Vata, Pitta, Kapha… e tu che tipo sei?
A cura di Simona Mocci
Responsabile della Rubrica: YOGA DELLA LUNA
QUI LA SUA PRESENTAZIONE
Le tipologie ayurvediche derivano da un sistema di pensiero complesso e affascinante per cui ti ricordo fin d’ora che questo è un gioco e il risultato da te ottenuto puramente indicativo. Però potrà fornirti degli spunti di autoconoscenza interessanti che potrai approfondire continuando a seguirmi su quasifacile.com.
Come vedi, le tipologie ayurvediche sono tre e, ognuno di noi, appartiene in proporzione maggiore o minore ad una di esse con influenze delle altre due. Nessuno è quasi mai una tipologia pura, ma se questo è il tuo caso fammelo sapere: sono proprio curiosa!
Passiamo ora a un po’ di descrizione:
VATA: il tipo Vata è rappresentato dall’elemento aria e come l’aria è mobile e dinamico. Si tratta di persone di solito magre e con tratti irregolari ma affascinanti. Sono veloci nel loro pensiero, nell’apprendere ma anche nel dimenticare. Inizio più progetti contemporaneamente ma fanno fatica a portarli a termine perché si disperdono facilmente. L’irregolarità è il loro tratto caratteristico: nel mangiare, nel dormire, nelle abitudini in generale. Sono freddolosi e tendono all’ansia .
PITTA: il tipo Pitta è rappresentato dall’elemento fuoco ed è un tipo “caldo” sia nella temperatura del proprio corpo che nel temperamento. La costituzione è media sia per quanto riguarda l’altezza che per il peso. Ha un carattere deciso con tendenza alla leadership. Il pensiero è acuto e pungente così come a volte le sue battute. È tenace nel perseguire i propri progetti che tende a portare a conclusione perché è molto ambizioso. Ama mangiare e diventa irritabile se non può soddisfare il proprio appetito. Di solito ha la carnagione chiara con efelidi e pelle sensibile. Se provocato o sotto stress tende all’ira.
KAPHA: il tipo Kapha è rappresentato dagli elementi acqua e terra ed è KAPHA:stabile e ben strutturato fisicamente e caratterialmente. Si tratta di persone lente nell’agire, nel parlare e nel pensare. La muscolatura e la corporatura sono solide e pesanti. Tende ad ingrassare e alla pigrizia. Il carattere è dolce, generoso ed è una persona affidabile. Quando non è in equilibrio tende a deprimersi.
Ecco… abbiamo visto le principali caratteristiche delle costituzioni che l’ayurveda ci presenta.
Se la cosa ti ha incuriosito ricorda: torneremo in seguito su questo argomento!
Un caro saluto





Ciao Rebecca,
ho fatto il test me ho avuto una parità di risposte, tra pitta e kapha.Quale tipologia sono?.
Un saluto da Anna.
Ciao,
Sono un miscuglio di tutte e tre le tipologie, alcune voci di ciascuna coincidono perfettamente, altre voci non fanno parte di me per niente! Anche io nel tuo commento del 18 marzo 2009 ho trovato dei consigli che mi calzano a pennello! Resta da vedere se riuscirò a metterli in atto, soprattutto se li porterò a termine; cosa rara per me.
Grazie buonanotte e buona domenica piene di serenità e baciabbracci fatati
Sono un ibrido tra vata e pitta.
Consigli?
Grazie Simona per il tempo che mi hai dedicato, infatti come dici tu, il mio maestro mi fa fare quelle posizioni, ovviamente con cautela e con lui vicino perchè non sono ancora pratica, comunque anche se ho un certo peso riesco a cavarmela senza troppe difficoltà. Facciamo 2 lezioni a settimana, ma io ho problemi quando ho il ciclo, e quindi preferisco saltare quei giorni. Vorrei fare i complimenti per questo sito, propio interessante. Se a te non dispiace, ti potrei tenere informata su di me.Con affetto. Enza
Beh, cara Enza, visto che sei una praticante Yoga avrei proprio piacere di darti indicazioni in tal senso.
Intanto a noi Kapha (anche io ho una certa prevalenza di questo dosha nella mia tipologia di base!) fanno bene i movimenti corporei guidati dal respiro che portano un certo dinamismo contrastando la tendenza all’inerzia.
Se per te non è un problema praticarle (non andrebbero mai affrontate con problemi cervicali) e ti sono già state presentate dal tuo insegnante sono indicate le posizioni invertite (semirovesciata, candela e aratro) che ti aiutano a compensare la tendenza a vivere troppo nell’elemento Terra e “smuovono” le tue energie sia fisiche che sottili.
Spero che queste prime indicazioni Yogico-ayurvediche siano per te di qualche interesse.
Ti confesso che provo sempre una grande gioia quando sento che qualcuno si avvicina allo Yoga con passione perchè so quante sorprese positive può riservare questa disciplina… contattami quando vuoi, sarò felice se potrò esserti utile.
Un abbraccio
Simona
Ciao Simona, sono stata felicissima che tu mi abbia risposto, molto gentile,ho una corporatura molto robusta, e lo yoga è un qualcosa che mi ha tanto preso, se tu vuoi darmi dei consigli io li accetto di cuore. Come dici tu è un cammino meraviglioso, pieno di scoperte.
Con affetto.
Enza
Grazie a te carissima Enza.
Come dici tu lo Yoga non è tanto un “qualcosa che si fa” ma che nasce da dentro. Ti auguro un cammino pieno di scoperte…
spero di risentirti presto
Simona
Ciao,io mi riconosco nella tipologia kapha, e ho appena iniziato a prendere lezioni di yoga, è un qualcosa che mi nasce dentro da moltissimo tempo e che ho preso appena adesso in considerazione, grazie di cuore per i tuo consigli.
NE SONO DAVVERO FELICE!
Se vorrai aggiornarmi sul tuo benessere mi farà piacere.
Un abbraccio
Simona
Gentile Simona, nella tua esauriente analisi ho individuato delle ottime soluzioni.
Ti sono davvero grata!
Molto volentieri,
innanzitutto premettiamo che il nostro piccolo “gioco” ha uno scopo importante: promuovere in ognuno di noi quella volontà di auto osservazione e riflessione su se stessi che porta a conoscersi meglio.
L’ho definito gioco perchè una diagnosi ayurvedica vera e propria, della tipologia e delle fluttuazioni che costantemente avvengono in noi in risposta al passare del tempo e a come reagiamo agli accadimenti della nostra vita, è in realtà un procedimento molto più complesso. Ma, come tu hai egregiamente intuito, ci sono delle caratteristiche di base in cui possiamo riconoscerci e che ci offrono degli spunti importanti di riflessione sul nostro modo di porci nei confronti della vita e sull’opportunità di trovare delle “strategie” di cambiamento quando questo non si rivela del tutto funzionale.
Lo scopo dell’Ayurveda, in fondo, è proprio quello di aiutarci a comprendere come autodeterminare la nostra vita nel modo più aderente possibile alla nostra “natura essenziale” e come una consapevolezza equilibrata di noi innalzi il nostro livello di benessere.
Nel tuo caso tu sottolinei la caratteristica fondamentale di Vata, rappresentato dalla mobilità dell’elemento aria, che è la variabilità la quale, spesso, se non è ben guidata si trasforma in instabilità o incoerenza.
Premettiamo che noi viviamo tutti in una società dai ritmi frenetici, dalle richieste pressanti al lavoro, in famiglia, alla posta e che alimenta le caratteristiche meno funzionali di Vata. Tutto ciò non aiuta l’equilibrio personale anche se la nostra tipologia è un’altra: potremo resistere meglio, ma è comunque uno stile di vita stressante.
Nel caso di Vata possono essere utili una serie di strategie tra cui:
- Riposarsi a sufficienza. Chi intraprende molti progetti contemporaneamente o ha la tendenza a passare velocemente da uno all’altro senza concludere spesso, se si ferma ad osservarsi, si scopre stanco, con la mente un po’ confusa, ed ha la tendenza ad abbinare ai suoi progetti incostanti ritmi irregolari di veglia e di riposo con il risultato di aumentare il proprio stress. Quando senti che qualcosa non va fermati e riposa ti accorgerai che ne guadagnerai in chiarezza nelle tue attività mentali.
- Evita gli stimoli eccessivi: film violenti, musica ad alto volume, troppa tv sono fattori stressanti a cui ci siamo assuefatti ritenendoli normali.
- Lo Yoga e la Meditazione sono attività utilissime perchè aiutano la tua mente (sicuramente creativa) a trovare un “centro” e a mantenerlo.
- Darsi delle piccole abitudini di vita regolari ed equilibrate. Questo è difficile per un Vata (e spesso per tutti noi), ma è possibile iniziare con cose banali, magari piacevoli (una tisana in certi momenti della giornata, eseguire regolarmente un’attività fisica, mangiare dandoti un orario, etc) ed estendere gradualmente la regolarità ad aspetti più importanti. Questo non vuol dire impostare una vita monotona, non devi rinunciare alla varietà e alla tua creatività, soltanto fare in modo di non esaurire le tue energie senza approdare a nulla. RICORDA: UNA VITA CREATIVA NON DEVE NECESSARIAMENTE ESSERE UNA VITA IMPROVVISATA!
Un caro saluto
Simona
Mi riconosco nella tipologia Vata. Mi interesso di moltissime cose, ma poche sono quelle che riesco a concludere.
Qualche consiglio?