La sincronicità, L’I-Ching e C. G. Jung
A cura di Rebecca Bardella
Ideatrice di EvoluzioneSpirituale
QUI la sua presentazione
Alla nostra razionalità di uomini e donne occidentali, l’utilizzo dell’I-Ching può sembrare banale ed inopportuno.
Ti propongo a tal proposito le riflessioni di un grande fan dell’I-Ching: Carl Gustave Jung
Egli suggerisce di abbandonare il ragionamento stile causa-effetto, in favore della “sincronicità” che é una dimensione senza spazio e senza tempo.
Interessante vero? Lo so C. G. Jung era un Grande.
I cinesi hanno pensato sempre in maniera molto diversa da noi occidentali.
Lo psicoanalista svizzero, in “La sincronicità (Bollati Boringhieri)” scrive:
“Al contrario dello spirito occidentale educato dal pensiero greco, lo spirito cinese tende non a cogliere il fatto singolo, ma a vedere il singolo come parte di un tutto: tende cioè alla comprensione intuitiva della totalità. Questa operazione conoscitiva non può basarsi sulla ragione – per sua caratteristica analitica e scompositiva – bensì su funzioni irrazionali della coscienza come l’intuizione”.
Cosa intende C. G. Jung per Sincronicità?
A volte capitano stranissime coincidenze difficilmente spiegabili come pure casualità.
Per esempio pensiamo a una persona che non sentiamo e vediamo da anni, e improvvisamente quella persona ci telefona.
Oppure sogniamo una situazione inconsueta, e il giorno successivo ci troviamo a viverla. Questa connessione apparentemente “magica” di eventi fisici e psichici, che avvengono nello stesso tempo senza che vi sia una relazione causa-effetto. Questo fenomeno viene battezzato 1950 da Jung “sincronicità”. E secondo lui é proprio la sincronicità che spiegare il funzionamento del più famoso testo divinatorio di tutti i tempi: l’I-Ching.
Il responso dell’I-Ching é sincrono con la domanda che poni o con l’ipotesi che formuli.
Chi resta perplesso può comunque tentare di interpretare la funzione degli oracoli dell’I-Ching facendo ricorso a una logica più “occidentale”. Utilizzando un linguaggio evocativo e metaforico, che si adatta pressoché a tutte le situazioni, l’I-Ching stimola a considerare il problema da altri punti di vista. Ti induce a scegliere, e questo di per sé è meglio che perseverare in una logorante condizione di stallo. Infine l’oracolo può spingere a scelte diverse da quelle a cui si sarebbe naturalmente predisposti (siamo infatti portati a ripetere sempre gli stessi errori…) innescando così un cambiamento reale, che permette di esplorare strade mai percorse.
L’I Ching insiste continuamente sull’importanza di conoscere sè stessi. Il metodo con cui si dovrebbe arrivare a questa conoscenza non è fatto per approcci frivoli e superficiali. E’ adatto solo per chi vuole ponderare e riflettere, per chi intende soffermarsi e pensare a ciò che fanno mentre vivono le loro esperienze.
Per questi motivi non posso evitare di inserire in “EvoluzioneSpirituale” un avvio all’arte della consultazione dell’I-Ching.
Solo facendo pratica della Sincronicità possiamo allenarci ad interpretare i segnali che ci arrivano dal mondo e sentirci sempre parte di un tutto che danza insieme a noi, la Danza della Creazione.
A presto
Rebecca
“Chiunque sia entrato realmente nell’essenza del
Libro dei Mutamenti ne sarà arricchito in esperienza
e in vera comprensione di vita”
Carl Gustav Jung





