Le due Verità di ogni cosa: quella più evidente

A cura di Rebecca Bardella
Fondatrice di QuasiFacile.com e
Sostenitrice  del BuonSenso Istintivo (QUI la presentazione)

1a puntata
La verità più evidente

Quando stai cercando di realizzare “un qualcosa” e tutto va storto, il messaggio che la vita ci offre é chiaro: questa cosa non s’ha da fare.
Vero. Sottoscrivo. Ogni medaglia ha due faccie e una di questa é interamente occupata da questo risoluto dato di fatto.
Che bello. Quando le cose sono così chiare, uno capisce che la vita, poi é abbastanza facile, se la sai assecondare.

Si.

Bene.

Fine.

Qualche fischio?

Si, grazie, ci sta…, più che meritato, anche se l’abbiamo detto subito che questa “…é solo una delle facce della medaglia”.
Se vogliamo vedere chiaramente, tutto quanto ci sta accadendo, non possiamo fermarci a ciò che abbiamo davanti agli occhi perché siamo solo a metà strada.
La verità, se esiste, é fatta di due facce, di due opposti.

Qual’é la verità opposta a quella rappresentata nell’esempio citato all’inizio di questo articolo?
Dai, scatena la fantasia scrivi delle ipotesi
Giusto per allenamento a prendere confidenza con la ricerca di ogni verità opposta.

Ti prometto che ne trarrai un grande beneficio e che i risvolti di questa conquistata abilità renderanno quasi facili tante situazioni difficili e dure.

Ogni verità ha la propria verità opposta, certo. La verità assoluta non esiste: quand’anche sveliamo ambo le verità , esse si compensano e annullano a vicenda. Non a caso “Amare significa annientarsi nell’amore”, come diceva qualche grande saggio buddista, (che la mia ignoranza non mi permette di citare (puoi colmare la lacuna se ti va)).

Già! Amando, unisci gli opposti e ogni singola cosa svanisce, nulla é più distinto, separato.

Una volta trovate queste verità, si raggiunge l’equilibrio che fa svanire ogni situazione opposta, lasciando il posto ad un immenso stato di pace. Quindi vale  proprio la pena farlo questo lavoro di scoperta e conquista di consapevolezza.

Quindi, per tornare alla ricerca della verità, qual’é l’altra verità del fatto che se una cosa va storta dall’inizio, non la si deve fare?

Dai, scrivi di getto, qualsiasi cosa sarà giusta (e sbagliata), tanto vale buttarsi!

A presto

Rebecca Bardella

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Risorse per approfondire:

MetodoIstintivo
MeditazioneGuidata

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9 Commenti a “Le due Verità di ogni cosa: quella più evidente”

  • Mah, Rebecca, una cosa può andare storta dall’inizio per mancanza d’esperienza credo, o perchè in quel momento non si è allineati, in ogni caso il concetto di “storto” è soggettivo, in quanto proprio quella cosa può far cambiar vita o dare una spinta verso un’altra direzione. Riferito a chi lavora online ad esempio, come te, come me e come moltissimi altri, immaginati se al primo passo che abbiamo fatto nel cyberspazio saremmo caduti, o nello specifico, avessimo preso una cantonata da un falso ebook o da un ciarlatano del web… sarebbe stato esagerato pensare che la strada per il successo non fosse radicata in internet, o non fosse “cosa per noi”, solamente perchè abbiamo iniziato male, ;)
    Quando mi sono successe quelle situazioni che dici tu “che qualcosa inizia già storta”, sia nella vita che online, ho cercato sempre di fortificarmi e canalizzare la carica o rabbia negativa verso obbiettivi e mete ancor più ambite, utilizzando l’evento negativo accaduto come forza per andare avanti e fare esperienza. Certo quando avevo 18 anni o ancor meno ero portato a pensare che se una cosa inizia male, non è destino, ma ora, non ne sono più così convinto. Tu cosa te pensi?

  • Quindi qual’é l’altra verità dell’esempio che hai raccontato?

    Sono sicura che quando una cosa vada storta uno cerchi di ritentare, di migliorare, di risollevarsi. OK. Ma questo vuol semplicemente dire che stai in quella verità (storta) finché non la trasformi nel suo opposto.

    Rimane inaffrontato l’aspetto inziale: il progetto va storto, ok, finché va storto, qual’é il suo opposto?

  • Beppe:

    Ok, se stai cercando di realizzare qualcosa e proprio non ti viene “facile”, o se semplicemente stai continuando a percorrere un binario abituale della tua vita e ti accorgi ad un certo punto, per caso o per eccesso di disagio, che proprio non è la giusta direzione, sicuramente una delle possibilità, la più diretta, è considerare che sarebbe meglio lasciar perdere….(a meno che uno non decida ostinatamente di perseverare).
    Ma a questo punto viene il bel.., cioè l’altro lato della medaglia: riuscire a trovare una nuova rotta una nuova via da percorrere, ma sopratutto ristrutturarsi rispetto al cambio di prospettiva. E questo credo che sia l’aspetto più “difficile” (o il più facile, per rispetto al dualismo strutturale di questa realtà). E’ qui che bisogna essere capaci di trovare gli strumenti giusti per “navigare in un “mare” sconosciuto, facendosi guidare soltanto dalla bussola interiore che indica solo due direzioni: gioia/sofferenza. Questo non significa spendere tutta la vita cercando di scansare abilmente gli scogli della sofferenza e puntare solo su ciò che riteniamo essere spiagge sicure: forse la verità sta semplicemente nell’abbandonarsi alla “navigazione” con totale fiducia nella corrente che ci sta portando, ma sempre con gli occhi interiori ben spalancati…
    ..ricordo una volta, cercai in tutti i modi di farmi invitare ad una festa e quando finalmente il giorno atteso arrivò, iniziarono a capitarmene di tutti i colori: quella camicia strafiga comprata per l’occasione si macchiò, il cellulare cadde e si ruppe, la macchina non partiva ma finalmente dopo un pò si decise e mi avviai verso il luogo dela festa quando era già tardi. Lungo il percorso mi persi e l’auto decise di fermarsi nuovamente in una stradina di campagna… Scesi, ormai completamente rassegnato, alzai lo sguardo: non avevo mai visto un cielo stellato così bello! (la storia è inventata…)

  • Talvolta alcune situazioni tendono a prendere una linea da noi,non voluta e vanno,come si suol dire,tutte storte.Se la nostra ferma convinzione di credere in noi stessi e non alle momentanee apparenze,non ci facciamo scoraggiare dalle avversità prima o poi,nostante tutto,appare il fantomatico “miracolo” e tutto cambia.Questo io lo devo al “Gohonzon” (sono buddista,corrente Nichiren Daishonin)e alla mia forte fede.

  • Rosy:

    L’altra verità potrebbe essere che non è ancora il momento di ottenere ciò che abbiamo chiesto!Bisogna dare all’Universo il tempo di organizzare le opportunità per noi! Oppure c’è qualcos’altro di meglio che ci aspetta! Ma queste sono cose che sapremo solo col tempo; intanto secondo la mia esperienza, esprimiamo i nostri desideri, chiediamo pure il massimo, ma viviamo in modo sereno e spensierato in modo da non interferire contro noi stessi! In pratica: diamo tempo al tempo!

  • sabina:

    io credo dipenda soprattutto da ciò che desideriamo realmente e da quanto siamo determinati a realizzare il nostro progetto. le difficoltà sono aspetti naturali della vita e dei percorsi che si intraprendono per raggiungere i propri obiettivi.
    il segreto, per realizzarsi ed trovare un po’ di equilibrio e serenità, sta nel saper gestire le situazioni SOPRATTUTTO quando presentano difficoltà inattese o danno l’idea che qualcosa sia andato storto. quando la strada è piana e libera, il problema della scelta non si pone nemmeno, ma è raro che nella vita capitino strade piane e sgombre di impedimenti.
    d’altronde le grandi imprese e le grandi vittorie sono proprio quelle che seguono a grandi sforzi, sacrifici e rinunce; seguono cioè alla volontà di mantenere la posizione presa anche e soprattutto quando il contesto in cui ci si trova sembra dirci che è meglio lasciar perdere e cambiare rotta.
    come diceva il buon Arnold Swarzenegger: NO PAIN, NO GAIN
    senza dolore, non si cresce, sia muscolarmente, sia spiritualmente.
    insomma per dirla tutta:
    i premi, le soddisfazioni, le grandi gioie della vita e dell’esistenza in generale, sono proprietà esclusiva di tutti coloro che non gettano la spugna al primo (ma nemmeno al secondo e al terzo) ostacolo che gli si presenta davanti, perchè soltanto chi sa gestire la pressione, senza esplodere, supera l’empasse del momento e ritrova la luce.
    in realtà chi cambia strada, chi molla la presa, ha perso una battaglia con se stesso a cui non potrà più partecipare, perchè vi ha consensualmente rinunciato.
    un abbraccio a tutti e ANDIAMO A PRENDERCI IL MEGLIO, CHE NON STIAMO QUI A PETTINARE LE BAMBOLE

  • Mi piace accendere il PC e trovare le tue “riflessioni”.Poi,ognuno è libero di fare le sue scelte e condividere o no le tue belle riflessioni.Ti scrissi altre volte spinta da gratitudine nel trovare nei tuoi scritti modi diversi di comportamento e reazione in svariate situazioni.Continuo a provare somma gioia nel confrontarmi e trovare molte analogie di pensiero.E’ bello accorgersi che nell’Universo ci sono persone come Te che operano per il benessere degli altri e quindi di noi stessi.Ciao Rebecca da Anna (buddista della corrente di Nichiren Daishonin)

  • Rebecca:

    L’Onore, cara Anna Maria, é tutto mio!
    :-)
    Infinite grazie per la tua generosità.
    Rebecca

  • Lucia:

    Non so se ho capito bene la domanda, ma a me viene da rispondere che l’opposto dello “storto” è il dritto, e se ci alleniamo a guardare in quella direzione, lì troviamo la risposta giusta alle nostre domande. Non è che tutto vada storto, non vanno determinate cose sulle quali stiamo puntando la nostra attenzione. Se riusciamo a relativizzarle vedremo accanto a loro tutte le altre cose che stanno andando bene, quelle che riescono con facilità, che ci gratificano e ci fanno stare bene.
    Ciao a tutti.

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