Sole e tipi Pitta
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
QUI LA SUA PRESENTAZIONE
Ciao, hai visto?
Ormai mancano sempre meno giorni all’inizio dell’estate. Vorrei continuare a raccontarti cosa succede nel tuo corpo anche quando non ne sei totalmente consapevole. Vedi, l’energia del sole tu non la prendi solo dalla pelle e dagli occhi, ma anche dal cibo. Soprattutto la bellissima (e buonissima!) frutta estiva e la verdura, sono notevolmente influenzati dai suoi raggi.
D’estate molti di noi amano recarsi al mare e, magari, esporsi al sole per la cosiddetta “tintarella”, saprai che anche questo, se gestito correttamente, è di per sé un gesto sano in quanto il sole ti aiuta a fissare il calcio nelle ossa, sostiene il rinnovamento della pelle e la produzione di anticorpi nonché la produzione di serotonina sostanza dalle proprietà antidepressive.
Naturalmente sai che il sole va preso con giudizio. soprattutto se sei un tipo Pitta (vedi TEST) dalla pelle molto delicata.
Evita, se puoi, di esporti ai suoi raggi dalle 12 alle 17 quando sono più intensi.
Molti di noi, anche con le migliori intenzioni, a volte non riescono a gestirsi al meglio e si scottano. In questi casi può essere d’aiuto una pianta che trova il massimo della sua fioritura proprio nei primi giorni d’estate, il 24 giugno, e per questo si chiama Erba di San Giovanni, o Iperico.
Il suo olio ha diverse proprietà tra cui l’azione lenitiva in caso di scottature o punture di insetti.
OGGI TI INSEGNO A FARE L’OLIO DI IPERICO A CASA (NATURALMENTE QUESTA NON È UNA RICETTA AYURVEDICA MA APPARTIENE ALLE NOSTRE TRADIZIONI!).
TI SERVONO:
- una manciata di fiori di iperico (se ne trovano molti nelle nostre campagne). I fiori andrebbero raccolti preferibilmente la mattina. Il loro aspetto é questo:

- ½ litro di olio d’oliva extra vergine
Metti i fiori a macerare in una bottiglia di vetro scuro dentro all’olio. Se ti è possibile, chiudi la bottiglia con un tappo di sughero e lasciala al sole estivo per 4-5 giorni. Se lo fai con un sole meno intenso la macerazione potrebbe dover durare più a lungo. Poi filtra l’olio preferibilmente con una garza (ma va bene anche un colino!). conservalo in una bottiglia di vetro (magari quella di prima).
BUON ESPERIMENTO! FAMMI SAPERE COM’È ANDATA.
UN SORRISO
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