Ti dici la verità?
Era: Quando il “peccato” incalza… ed é stato il primo articolo che ho scritto su QuasiFacile.com
Quando le passioni incalzano, è perché dal tuo profondo qualcosa sta cercando di modificare te, il tuo mondo ristretto, il tuo bigottismo. Non c’è libertà più grande di quella di essere te, ora.
I peccati e la purezza sono le due facce di quella medaglia che si chiama desiderio.
Il desiderio é uno strumento di conoscenza
I peccati ti chiamano perché conduci una vita troppo “pura” e quindi limiti le tue possibilità di conoscenza. Vogliono che ti addentri nella tua interiorità, che li guardi in faccia, che li lasci parlare!!!
Vogliono che li ascolti, che ti ascolti…
C’é un fiume in piena dentro di te che vuole sgorgare e che in qualche modo irromperà.
Tanto vale lasciarlo passare, perché reprimerlo può solo peggiorare le cose.
Certo lasciarsi andare non è facile, anche perché c’é la GRANDE PAURA di STARE BENE, timore del quale si parla pochissimo, ma che é davvero diffusissimo. Meglio il buon vecchio familiare malessere, che la prorompente esaltante nuova felicità…
… vuoi mettere?
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Però come comportarsi se il “desiderio” o “peccato” (come ci stiamo divertendo a chiamarlo in questo post) coincide con qualcosa, che certamente reputiamo immorale e sconveniente?
La risposta é sempre e solo UNA.
Facciamo come suggerivano gli antichi saggi e quelli moderni
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C i l i m i t i a m o a d O S S E R V A R E
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Osserviamo noi stessi MENTRE proviamo ciò che proviamo.
Osserviamo il nostro sentimento, il nostro desiderio, la nostra reazione.
Osserviamo il mondo attorno a noi.
“Come” si osserva?
Come fa il bambino che vede, apprende, e NON GIUDICA MAI.





Molto bello …come sempre!!!
@Marisa: moooolto interessante.
Peccato e Purezza…
Piacere e Dolore…
Noi desideriamo e cambiamo
Ciò che desideriamo cambia esso stesso
Nel frattempo sviluppiamo un attaccamento che é già “vecchio” perché sia noi che l’oggetto del ns attaccamento siamo cambiati.
L’attaccamento ci fa soffrire perché a questo punto é illusorio.
E ora viene la questione dell’eternità, perché se, l’attaccamento é sofferenza (visto che si riferisce a qualcosa che é passato), non ci resta che cercare la gioia nell’eternità.
Rimane il fatto che l’eternità include anche il passato, attaccamenti e sofferenze incluse.
L’eternità effettivamente é passato e futuro insieme.
Ecco… questo é l’esempio chiave.
Puoi accettare che l’eternità sia costituita da opposti come il presente ed il futuro?
Possiamo vere un’idea del concetto di futuro se non abbiamo quella di passato?
Come possiamo dire cos’é il piacere se non sappiamo cosa sia il dolore?
Possiamo sapere in cosa consiste la purezza se ignoriamo il concetto di peccato?
non è il piacere l’altra faccia del dolore, come le due facce di una stessa moneta. Lo rifiuto. Ci deve essere un’altra spiegazione. Il punto è che gli oggetti dei nostri desideri cambiano e cambiamo pure noi, di momento in momento, durante una sola giornata, ma noi intanto abbiamo sviluppato attaccamento al passato. E’ l’attaccamento, che è sempre un fatto egoistico e illuso, la causa del dolore , non il piacere. Non vogliamo riconoscere l’impermanenza delle cose perchè noi esseri umani sentiamo una profonda nostalgia dell’eterno.E ci illudiamo. L’eterno è in noi, ma non nell’oggetto del nostro desiderio di passaggio.L’eterno, la felicità, dobbiamo cercarla dov’è.Il punto è che non lo sappiamo.Forse nella nostra coscienza, la nostra interiorità che permane nonostante l’impermanenza dei suoi oggetti? Dovremmo guardarla più spesso la nostra coscienza. Forse una luce può venire da lì.Un saluto a tutti e grazie.
Cos’è il Peccato ? Perchè parli di peccato? E’ il raggiungimento della Libertà, il lavoro prioritario per una evoluzione personale. Come scrivi,è con la consapevolezza delle “pressioni”che si raggiunge, attraverso l’attenzione e l’osservazione,la Luce del Sole e possiamo uscire così dall’inconscio aprendo piano piano i nostri occhi in un sereno risveglio.La Libertà si raggiunge uscendo dalla Morale, che stiamo bene attenti, non significa precipitare nel male o nel buio che si chiamano Immoralità,ma significa semplicemente diventare limpidi, parlare col cuore che vuol dire soprattutto liberarsi dalle riserve mentali,dalle ipocrisie e se guardiamo con attenzione troviamo tutto ciò a casa nostra, negli insegnamenti del Cristo.E’ l’uomo che ha stravolto tutto, ma lo ha fatto per necessità, prima e per “piacere” poi e…questo però è un altro discorso.marina
Si potrebbe disquisire a lungo anche perché uno dei mie difetti é quello di essere troppo sintetica e di spiegarmi poco.
Rimedio e preciso cosa intendo con la metafora del parto.
Partorire é un piacere quanto un dolore. Più accetti il dolore, meglio vivi il piacere.
Per tornare all’articolo iniziale, il senso di accettare certe pressioni, di sentire il peccato che incalza é sempre é solo uno: di viverlo consapevolmente, di osservarlo, senza giudicarlo o castrarlo a priori. Assecondarlo o meno é una scelta personale.
Ciò che conta e su cui vorrei attirare tutta la tua attenzione, è l’importanza di esserne consapevoli, dire la verità a se stessi.
Questo articolo non é per istigare al peccato, ma per dirti di confessartelo
Buon Divertimento
Rebecca
Ciao Rebecca,
molto pertinente la tua risposta: partorire è un piacere assoluto, l’eccezione che conferma la regola.
Anche se si potrebbe disquisire a lungo. Un abbraccio
Pasquale
Pasquale!!!
Macchebbella energia YAN (maschile) che hai!!! GRAZIE di far atterrare i tuoi pensieri qui.
Ti rispondo con una metafora tutta piena di energia femminile:
Partorire é un piacere assolutoooooooooooo
Adesso vengo a leggere uno dei tuoi interessantissimi articoli qui:
http://astrologiascientifica.piuchepuoi.it/
Come sempre la saggezza sta nel giusto mezzo: dunque desideri sì, senz’altro, coltiviamoli perché sono la molla della vita, ma ciò non deve mai significare far del mal agli altri o a se stessi, e dunque pima di cedere alla passione dei desideri o/e dei peccati, io ci dormirei sopra un tantino…..
Se non altro per non ritrovarmi poi, dopo l’ebbrezza temporanea e fuggitiva, in un mare di guai. Anche perché le mete sono belle, anzi bellissime, all’inizio, quando ancora non sono state possedute o consumate o ottenute, ma poi il piacere scade, perde valore.
Ma Rebecca, non hai scritto tu stessa che non è la meta il nostro obiettivo, ma la conoscenza? Ahi noi, conoscenza sì, senz’altro, ma anche “peccare” almeno un poco…., ossia agire per produrre la conoscenza vera!
In conclusione, prima il piacere e poi il… dispiacere: è una legge di natura! Ogni godimento immediato si rivela sempre una fregatura nel lungo periodo. In fondo sono le due facce della medaglia che non si rivelano mai nello stesso momento, ma sempre a distanza di tempo.
La felicità è a portata di mano….: infatti tutto dipende dalla qualità dei tuoi pensieri!
LA VITA E’CONOSCENZA.Questa è un’altra affermazione che mi è piaciuta tantissimo e che mi ha fatto riflettere.Via “la spazzatura”dal nostro quasi abituale modo di pensare.Ciao e grazie Rebecca.Anna
Prima il piacere e poi il piacere.Questa frase mi ha letteralmente sconvolto e nello stesso tempo illuminato:GRAZIE!Anna
Giusto:limitiamoci ad osservare e non giudicare.Mi trovi dello stesso parere.O.K.Anna
è vero!! Cerchiamo la felicità, lo stare bene e poi ne abbiamo una maledetta paura… forse perchè siamo convinti (convinzione errata) di non meritarla o forse abbiamo paura che la felicità duri poco..
lasciarsi andare, farsi trasportare dalle emozioni…. liberati sicuramente dai pensieri
un abbraccio a te Rebecca
è vero!! Cerchiamo la felicità, lo stare bene e poi ne abbiamo una maledetta paura… forse perchè siamo convinti (convinzione errata) di non meritarla o forse abbiamo paura che la felicità duri poco..
lasciarsi andare, farsi trasportare dalle emozioni…. liberati sicuramente dai pensieri
Nel tuo metodo hai detto una cosa fondamentale: noi non siamo nati per soffrire ma per conoscere. Questa frase mi ha colpito e mi sta facendo vedere l’evolvere della mia vita in maniera differente, non accentando, non subendo ciò che mi accade ma semplicemente osservando. Da qui scaturisce il non sentirsi in colpa….