Passa Un FaVoRe

Ci sono Piccole Cose che determinano

CAMBIAMENTI ENORMI

in meglio!!

Eccone una:

Per lo spunto, ringrazio Luca (iscritto in ES)

Per la Tua VITA!

Rebecca

PS: a proposito di ES: hai gia’ saputo che in “EvoluzioneSpirituale.com” c’e’ un   modulo “nascosto”?

GIA’…    :-)

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A PROPOSITO DI TALENTO..

Leggendo “la trappola del talento” di Geoff Colvin a proposito di allenamento consapevole mi è venuto alla memoria un episodio che non ricordavo. Credo fosse uno dei primi anni liceali venne una supplente di religione stranamente laureata in psicologia. Ed udite un po’ invece che di bibbia ci parlò di Freud. Io rimasi letteralmente folgorato da quella lezione. Mi si accese dentro una curiosità morbosa di conoscere quelle tematiche.

Mio padre è stato da sempre un cultore di psicologia e filosofia, casa nostra era invasa di libri di Freud, Jung, Adler, Scopenhauer etc…

Ed io spinto dalla mia curiosità iniziai prestissimo ad avvicinarmi a questi testi: Non sempre comprendevo il significato di quei testi, però mi stavo inconsapevolmente allenando ad una certa forma di pensiero. C’era una sorta di attrazione fatale inconscia verso quelle letture. Leggevo è vero anche romanzi ma alla fine tornavo sempre sulla psicologia.

L’altra materia che adoravo letteralmente a scuola era filosofia. Molti miei compagni la consideravano una materia che lasciava il tempo che trovava. Io la consideravo invece una palestra eccezionale per la mente. Anche in questo caso, non comprendevo tutto però stavo allenandomi a sviluppare una forma di pensiero che mi avrebbe aiutato in futuro.

Poi per uno strano destino o meglio per mancanza di chiarezza di vedute scelsi una facoltà universitaria lontanissima dalle mie passioni. Furono anni durissimi.

Non mollai mai le mie letture, il mio angolo di riflessione psicologica e filosofica. Anche se non ho mai fatto un percorso di studi strutturato ho allenato continuamente la mia attitudine di pensiero verso questi campi. I miei amici scherzosamente mi chiamavano lo psicologo ed a me faceva estremamente piacere. Anche oggi qualcuno mi chiama psicologo pur non avendo mai acquisito il titolo.

E’ ormai appurato che il talento non sia qualcosa di genetico o un dono ricevuto dalla grazia o dallo Spirito Santo. Il talento è frutto di un allenamento continuo, martellante e consapevole. Il talento è legato ad una sana ossessione. Esso è un filo che ci lega a sé per anni o meglio per decenni.

Oggi ho quasi 40 anni e se penso che ho iniziato a leggere i miei primi libri di psicologia/filosofia a circa 15-16 anni, sono ormai 24 anni che alleno il mio pensiero. Sono 24 anni che cerco risposte sul funzionamento del più grande mistero: come funziona la mente dell’uomo. Negli ultimi 2 anni sulla spinta della realizzazione di un progetto professionale e di vita ho intensificato tantissimo il mio allenamento. Oggi sono veramente sui ritmi di una ossessione incalzante che non lascia tregua. Ci tengo a specificare che la mia ossessione è si un sacrificio ma è anche un profondo piacere.

Oggi sono su ritmi che mai avrei immaginato in passato: 2-3 libri specialistici a settimana, una media di un seminario o corso di specializzazione ogni 2 mesi almeno, decine di migliaia di pagine lette su internet, centinaia di articoli scritti da me, decine e decine di pagine di appunti personali, creazione di 4 seminari, ascolto audio book, video etc…

Non è questo che spiega il potenziale sviluppo di un mio talento. Non basta come sottolinea Colvin. Il talento ha origini sempre molto indietro nel tempo.

Questo mi ha indotto a ritornare indietro nel tempo, al tempo delle scuole superiori. Il mio percorso non inizia due anni fa ma circa 24 anni fa!

Con il cuore

Luigi Miano

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BUONA CURA DI TE

Ho scritto tantissimo su Quasi Facile di comunicazione interpersonale, ho sviscerato moltissimi aspetti della stessa che hanno un impatto pratico sulla nostra vita quotidiana. Mi sono soffermato poco su un aspetto fondamentale per il nostro benessere e la nostra felicità: la qualità della comunicazione con noi stessi.


Hai mai riflettuto su questo? Ti fermi mai a pensare “come” stai parlando a te stesso, che tipo di domande ti poni e qual è il tuo dialogo interno?

Diversi anni fa non mi sarei mai sognato di pormi questo problema. Nelle fasi della mia vita in cui avevo scarsa attenzione e consapevolezza, ho sempre dato per scontato che la comunicazione da “curare” fosse esclusivamente quella con gli altri. A quei tempi ero molto preoccupato delle reazioni degli altri, di quanto potessi incidere sulle relazioni.

Le cose sono radicalmente cambiate quando ho scoperto alcune cose sensazionali.

In primo luogo che l’efficacia di una comunicazione interpersonale era la diretta conseguenza di una comunicazione efficace con me stesso.

In secondo luogo avevo trascurato la mole di pensieri, dialoghi interiori, domande molto intralcianti, dannosi ma di cui non avevo affatto consapevolezza.

Il pormi al mondo esterno in un determinato modo era l’effetto proprio di questo mondo di pensieri spazzatura o nella migliore delle ipotesi poco produttivi.

Come è iniziato questo viaggio interiore alla scoperta dei miei pensieri?

Attraverso le letture, le riflessioni, le meditazioni, i corsi, i confronti con gli altri ossia tutto quello che i filosofi antichi definivano “la cura del sé”.

L’aspetto che ancora oggi mi da giovamento è quello di raccogliere tutte le mie idee, riflessioni e pensieri e metterli per iscritto. Sono momenti di solitudine e assoluta quiete dell’anima in cui emergono delle cose molto intime che aiutano questo processo di attenzione e profonda consapevolezza. La scrittura aiuta molto perché crea un dialogo diretto con il nostro sé istintivo ed aiuta a fissare nuove idee maggiormente produttive rispetto a quelle del passato.

Inizialmente mi occupavo di mettere per iscritto solo i miei pensieri e le mie domande e sai vederli così, su carta, mi impressionava.

E’ probabile che la prima reazione sia di stupore, perché sai a volte pensiamo delle cose orribili di noi stessi, e ci diciamo delle cose altamente svalutanti.

Ti invito a porti questa domanda quando vedrai i tuoi pensieri, i tuoi dialoghi messi nero su bianco: “direi mai queste cose al mio migliore amico, ai miei genitori, alla persona amata?”. Ma se tu non le diresti mai al tuo migliore amico(lo do per scontato altrimenti che amico sarebbe..) perché le dici a te stesso tutti i giorni?

E pensare certe cose costantemente di te stesso/a produce una realtà esterna che è consona a quei pensieri, dialoghi, domande.

Ti invito a girare sempre con un block notes (ne ho consumati a decine) e cominciare questo importante percorso di “consapevolezza”, di prestare attenzione a ciò che lasciamo fluire in maniera automatica e ci danneggia costantemente. Fissa sulla carta i tuoi pensieri, elaborali, ragionaci su.

Razionalizza, organizzali e poi nella profonda quiete della tua anima, in solitudine vai a fondo in te stesso. E’ una pratica che diventerà abituale per te e porterà dei giovamenti incredibili.

Buona cura di te

Con il cuore

Luigi Miano

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Il tuo talento: non ha prezzo e non ha tempo. EPPURE…

Ognuno ha talenti e passioni.

Si può avere un talento per scrittura, pittura, cucina, ascolto, guida, cura degli animali, dei bambini, delle piante… l’elenco delle qualità umane é infinito, anche per questo in Evoluzione Spirituale ho dedicato un intero Modulo a questo tema che é poi direttamente correlato alla realizzazione della Missione Personale.

Purtroppo nella nostra società talenti e passioni che fanno soldi sono valutati di più.

Questo è un peccato, perché molti talenti che non ti fanno fare i soldi, possono essere utili, non solo per te, ma anche per le persone intorno a te.

Quando scrivi una poesia, leggi un libro a qualcuno, o fai musica, tu fai stare bene la gente.

CERTO CHE QUESTO NON HA PREZZO.

Aggiungo un dettaglio che approfondisco meglio in EvoluzioneSpirituale.com: il tuo valore non é giudicabile sul piano monetario, hahahaha  :D   ahahah   NON E’ GIUDICABILE  PER NIENTE, MAI. Eppure… stai in campana e non sottovalutare l’importanza di usare il tuo talento per trarne benefici economici pena… il dovervi rinunciare. Semplicemente perché se lo rileghi alla zona tempo libero il rischio é che tu ne abbia molto poco… con l’inevitabile conseguenza di perderlo per strada :-(

NON E’ MAI TROPPO TARDI …

Un sacco di gente smette di lavorare sulla propria crescita personale in età precoce. Pensano che il loro cervello abbia raggiunto il top intorno all’età di 25 anni.

Sì, per memorizzare un elenco si dice che a 40 anni si faccia più fatica che a 20. Può darsi, ma coltivare una passione non é certo questione di memorizzare elenchi!

E’ sbagliato pensare che non sia possibile imparare cose nuove. Il cervello combia costantemente.

Reagendo alle cose che fai, pensi e senti, il tuo cervello si adatta tutto il tempo, e le cellule cerebrali sviluppano, nuove connessioni tra loro.

Agendo in un certo modo, si può influenzare questo processo.

Che tu voglia imparare a suonare il violito, una  nuova lingua, o una nuova arte: non é mai troppo tardi per iniziare. EPPURE… bisogna sottolineare che questo va tenuto presente  per iniziare subito… e non per procastinare… :-)

*************************

Vai cara, comincia pure, anzi… riprendi da dove hai sospeso.

*************************

Ehi, tu, lettore che non mi é dato di guardare negli occhi… stai volgendo lo sguardo su ciò che hai trascurato per troppo tempo?

Non sai più quali sono i tuoi talenti?

Allora ti invito ad entrare in Evoluzione Spirituale, lì trovi “Incanto di Note” un brano meditativo che a dispetto del titolo usa la “musica del caos” per far emergere visioni chiare sui tuoi desideri naturali ed intuitivi.

Molto potente perché intervalla silenzi a musica specificatamente pensata per favorire i vari passaggi del pensiero creativo.

Rebecca

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Non Fermarti alle Apparenze

Uno dei vizi più diffusi è quello di formarsi un giudizio delle persone basandosi sulle apparenze.

Tendiamo cioè a creare una idea definitiva basandoci su elementi molte volte superficiali, estetici, apparenti. Mi spiego meglio secondo voi una persona che veste bene che status sociale potrebbe avere? Oppure una persona che gira con una determinata automobile?

Questi segni distintivi non possono essere determinanti nello strutturare una nostra opinione rispetto ad una determinata persona. Non sono pienamente d’accordo con il principio per cui ci formiamo una idea della persona che abbiamo davanti nei primi 30 secondi. La prima impressione è molte volte foriera di suggerimenti infondati. Quante volte mi sono dovuto ricredere. E’ anche vero che il nostro sé istintivo( il subconscio), ossia la nostra parte animalesca, ha una capacità di intuito molto forte ed anche estremamente veloce.

Ma io non mi baserei solo su questo è molto rischioso.

Quando facevo il venditore immobiliare la prima cosa che ho imparato sul campo è stata quella di non basarmi su impressioni estetiche. Succedeva a volte che arrivasse una persona con uno scassone di macchina, vestito praticamente di stracci e poi prenotasse tre appartamenti.

E così ho imparato la lezione.

La mia prima impressione per essere ritenuta valida deve essere ripetutamente confermata altrimenti rimane esclusivamente una impressione.

Voglio raccontarti una storia che a me piace molto e che racconto spesso a mia figlia.

Ci sono due angeli, uno anziano esperto e l’altro giovane ed apprendista, che girano da diversi giorni senza trovare un punto di ristoro. Giunti finalmente dopo ore di cammino innanzi ad una bellissima villa bussano alla porta. Apre il ricchissimo padrone di casa a cui gli angeli chiedono ospitalità e cibo perché stremati dalla fatica. Il padrone di casa rifiuta il cibo ed offre loro solo una dormitorio nella cantina dell’immensa villa, nonostante avesse almeno 5 stanze da letto libere.

Mentre si apprestavano a sistemare i letti l’angelo anziano vede un buco nella parete e lo ottura.

L’angelo giovane gli chiede poiché l’avesse fatto e l’altro replica: “nulla è ciò che appare”.

Il giorno dopo i due angeli si rimettono in cammino e dopo ore si imbattono in un’altra casa, questa volta molto povera, tutta di legno e piccolissima.

Bussano alla porta ed aprono due persone anziane che si offrono di dividere la loro magra cena con gli angeli. Inoltre offrono il loro unico letto dividendolo generosamente e con sacrificio.

Il giorno dopo l’angelo giovane affacciatosi in cucina sente gli anziani padroni di casa che piangono e chiede loro il perché. I due vecchietti con le lacrime agli occhi gli spiegano di aver perso per sempre la loro unica mucca, fonte di sostentamento.

Allora l’angelo giovane inesperto arrabbiatissimo chiede spiegazioni di questa enorme ingiustizia all’angelo anziano che con molta calma spiega:

Vedi l’altra sera in quella casa di ricchi avidi ho visto quel buco e l’ho attappato perché dentro c’erano tutti i loro risparmi. Vista la loro enorme avidità e senso di ingiustizia ho deciso di punirli non permettendogli di poterlo più trovare.Invece ieri notte, qui nella casa dei due poverini, si è presentato l’angelo della morte che voleva prendere la signora, ed io non l’ho permesso ed in cambio gli ho dato la mucca… E’ per questo che ti spiegavo che nulla è ciò che appare”.

Non ti fermare mai alle apparenze.

Con il cuore

Luigi

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Una storia per non giudicare – Versione Ridotta

Ho appena finito di preparare un audio da inserire in EvoluzioneSpirituale.  E’ una semplice storia raccontata con la mia voce e sotto una base musicare per amplificare il potere e l’efficacia del messaggio.

Una di quelle cose che fai fatica a dimenticare, non tanto perché siano meravigliose, quanto perché sono così chiare e gradevoli che diventano dei capisaldi nella storia della nostra maturazione.

E poi si sa, qualsiasi messaggio é molto più chiaro e divertente se inserito nel contesto di una storia. Sopratutto se sotto ci metti una musica evocativa e gradevole.

(Nota: anche se il programma é completo, continuo a produrre materiale, per cui anche se uno ha finito il ciclo dei sette mesi continua a ricevere aggiornamenti ogni volta che inserirsco del nuovo materiale)

Comunque… dettagli a parte (che ti dico ovviamente per invogliarti a seguirmi in ES :-) ), segue un estratto di questa benedetta storia   che pare risalire al tempo di Lao Tse.

In fondo… le solite ISTRUZIONI per L’USO :-)

=============================================

Al tempo di Lao Tse, c’era un uomo in un villaggio della Cina vecchissimo e povero. Egli aveva un cavallo bianco bellissimo ambito da molti ricchi del paese. Il nostro vecchio aveva ricevuto molte offerte di vendita, ma lui il suo cavallo bianco proprio non lo voleva vendere: come si può vendere un amico?

Una mattina il cavallo sparì dalla stalla . I compaesani : “Stolto di un vecchio! Noi lo sapevamo che un giorno il cavallo sarebbe stato rubato. Meglio se fosse stato venduto. Che sfortuna!”. Il vecchio rispose: “Andateci piano, non parlate così. Dite soltanto che il cavallo non è nella stalla perché questo è il dato di fatto, il resto sono solo giudizi. Se si tratti di sfortuna o di una benedizione non lo so, perché conosciamo solo una parte. Chi sa cosa verrà dopo?”. La gente gli rise in faccia ed andò via. Avevano sempre pensato che era un po’ matto.

Ma dopo 15 giorni, improvvisamente il cavallo riapparve. Non era stato rubato, semplicemente si era addentrato nella boscaglia. Non solo, ma si era portato dietro una dozzina di cavalli selvaggi. La gente del villaggio si radunò di nuovo intorno al vecchio e disse: “Nonnino, avevi ragione, non si trattava di sfortuna ma di una benedizione”. Il vecchio rispose: “Di nuovo vi spingete troppo avanti. Dite soltanto che il cavallo è tornato. Chi sa se si tratta di una benedizione o meno. Conosciamo solo una parte. Se leggete una sola parola di una frase – come potete giudicare tutto il libro?”. Questa volta la gente non aveva molto da replicare, ma dentro sentivano che lui aveva torto.

Dodici cavalli bellissimi erano arrivati… Il vecchio aveva un solo figliolo che cominciò ad addestrarli. .. (SEGUE in ES)

=====================================

Il nostro vecchio indica l’atteggiamento ideale da assumere davanti a fatti piacevoli e spiacevoli:

Riportare i fatti in modo lindo, totalmente privo di conclusioni interpretative personali.


Ora, torniamo ai nostri tempi e vediamo in pratica quali sono le
++++++     Istruzioni per l’Uso    ++++++
per evitare di giudicare


- prima di parlare pensa e rigirati le frasi mentalmente tre o quattro volte prima di descrivere il fatto (senza le conclusioni soggettive)

- mentre parli osserva il semplice fatto

- dopo che hai parlato, se ti sembra di aver detto una cosa banale, che é già sotto gli occhi di tutti… consolati assaporando il senso di aver lasciato libero il mondo dai fardellacci di ristrette visioni personali che condizionano ed instradano verso sentieri ben definiti…

- infine goditi l’inattaccabilità di quello che hai detto… se ti sei limitato a riportare i fatti, nessuno può contestare e sarà una piattaforma eccezzionale per trovare soluzioni in caso di problem

MA BUON DIVERTIMENTO!!!!    Ciao!!!

Rebecca

Per Ascoltare questo ed altri Veramente Interessanti Audio
EvoluzioneSpirituale.com

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Il tuo Talento, le 12 Regole d’Oro per liberarlo

Nel 5o Modulo di  Evoluzione Spirituale, quello dedicato a coltivare il tuo talento e quindi a realizzare la tua Specialissima quanto Unica Missione ho descritto in 12 punti, le regole d’oro per prenderti cura del tuo Talento giorno dopo giorno.

Qualunque esso sia… ed indipendentemente dal fatto che tu abbia più o meno capito in cosa consista.

Una di queste Regole d’Oro riguarda un concetto che mi sta particolarmente a cuore perché chiarisce un colossale MALINTESO CULTURALE

Ora, se uno ha un talento si presuppone che abbia delle capacità.

Vero?

Tu che capacità hai?

Stai già pensando che non hai capacità? :-)

O forse ti stai dicendo… “Già, e quali capacità ho io?” :-)

EPPURE, TUTTI abbiamo capacità, ognuno ha le proprie.

Ora Ti dico una cosa importante. Il successo non dipende dalle capacità di cui disponiamo.

BENSI’ da come le usiamo.

Quante persone hanno uno spiccato talento e non lo sanno affatto usare?

E quante persone, invece non hanno particolari capacità, ma sanno sfruttare al meglio qualsiasi loro minima competenza?

E comunque, non era per dire… Io voglio davvero che rifletti sulle tue capacità, sopratutto se sei il tipo che le minimizza

In ogni caso, anzi, soprattutto nell’ultimo caso, spero di trovarti presto in *Evoluzione Spirituale* visto che lì ho l’opportunità di

caricarti ed illuminarti con adeguata “attrezzatura”.

A Presto dunque

Rebecca Bardella

Autrice e Facilitatrice in Evoluzione Spirituale

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A ciascuno i propri occhiali

Inizio spesso i miei seminari con questa storia tratta dal famosissimo testo di Stephen Covey, “Le 7 regole per avere successo”.

Una persona si accorge di non vedere più bene, ha problemi a mettere a fuoco a distanza le scritte, i volti delle persone. In  preda all’ansia di risolvere al più presto questo fastidioso problema si reca da un suo amico oculista.

Una volta nello studio dell’amico gli racconta il problema, l’amico oculista fa gli esami del caso, controlla la vista. Infine prende un paio di vecchi occhiali che si trovavano sul suo tavolo, li porge al paziente dicendogli: “con questi andrà sicuramente meglio…io ci ho visto sempre benissimo!”.

L’amico-paziente con molto scetticismo li indossa, prova a vedere le letterine alla parete, strizza gli occhi e non riesce a vedere nulla..e dice: “Io non vedo, ossia vedo peggio di prima. Non vanno bene..”

L’oculista: “Come non vanno bene, non è possibile hanno sempre funzionato per me!”

L’amico-paziente:  “Ti garantisco che non vedo nulla, peggio di prima.”

L’oculista: “va bene ho capito ridammi gli occhiali e trovati un altro oculista. Ma guarda te l’ingratitudine della gente, pensi di far delle bene e poi ti ripagano così.”

In questo caso il problema secondo voi è la miopia del paziente o quella del medico?

Ossia il medico è un miope della comunicazione?

Questa storia sembrerebbe essere paradossale e lontana dalla realtà, quasi assurda. In realtà rispecchia profondamente quello che avviene nelle nostre relazioni di tutti i giorni.

Nostro figlio viene da noi con un  problema e noi diamo soluzioni che vanno bene per noi, nostra moglie-marito ha un problema con il lavoro e noi rispondiamo con “Io farei…”, ci chiama uno dei nostri genitori parlandoci dell’ansia in merito ad un problema di salute e noi replichiamo di non avere noi l’ansia.

Il dramma dell’uomo contemporaneo è quello di distaccarsi dal proprio ego. La forza di chi comunica è quella di distaccarsi dalla propria biografia quando si è in relazione con gli altri.

Una forza nel dominio della propria naturale inclinazione a portare soluzioni preconfezionate autobiografiche.

La regola per chi voglia incamminarsi verso relazioni vincenti, una vita relazionale appagante è trovare gli occhiali adatti a ciascuno e non porgere i propri.

Con il cuore

Luigi Miano

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Non tutti però hanno tempo da investire in corsi di formazione, e sperimentazioni varie.

Non tutti amano lanciarsi  in nuove esperienze, mettersi alla prova e possibilmente osare un tantino oltre.

In poche parole se non sei disposto a fare da te, e vuoi farti lanciare nel web, con  le tue competenze  in modo professionale, puoi farlo attraverso  QuasiFacile.com.

Se l’idea ti alletta, scrivimi ad info@quasifacile.com, sono certa che troverai la seconda parte dell’offerta molto interessante

A presto

Rebecca Bardella
Direttrice di QuasiFacile.com

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Conosci e Realizza la tua Vera Natura

“Capita che, facendo qualcosa sentiamo affiorare un sottile disagio, oppure al contrario ci sentiamo proprio appagati, completi, realizzati…

Dove sta la differenza?

Alcuni autori la chiamano “volontà intelligente”, altri “principio – guida interiore”. E’ qualcosa, in ciascuno di noi, che dà l’impronta, che fa venire a galla la nostra vera natura, che plasma il corpo e il carattere, e ci accompagna nelle nostre scelte importanti. Si tratta del TALENTO, una sostanza che scorre dentro OGNUNO DI NOI, che troppe volte ignoriamo di possedere.

Peggio ancora, molte volte ne ostacoliamo il fluire. Un pò come se ci mettessimo in mente di impedire al sangue di corcolare o a una pianta di fiorire.

Al nostro talento, nella vita, sono inscindibilmente legati benessere, felicità, salute. E’ il succo, l’essenza, il concentrato di noi stessi.

E’ un’immagine che ci fdefinisce e con cui siamo venuti al mondo. Non lo si vede al microscopio, ma é il perno attorno a cui ruotiamo. Il nostro talento é dentro di noi, in questo momento, mentre leggiamo queste parole. Aspetta solo di essere liberato dalla gabbia dei condizionamenti della vita”  (Estratto da: Il Talento, di R. Morelli, Ed. Riza)

Esistono delle tecniche che possono aiutarci a farlo riaffiorare, in Evoluzione Spirituale impariamo a farne uso in modo efficace.

Non perdere altro tempo e sopratutto altra Energia Preziosa.

Clicca qui ed entra in Evoluzione Spirituale

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Rebecca Bardella

Autrice e Facilitatrice in Evoluzione Spirituale

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