentro di noi.
MA IO CONOSCO UN MODO per sabotarlo!
Ed é questo:
Quando ti interessa fare una cosa, anziché valutare se ti renderà degna di approvazione, scaccia il pensiero mettendoci sopra, ogni volta questa domanda: MI DIVERTE FARE QUESTA COSA? Se la risposta é “Si” CuorDiFata, falla per puro spirito di divertimento.
Ripeti a te stessa: lo faccio perché mi diverte.
Se alla fine ti diverte davvero, puoi anche essere dispiaciuta se ti giudicano male… ma la partita, nella peggiore delle ipotesi finisce 1 a 1. Loro ti criticano, ma tu ti sei divertita…
Un Bacione!!!
Rebecca
Cara Rebecca,
le paure che mi bloccano sono quella di sbagliare, vorrei operare alcuni cambiamenti ma non sono sufficientemente allenata a distinguere la mia voce interiore, temo di sbagliare strada e imporre dei sacrifici inutili ai miei familiari per quelli che potrebbero rivelarsi dei capricci solo miei, per noia; dopo i 40 anni capita a molti di sentirsi un po’ soffocati nella propria vita e dover cercare di ridarle un senso.
L’altra paura che mi accompagna è quella di non riuscire, nonostante il desiderio di trovare nuove soluzioni sia tanto, è grande anche il peso di abitudini strutturate da decenni dentro la mia mente…
la mia più grande paura…. quella di non avere abbastanza coraggio per fare le scelte più giuste per la mia vita….ma non mi sono ancora arresa e dentro una vocina continua a dirmi che non è ancora finita posso farcela….devo solo trovare la strada che mi porterà a casa…
@Cristina: mi piace il tuo coraggio
.
Amo usare questa espressione: prendere una bella lente di ingrandimento e osservare ingrandendo al massimo ciò che avviene in noi. Io lo trovo molto liberatorio. E’ un pò come scendere nelle viscere delle nostre terre, ed esplorare in silenzio i sentieri dei nostri timori.
Quando conosci bene una strada, anche se é buia, un pò alla volta, diventa più familiare e meno inquietante…
Brava Cristina
Si, io sono con te, e sai dove trovarmi ogni volta lo desideri
Rebecca
grazie rebecca delle tue domande ,la paura che piu’ mi minaccia e’ quella di rimanere sola ,non solo fisicamente ,ma anche a livello mentale ,cioe’di non avere persone con le quali condividere i miei pensieri,avere obiettivi comuni.sto affrontando l’amore per me stessa e riuscire ad attrarre la persona migliore per me,sto imparando ad accettare tutto di me,voglio trasformare tutto in vantaggio,mi fa soffrire sentirmi incompresa.grazie a te mi sento piu’ compresa ,un abbraccio
Gentilissima Rebecca,
(senza convenevoli)
…………………………..
sono direttamente al dunque, rispondendo animatamente
alle tue esplicite, importanti, utili
ed allo stesso tempo ardue domande,
alle quali mi hai invitato a rispondere
impegnandomi così in un utile esercizio per la mia persona, ti rendo un grazie!
_
La paura, termine alquanto utile ma allo stesso dannoso se
permane per anni come compagna di vita, accumulandosi in
un contenitore, quello mentale, con tante altre da formarne
un esercito intero e, sempre pronto a stimolare scatti di ira istintiva
talvolta dannosi e deleteri. In termini di “PAURA”, dopo un percorso,
arduo di autoanalisi, che ancora oggi si mantiene vivo, ho quantomeno
annientato, o quasi completamente questo arsenale di armi atomiche
che mi sono state compagne per un terzo di secolo.
Le ho annientate, semplicemente affrontandole, ad una ad una, man
mano che mi si presentavano e con l’ausilio di una tranquilla postura
fisica, una buona alimentazione mentale, un buon controllo del
ritmo respiratorio ed una buona dose di determinazione per ottenere
ciò che ritenevo “IMPORTANTE” per la mia persona. Ecco tutto,
semplicemente così è stato ma, PRIMA DI CAPIRE CHE AVREI
DOVUTO REAGIRE, ED IN CHE MODO, c’è voluto molto e molto
tempo per poter sciogliere le catene e dar libero sfogo al mio VERO MODO
DI ESSERE!
Tutte quelle paure, che mi sono state indossate, per condizionamenti,
per ubbidienza, per dovere, per il mio meglio, da tutte quelle persone
che in tanti anni mi si sono avvicinate: ossia la società formata
da individui, la famiglia, la scuola, l’ambiente sportivo, l’ambiente
di lavoro, la cerchia delle amicizie e delle conoscenze ecc…ecc.
MA…MA…ogni medaglia ha sempre il suo rovescio!
Da una parte ho assimilato “paure” e dall’altra ho assorbito “informazione”,
insomma, anche la paura ha il proprio compito, è stata per me
la moneta di pagamento per l’istruzione ricevuta e nulla e nessuno
deve quantomeno veicolarmi a ritorcermi contro costoro!
INSOMMA….questa qualità di assorbitore di paure è solo mia,
sono io il solo responsabile delle mie paure per le quali ho sofferto,
e non poco!!!
Comunque è risaputo che la sofferenza fa crescere l’individuo
e personalmente, senza togliere nulla ad alcuno e senza mettermi
sul piedistallo, posso tranquillimante dire, oggi:
LA PAURA SI E’ TRASFORMATA IN SICUREZZA.
Rimane solo l’esperienza che è la guida per affrontare le
prossime paure sul percorso della vita e trasformarle
in concreti risultati, per la mia persona e senza danneggiare
la vita altrui.
_
Il tema esistenziale che da tempo mi impegna giorno e notte (anni),
consiste semplicemente nel trovare risposte he possano indicarmi
il mio preciso ruolo e scopo della vita. Si ho capito! Sono nato
maschietto, in una sana famiglia e con pregiati principi, poi una serie
di esperienze di vita, amicizie, tante cose fatte nel bene e nel male,
mi sono formato successivamente una famiglia, dei figli, insomma…
un percorso come tante persone ma sta di fatto che mi sento
un individuo dalla sensibilità MOLTO MA MOLTO ULTRAACCENTUATA
e per tanto questo fa sì di segnalarmi obiettivi ULTRATERRENI,
a dir poco inaccessibili in questa dimensione. La mia parte razionale
da tutto per scontato, che ciò che si ottiene sul piano materiale, comunque
è transitorio e poco attendibile, l’inconscio mi spinge a cercare per
trovare qualche cosa che purtroppo per me (come per tutti,penso)
è al momento sconosciuta e per tanto il mio obiettivo rimane in ombra
e questo mi rende alquanto irrequieto. STRANO MA VERO!!!
Ho trovato, nella lettura, variando temi, materie e confrontandomi con
persone dotte, intelligenti, con carriere professionali ed incarichi
importanti, sopratutto anziane con notevole bagaglio esperenziale, un
buon confronto e sto assorbendo stringhe a pieni gigabait al giorno
per una mia ulteriore maturazione interiore ed intellettuale ma:
LA PROIEZIONE DELLA MIA ENTITA’, è molto distante dal presente,
si trova a distanze di migliardi di anni luce. Sono davanti ad un scenario
futuristico senza confini e limiti, perdendomi spesso il presente.
La mia preoccupazione principale è come fare al meglio il mio compito, MA QUALE?
per essere preparato all’eternità? Forse, ho pensato anche al fatto
di possedere milioni di kilometri di neurovie, formatesi in seguito ad un forte
condizionamento religioso, sopratutto in tenera età! Ma chissà? Potrebbe!
Comunque, è per mé una grande battaglia di deprogrammazione e riprogrammazione
cercando di fare del mio meglio, almeno lo spero….
_
La lezione che sto imparando:
La SPERANZA e la FEDE, sono importanti elementi, dei quali mi avvalgo
quando effettuo questo tipo di autoanalisi, ma attenzione, sia speranza che fede
sono rivolte a mé stesso in primo luogo,perché esisto, successivamente rivolte a COLUI CHE HA
VOLUTO TUTTO QUESTO, a Colui che purtroppo nel Suo Nome, per ogni
popolo e nazione, religione o cultura, l’umanità lo ha utilizzato per i suoi
più personali interessi di potere, talvolta compiendo atti crudeli contro l’umanità stessa ad oggi nulla è cambiato.
Per mé, COLUI E’ e basta!
Va ringraziato sicuramente, debbo solo capire ancora, cosa Lui vuole da mé
e se io in qualche modo posso rendermi utile a Lui, tutto quì!!
Questo è il mio attuale punto di vista, personale e spero corretto; intendo
con questo evitare di imporre ad altri con opere di convincimento od altro
a seguire le mie idee, credo e concetti; solamente lo faccio perché cercando di scoprire come posso essere utile al mio CREATORE, questo mi rende serenità!
Il mio è un modo, come possono essercene tanti altri, ogniuno il suo,
come ritiene più consono per se stesso ma attenzione a distinguere la personalità dal proprio vero essere,
la personalità la ritengo solo una maschera, attenzione a non ingannare se stessi, occorre senzaltro
andare più giù in profondità, nell’anima, affinché il fondamento
di verità si possa per lo meno appena percepire.
Inoltre sostengo aver imparato a viaggiare tra passato e presente, come la meccanica logica di un jobox, che si muove a ritroso, agganciando un disco nell’ultima fila
e lo trasporta poi alla puntina per farmelo ascoltare ADESSO NEL PRESENTE.
Questo mi permette di avere sempre a disposizione una notevole mole
di informazioni per affrontare decisioni QUI’ AL MOMENTO PRESENTE.
In sostanza, tutto questo mi rende più SICURO E DECISO nel momento
presente, la cosa che debbo perfezionare è la velocità, in quanto è bene implementare minor tempismo per eseguire questo tipo di operazione per
aver il risultato più rapidamente! (i miei tempi sono ancora lunghi).
_
Cosa mi fà soffrire di più,
è il constatare che in ambito di rapporti umani, le persone, viaggiano su frequenze
di comprensione, talvolta differenti, vorrei poter collegare le nostre menti in rete
per poter comprendere lo stesso linguaggio ma poi…..mi rendo conto benissimo
che sarebbe un reato contro la libertà personale, sarebbe un monopolio!
Invece così, come natura ci ha fatto, oltre a disporre della propria libertà di pensiero,
esiste una molteplicità di idee e concetti, posti a confronto e visti da angolazioni
e spazi temporali diversi. Sotto sotto soffro un pochino, ma poi mi rendo
conto che è un’utopia.La chiave è sempre la via di mezzo e la via di mezzo
è una buona comunicazione, fondamentale per sani rapporti interpersonali
e per se stessi.
_
Qual’é il problema ricorrente
sempre lo stesso, di carattero oggettivo:
DAI A CESARE CIO’ CHE E’ DI CESARE!!!
Il denaro, la merce di scambio, lo scambio di servizio….chiamalo un po com vuoi tu!
Insomma questo bell’arnese, manca sempre, almeno all’apparenza!
E’ causa di cattivi ed AUTOMATICI PENSIERI, penso che in termini di neurovie (semplicemente abitudini),
che disponiamo all’interno nel nostro corpo, sia quella a quattro corsie!!!
E’ un tarlo fisso, con chiunque ti confronti, si va sempre su questo argomento
che diventa un’OSSESSIONEEEEEEEEEEEEEEE!
E basta, e basta….perrò comunque anche da solo, riesco sempre a rovinarmi
talvolta la giornata; ben pensando, oggi ci sono ancora, ho da poco cenato
e anche una cena deliziosa, il necessario mai è mancato, il superfluo purtroppo
è sempre avanzato ed è sempre stato in eccesso! MA PURTROPPO I SOLDI
NON BASTANO MAI! CHISSA PERCHE’ ?
Senzaltro se aprissi la mia testa, troverei una fortuna, ma siccome è impossibile
aprirla senza fare danni, lasciamola così! Mi basta il pensiero di sapere
che essa é carica di denaro.
Si, sono arrivato alla conclusione che il denaro è generatore di ansie ed inquietudini
ed allora è proprio solo una condizione mentale!
I bisogni primari sono soddisfatti, però……ci vorrebbe ancora questo …e questaltro..
tutto dettato dalle mode, dalle tendenze, dalla pubblicità MOLTO POTENTE,
è il condizionamento di una vita che subisce, subisce e subisce!
Domenica scorsa, ho incontrato un conoscente, da parecchio tempo lo avevo
perso di vista, con l’occasione abbiamo gustato un buon aperitivo e lui…..un
monologo di circa 80 minuti, un lungo racconto su tutto ciò che non gli andava
bene, “ma insomma…..”gli ho detto, “non sono mica un bidone della spazzatura!”
Pensa che dispone di un patrimonio enormeeeee, liquidi, immobili e altro..
MA E’ MAI POSSIBILE? chi ha i denti non ha il pane e chi ha il pane non ha i denti!
Si è proprio così, ma cosa distingue le persone è solo la POSITIVITA’!
Spero di acquisirne, perlomeno, una fetta bella grande!!
SONO STATO UN PO SUPERFICIALE ED IRONICO
ED AGGIUNGO CHE MI HA FATTO BENE! GRAZIE ANCORA REBECCA!!
Cara Rebecca,
che Dio ti benedica!
Angelo
Illustrissima Rebecca, buona sera e grazie per questa occasione!!
Se mi è concesso, mi rivolgo direttamente e semplicemente dandoti del tu!
La tua iniziativa, legata al sito internet e blog che dirigi, merita oltre
agli applausi di una platea bisognosa di conoscenza sulle risorse umane,
anche una nota di merito per le tue notevoli qualità e capacità comunicative
ed espressive coadiuvate da un’ottima performance professionale.
Si, questo dovevo proprio dirtelo, poiché, seguendo i tuoi articoli ho
potuto constatare che disponi di qualche marcia in più, che metti a disposizione di quella cerchia di persone che in un certo senso sono alla ricerca di risorse.
Complimenti Rebecca!
Intanto mi presento:
Angelo
48 anni
coniugato
2 figli rispettivamente
Da circa dieci anni, sono attento lettore, di materie umanistiche,
la PNL è la mia preferita,
letture motivazionali,
metafisica,
materie scientifiche,
religioni,
alimentazione, insomma……
ho alimentato la mia mente in modo e misura taleche è ora di mettere in campo un pò di pratica!
LA MIA DOMANDA E’:
PERCHE’ ANCORA OGGI, NON HO CHIARI OBIETTIVI?
PER QUALE MOTIVO, NON SO’ CHIEDERE A ME STESSO DOVE VOGLIO ARRIVARE? COSA
VOGLIO OTTENERE DALLA VITA?
INSOMMA, TUTTO GIRA ED IO MI TROVO IN UN VORTICE DI ABITUDINI, DI
INCOMBENZE, DI DOVERI CHE CREANO UNA GABBIA INTORNO A ME E NON MI LASCIANO SPAZIO PER L’IMMAGINAZIONE, LA CREATIVITA’,BLOCCANDOMI IL TUTTO PRIMA CHE NASCA L’IDEA.
CONSIDERA CHE IL MIO BAGAGLIO DI ESPERIENZE PERSONALI, IN CAMPO FAMIGLIARE,SOCIALE, LAVORATIVO, E’ ENORME E PURTROPPO, COMUNQUE, NON HO ANCORA TROVATO LA MIA STRADA DI REALIZZAZIONE PERSONALE.
MI RENDO ANCHE CONTO CHE FACCIO PARTE DI UNA GENERAZIONE, COLPITA DA UNA
LUNGHISSIMA SERIE DI STRAVOLGENTI
CAMBIAMENTI EPOCALI, LEGATI ALLA CULTURA, ALL’EDUCAZIONE, AL FORTE IMPATTO DEI MEDIA, AL FORTE CONDIZIONAMENTO RELIGIOSO E POLITICO,
RENDENDO LA VITA SPESSO DIFFICILE ED ARDUA MA HO SEMPRE AFFRONTATO I
CAMBIAMENTI CON GRINTA E VOLONTA’.
OGGI LE PAURE SONO ALLE MIE SPALLE, I CONDIZIONAMENTI SONO VENUTI MENO, HO
OTTENUTO LIBERTA’ E TEMPO PER ME,
A SCAPITO DI UN REDDITO DA LAVORO DIPENDENTE MOLTO MODESTO, DEDICO SPAZIO
ALLE MIE PERSONALI NECESSITA’ IN TERMINI
DI BENESSERE PRATICANDO SPORT E SANA ALIMENTAZIONE, CURO LA GESTIONE
FAMIGLIARE DANDO PRIORITA’ ALLE ESIGENZE
DEI FIGLI CERCANDO DI FARLI CRESCERE SOSTENENDOLI SPICOLOGICAMENTE CON SANI
CONSIGLI ED ESEMPI, DEBBO DIRE CHE DA QUESTO LATO,IN FAMIGLIA I RISULTATI SONO CONCRETI.
NONOSTANTE CHE MI OCCUPI DI FAMIGLIA, CERCANDO DI COPRIRE ANCHE LA CARICA DI
AMMINISTRATORE DELEGATO OLTRE CHE DI MARITO E DI PADRE, NULLA E’ MAI MANCATO IN TERMINI DI AFFETTI E BENI NECESSARI,
MI TROVO NELLA CONDIZIONE MENTALE DI INADEGUATO. SONO AFFETTO DA BUONISMO
INCULCATO.
INOLTRE HO EFETTUATO DIVERSI CAMBIAMENTI IN CAMPO LAVORATIVO CON
SPECIALIZZAZIONI DIVERSE.
OGGI FACCIO PARTE DI UN CENTRO DI RICERCA UNIVERSITARIO PER HOBBY, MA LA MIA PRINCIPALE ATTIVITA’ DI
SOSTENTAMENTO E’ ALLE DIPENDENZE DI UNA DITTA PRIVATA.
UNA COSA E’ CERTA: MI TROVO IN CONDIZIONI SPICOLOGICHE DI INFERIORITA’,NEL
MIO PERCORSO LAVORATIVO TRENTENNALE,
NON SONO RIUSCITO AD EMERGERE ECONOMICAMENTE DALLA MASSA E PER ME’ è UNCRUCIO!
SONO RIMASTO ALL’ETA’ DI 19 ANNI, QUANDO AVEVO INTRAPRESO LA SCUOLA MILITARE PER PILOTA ED I MIEI GENITORI MI HANNO TOLTO UN SOGNO; L’ANNO SUCCESSIVO, IN SEGUITO AD UN INCIDENTE STRADALE HO PERSO UN FRATELLO DI 19 ANNI E 20 ANNI LI HO IMPIEGATI PER ELABORARNE IL LUTTO.
OGGI, HO TUTTO, MA FORSE NON HO ME STESSO.
Mi fermo qui e concludendo,
porgo i più cordiali saluti a te Rebecca ed a tutta la Redazione!
Grazie!
Angelo
@ Antonino: l’impressione… é che tu sappia, e voglia un pochino glissare. E’ normalissimo, LO FACCIAMO TUTTI. Anzi, bravo Antonino che ti fai avanti in questo luogo, con queste confidenze importanti. SICURAMENTE questo é il primo passo. Guarda come, anche solo scrivendo, sei andato osservando sempre più il fenomeno delle tue paure. L’impressione che si ha é proprio quella di uno che parte con la lente da una certa distanza di sicurezza e poi piano piano va sempre più vicino all’oggetto da osservare.
Rileggi il tuo bellissimo commento: all’inizio quasi metti in dubbio che ci siano paure… poi addirittura fai una descrizione dettagliata del fenomeno paura/rabbia.
HAI PROPRIO FATTO QUELLO CHE SERVE: HAI OSSERVATO senza giudicarti.
Sono sicura che la tua insegnante di yoga se leggesse ora queste tue righe si complimenterebbe con te, perché non sei più quello che ha “una qualche paura nascosta dentro che non vuole tirare fuori”. Ora sei uno che osserva, e un osservatore prima o poi trova
Tanti Cari Complimenti!
Continua così e se ti fa piacere scrivi ancora delle tue “paure” nei commenti a questo articolo.
Sei un ottimo esempio
Grazie ancora
Rebecca
Paura? Non saprei.
Proprio ieri sera stavo parlando con la mia insegnante di yoga che reputo una persona stupenda, gioiosa, che ti capisce se hai qualche problema e ti aiuta. Beh, mi ha detto che probabilmente ho un qualche problema, una qualche paura nascosta dentro che non voglio tirare fuori.
Di paure ne ho: paura dell’aereo, paura di rimanere senza soldi, paura anche dei momenti di rabbia (quando mi prendono, non me ne rendo quasi conto: una volta mi sono messo a gridare in strada perchè ero vagamente in ritardo, stava passando il bus e il semaforo non scattava, e così ho gridato di tutto al semaforo!), paura di fronte ad una classe di ragazza indisciplinati, ecc…
C’è da dire che lo yoga e anche il buddhismo zen mi stanno aiutando, ma c’è sempre da migliorarsi…
Brava Tiziana, e l’hai vuotato proprio bene il tuo sacco! Complimenti. Ci vuole forza e coraggio per fare questo lavoro.
Ora viene la parte più facile, cara. Se vuoi non é scontata, ma certamente é fattibile, basta solo prendere il ritmo. Abituarcisi.
Osserva questo turbillon di pensieri ed emozioni che ti avvolge. Guardalo. Senza rimproverarlo, senza respingerlo, senza detestarlo. ANZI.
Se puoi cerca di volergli bene, di provare tenerezza o qualche altro sentimento gentile che ti é familiare.
Non cercarlo ma sopratutto non evitarlo. Piano piano ti rivelerà tante cose, che tu osserverai, punto.
Ho conosciuto una persona, di recente. Una donna molto colta, evoluta, giovane e bella. Mi parlava di quel suo perenne senso di indegnità, e mentre lo faceva si toccava il cuore con le dita della mano destra congiunte. Per tutto il tempo mi sono chiesta quando dovesse essere Grande la sua Consapevolezza dell’Immenso, per riuscire a sentirsi così “piccola”, lei che invece era davvero così Grande.
Ti riporto questa esperienza perché SEMPRE, nelle persone che portano in se un certo senso di inadeguatezza, riscontro invece grandi doti di intelligenza e sensibilità. Purtroppo un’altra costante é che frequentano persone molto meno dotate, e il risultato é questo eclatante malinteso. Una specie di burla. Cara Tiziana, a volte le persone che sembrano sicure di sé sono semplicemente più spavalde e meno consapevoli. Per questo non vanno prese a modello di riferimento.
Grazie Tiziana per il tuo Bellissimo contributo. Ti mando un abbraccio grande grande.
Rebecca
ho letto e riletto le tue quattro domande,e la risposta è arrivata limpida,chiara.Quale è il problema ricorrente? Quello che mi porto appresso tutta una vita?l’inadeguatezza,la sensazione di non essere mai all’altezza delle situazioni,(in qualsiasi ambito) e allora subentra la necessità di parlare poco per non sbagliare,la paura di non capire,di essere da meno degli altri,e di non dover far capire agli altri il mio stato.A volte vorrei essere trasparente, cosi nessuno mi vede, mi giudica!E questo mi porta a fare fatica a concentrarmi,ad avere sensazioni vaghe,a non memorizzare niente.Sono incapace di darmi una tregua e questo mi fa mancare l’erba sotto i piedi…..
ecco ce l’ho fatta,ho svuotato il sacco!
@ Elisabetta:
Grazie a Te!
Rebecca
Carissima Rebecca la tua email è arrivata al momento giusto, come tutte le cose belle o brutte che siano, visto che è un pò di tempo che non riesco a riflettere bene sulle mie paure ed ora voglio scriverle qui e condividerle…
In questo momento la paura principale è l’indipendenza economica, ma soprattutto il fatto di non avere alcuna entrata economica e di non sapere proprio come pagare affitto e bollette.
Il tema esistenziale che sto affrontando ora è lo sviluppo della mia espressione creativa pittorica e non solo, che troppe volte ho accantonato ma ora che finalmente l’ho recuperata, sviluppata, nutrita e coccolata sono decisa a portarla avanti sempre,almeno dentro di me!
La lezione più grande che sto imparando è che nonostante i problemi enormi che sto affrontando ho una serenità interiore ed una gioia che non mi abbandona e ritrovo sempre il sorriso e la gioia per la vita.
La cosa che invece mi fa soffrire di più è la mia situazione amorosa che non posso ancora vivere come vorrei ed il problema ricorrente forse è che tendo ad iniziare sempre le cose con tanta energia e poi dopo i primi ostacoli cambio rotta verso qualcosa di più entusiasmante, però devo dire che che è sempre meno vera questa cosa perchè mi sto riprendendo le attese, i tempi cosidetti morti come germinazione e crescita spirituale, emotiva e creativa…
Vabbè, ora ho finito veramente e spero di non averti/vi annoiata troppo e ti ringrazio per il tuo bellissimo percorso di vita che condividi con tutti noi ed i tuoi preziosissimi suggerimenti!!
Un abbraccio e Grazie alla Vita!!
Elisabetta
Sinceramente non nutro e non ho mai nutrito grosse paure. Vivo e ho vissuto tutta la vita in “affidamento” continuo al Dio dell’Universo. Io chiedo e Lui agisce e prendo sempre per buono ed utile ciò che mi manda. Spesso ho constatato che quello che lì per lì era scomodo o razionalmente non voluto, poi, nel tempo, si è rivelata una manna.
[...] giorno fa, un gentile ospite di QF ha lasciato su queste pagine una segnalazione che riguarda la necessità di superare uno stato di timore che blocca il perseguimento di obiettivi [...]
Ciao Fabrizio,
Stavo rispondendo a questo tuo commento e mi sono resa conto che il tema meritava un articolo ben strutturato.
Ecco i link:
http://www.quasifacile.com/istinto/superare-la-paura_1a-parte
http://www.quasifacile.com/istinto/superare-la-paura_2a-parte
Grazie per aver scritto e aver offerto anche tu spunti molto interessanti.
A presto
Rebecca
Ciao Rebecca,
Sono ad un punto della mia vita dove ho iniziato a farmi delle domande sulla mia vita, e le risposte le ho avute e rientrano tutte nella consapevolezza di avere dentro di me la CHIAVE per aprire tutte le porte. Ma la paura prende sempre il sopravvento, è una guerra interna dove da una parte c’è la mia voglia di crescere e portare le mia passione ad un livello tale da farlo diventare un lavoro, e dall’altra la paura di non riuscire abbinato ai problemi economici che mi stanno condizionando la vita. La cosa strana è che nonostante sia consapevole che con i nostri pensieri possiamo costruire la nostra realtà, continuo ad avere questa palla al piede che mi trascino continuamente e che si chiama paura. Eppure sento che la mia felicità è dietro l’angolo e mi sta aspettando, spero di riuscire a lasciare questa palla alle mie spalle. Un grosso bacio
Grazie per la tua bellissima condivisione.
Con l’intenzione di rassicurarti vorrei dirti come la penso, e offrirti il mio conforto.
Considera Cara Amica, che se ti ritrovi scarica di energia, è solo perché la tua parte saggia, “Il tuo Istinto” non vuole dedicare energia a “quelle certe cose”.
Porsi degli obiettivi di crescita o di qualsiasi altra cosa va bene, purché stiano sullo sfondo, come una lontana colonna sonora che accompagna senza sovrastare.
Quello che non riesci a gestire, va bene così, vuol dire che non lo vuoi gestire, quindi è giusto che rimanga ingestito. Lo so che sul piano pratico é molto… poco pratico talvolta, e quindi ti forzerai di gestirlo lo stesso, ma… l’importante é che tu osservi tutto ciò con tanta tolleranza verso te stessa e sempre senza giudizio.
Fidati di ciò che viene da te. Soprattutto se è così marcato come una “non voglia di fare qualcosa”
Il perché lo scoprirai certamente, prima o poi, probabilmente quando osserverai le conseguenze di questa non gestione/faticosa gestione.
Solo tu potrai e saprai capirlo questo “perché”.
Sono certa che sarà un ottimo motivo, un motivo di crescita e sviluppo buono e giusto per te.
Stare nel presente, dedicarsi alle cose quotidiane, concentrarsi in modo da essere sempre presenti a se stessi in ogni attimo, é un ottimo antidoto a timori ed ansie. Sopratutto perché lascia emergere quella gioia e quella forza, di cui tu, Cara Amica, sei molto dotata.
A presto,
Rebecca
La mia paura più grande si scatena quando non riesco a gestire le cose che
mi sono prefissata, poiché è subentrata una mancanza di energia che non
riesco a controllare e quindi non perché non voglio ma perché non posso non
riesco a fare le cose che mi piacciono.
Lo so debbo imparare a dire di no alle cose meno importanti. Ma quali sono
le cose meno importanti per me. Sai ho imparato ad iniziare dalle meno
importanti per poi passare alle più importanti. Magari pian pianino.
Il tema esistenziale che stò affrontando è quello della malattia e della
morte.
Quello della morte dei miei sembra io l’abbia superato, ed altri che mi
hanno visto superarlo mi chiedono incoraggiamento. Questo mi fa un po’ paura
lo sento come un peso (so che sarebbe un’oppurtunità spirituale di crescita
e di conforto verso gli altri) ma come faccio se spesso mi sento scarica di
energia???