Produrre coscienza
… dunque l’uomo può essere definito un Essere Celeste…
Interessante vero?
Parte6
Quindi vedi che tu con la tua capacità di evolverti devi la tua vita, la tua salute al fatto di vivere questi elementi di discontinuità: sonno e veglia, memoria e oblio.
…Dunque dicevamo e poi improvvisamente la coscienza scompare
Guardiamo un po più da vicino quello che sappiamo della fenomenologia del sonno.
Ogni sera facciamo questa esperienza. Le nostre forze volitive si ritirano, e il mattino ci alziamo pieni di buoni propositi, siamo vigorosi, abbiamo delle idee, cose che vogliamo realizzare, ci mettiamo subito in movimento. Non a caso il proverbio dice il mattino ha l’oro in bocca,
Ti alzi realizzi nella giornata le tue intenzioni, ti occupi dei tuoi doveri, assolvi i tuoi compiti. La giornata anche da un punto di vista esteriore è tutto un rumore, un correre, il mondo si muove come un enorme formicaio.
Ma mano che ci si avvia verso sera tutto si acquieta, gli animali, gli uccelli smettono di cantare, tutto si ritira, noi ci ritiriamo dalla vita esteriore e ritiriamo a poco a poco la nostra forza volitiva e ci ritiriamo in una posizione più di tipo riflessivo.
La sera è più facile vivere una vita di fantasia, il sogno, le rimembranze i ricordi. Ci si siede volentieri e ad un certo punto avvertiamo il peso della giornata. L’uomo si sente stanco. La stanchezza è solamente l’espressione di un fatto fisiologico, cioè del fatto che la coscienza vive alle spese della vita. Noi siamo esseri coscienti di noi stessi, coscienti del mondo e il prezzo della coscienza è la corrosione della vitalità.
Noi consumiamo la nostra vitalità per produrre coscienza ma anche per agire nel mondo, sia nella vita di pensiero e anche nella vita di volontà, noi bruciamo sostanza organica anche in termini puramente fisiologici.


















