Al tuo Amico Fegato… pensaci tu
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
QUI LA SUA PRESENTAZIONE
Ciao!
Questa settimana voglio essere molto pratica e parlare di quello splendido alleato del nostro corpo che, durante la stagione primaverile, comincia a perdere un po’ delle sue energie sovraccarico com’è di lavoro.
Parlo del fegato, l’organo più voluminoso del corpo umano dopo la cute. Gioca un ruolo fondamentale nel metabolismo e svolge una serie di processi tra cui la disintoissicazione dell’organismo da tossine e scorie. Spesso il fegato non è appesantito solo per la nostra alimentazione (magari troppo ricca o pesante) o la nostra costituzione individuale (ricordiamo che la medicina ayurvedica attribuisce alla tipologia Pitta, fuoco, la caratteristica di essere “biliosa”), ma anche per il ruolo che le emozioni giocano in noi. Le tradizioni orientali hanno sempre tenuto in gran conto il legame profondo che esiste tra emozioni e organi del corpo.
Nel caso specifico del fegato viene definito spesso l’organo della “rabbia” (d’altronde anche nella nostra tradizione esistono detti come “rodersi il fegato”, “mi scoppia il fegato dalla rabbia”).
Questa rabbia del fegato, ci dicono i cinesi, può assumere diverse sfumature tra cui irritabilità, gelosia e collera.
Capita spesso, purtroppo, di vivere situazioni di vita frustranti: situazioni lavorative e sociali che ci fanno stare male, oppure ci sentiamo ostacolati nella realizzazione dei nostri obiettivi, ecco allora che nasce la rabbia.
Quando questa emozione permane per troppo tempo in noi crea una disarmonia energetica a livello del fegato. Un sapore amaro in bocca, occhi arrossati, congiuntiviti, viso rosso e frequenti mal di testa e insonnia sono tutti segni del dell’energia poco equilibrata del fegato.
Se repressa, la rabbia sì trasforma in uno stato di depressione che causa stagnazione dell’energia del fegato e sensazioni di oppressione e gonfiore.
Se dilagante ed espressa può portare ad attacchi di collera anche molto violenta.
Capisci, quindi, come per le tradizioni orientali mantenere il nostro mondo energetico in armonia sia di fondamentale importanza.
Lo Yoga ci insegna, a questo proposito, a non ad abbatterci o ad annullarci accettando con passiva rassegnazione lo scorrere degli eventi, ma a cercare di mantenerci in equilibrio, di affrontare le difficoltà con coraggio imparando ad adattarci alle situazioni senza subirle, portando poco alla volta, delle modificazioni prima di tutto in noi stessi. Sarà il cambiamento di prospettiva mentale ad essere avvertito nel nostro ambiente provocando dei cambiamenti e sarà questa nostra trasformazione a portarci verso una progettualità e comportamenti sempre più efficaci e costruttivi.
Quando ti trovi in una di queste situazioni frustranti, pensa a te stesso come ad un albero che ha radici profonde, così da rimanere saldamente ancorato al terreno, ma con la chioma che tende al cielo e un tronco flessibile in grado di piegarsi, ma che non si spezza mai. Pensa a te come ad un essere che vive in equilibrio tra solidità e flessibilità, forza e dolcezza.




